Vorrei | Rivista non profit

Ambiente ~ Giacomo Correale Santacroce

Fino a che punto conviene la Formula 1 a Monza?

Nuovo ribaltone in Sias con Dell'Orto rimosso, mentre la Regione Lombardia vuole entrare in società per scucire di tasca pubblica i soldi per soddisfare le richieste di Ecclestone

Persone ~ Romano Bonifacci

La corruzione dilaga? State sereni...

“I politici rubano più di prima. Ma adesso non si vergognano” L'affermazione di Piercamillo Davigo e le reazioni dei partiti. Intanto la corruzione resta il problema dei problemi

Culture ~ Fabio Pozzi

Guignol: si deve essere arte e non solo fare arte

Intervista a Pier Adduce, leader della band attiva tra la Brianza e Milano giunta al sesto disco: “Abile Labile”. Un'occasione per scoprire una formazione fuori dagli schemi e con molte cose da dire.

Culture ~ Elisabetta Raimondi

Dolce vita on the road II

Ai confini della realtà in bilico tra Realismo Magico, Realismo Sociale e Realismo Socialista. Curiosando nell'Europa delle dittature e predittature con l'aiuto di Franz Roh e Gustav Fredrich Hartlaub e con qualche pindarica digressione.   

Persone ~ Alfio Sironi

La Turchia di oggi sbanda insieme al suo spericolato conducente

L'inverno turco. Prosegue il ciclo di incontri sul medioriente promosso da “L'Altra via” di Calolziocorte e “Comunità di via Gaggio” di Lecco, questa settimana con un approfondimento dedicato alla Turchia.

Persone ~ Carmela Tandurella

Antifascismo e revisionismo storico: come proporli ai ragazzi

Contro l’avanzata dell’estrema destra in Brianza, l’ANPI e le organizzazioni sindacali provinciali, insieme al Comitato Antifascista di Seregno, mobilitano la storia e la pedagogia.

Persone ~ Romano Bonifacci

Una madre, il suo ragazzo. Restiamo umani

Egidia Beretta e suo figlio, Vittorio Arrigoni, esempi di umanità e dignità

Culture ~ Gaia Caimi

PJ Harvey alla Casa della Cultura di Milano

  Per la ventiduesima edizione del Festival Internazionale di Poesia “Parole Spalancate” la  musicista inglese PJ Harvey, ha interpretato la sua prima raccolta di poesie The Hollow of the Hand.

Brianzolitudine ~ Renato Ornaghi

Divagazioni shakespeariane: da Stratford-on-Avon al Bosco Bello del Parco di Monza

Per i 400 anni dalla morte di William Shakesperare qualche ragionamento su cotanta icona della letteratura mondiale, che magari lo riconduca a temi più vicini alla nostra Italia e più in particolare a Monza e al Brianzashire.

Persone ~ Veronica Tedeschi

Parole, suoni, immagini, colori il 29 e il 30 aprile 2016

 La Casa delle Culture, Novaluna, Bonvena e il Comune di Monza presentano la seconda parte del ciclo “Gente che viene, gente che va” con spettacoli e incontri. Abbiamo intervistato il musicista Roberto Zanisi che si esibirà con Arsene Duevi

Culture ~ Juri Casati

Pensieri lenti e veloci da Daniel Kahneman

Il premio Nobel che ha passato la sua vita professionale a studiare il modo in cui l’essere umano prende decisioni, è autore di uno dei saggi più letti e più citati dei nostri tempi. Da leggere più di una volta.

Persone ~ Alfio Sironi

Il Medioriente non esiste più

Massimo Campanini, storico del pensiero islamico, apre a Lecco un ciclo di incontri dedicato al Medioriente indicando quali sono i nodi cruciali della storia contemporanea a sud del Mediterraneo

Brianzolitudine ~ Renato Ornaghi

La Triennale di Milano, anzi di Monza

Nata come biennale nel 1923, vide le prime quattro edizioni nella Villa Reale. Dopo vent'anni, il 2 aprile è tornata con la XXI edizione

Culture ~ Antonio Cornacchia

Fabio Paolo Costanza e Alberto Zanchetta per “Un'ora sola ti Vorrei”

La registrazione dell'incontro con i direttori artistici del Carroponte e del MAC, Museo d'arte contemporanea di Lissone. La formazione, la sostenibilità economica, il rapporto con il territorio e tanto altro

Lavori ~ Ivan Commisso

Sulla fragilità di scenari e previsioni e la miopia di certa sinistra

Tra la mitologia del Fondo Atlante, i movimenti dei capitali e i numeri del PIL, un excursus

Culture ~ Fabio Pozzi

Mara e Luca Di Maio. Musica per descrivere il mondo

BandAutori 20. Due autori di valore ma poco conosciuti in questo numero: Mara e Luca Di Maio. Per "Libri che suonano" parliamo di band che si sciolgono, poi andiamo al Bandiera Gialla di Rimini e allo Zoo di Berlino con David Bowie.

20091103-schiavulli

In Afghanistan la risoluzione dei problemi (ammesso che esista) dovrà passare attaverso il consenso dell'Iran e del Pakistan, se no, niente da fare.

Quando Barbara Schiavulli ha finito di parlare e di mostrarci le fotografie (alcune molto crude), sono cominciate le domande, senza bisogno di sollecitarle. Tante. Si è vista la difficoltà di comunicazione che affiorava in mezzo all'empatia (Barbara è anche enfant du pays, a Monza). Un giornalista di guerra è interessato al come, mentre noi siamo interessati ai perché, magari per confermare i perché che ci siamo dati da sempre. Qualche perché ci vuole, tranquillizza, ci fa credere che la situazione sia sotto controllo, o comunque controllabile in futuro.
Un dato positivo: c'è stata solo una domanda (chiamiamola così) in cui si diceva che per colpa degli americani etc etc. Qualche anno fa ce ne sarebbero state tante, di domande così.
Altro dato positivo: nessuno o quasi crede più alla favoletta della democrazia d'esportazione. In Afghanistan la risoluzione dei problemi (ammesso che esista) dovrà passare attaverso il consenso dell'Iran e del Pakistan, se no, niente da fare.
E allora, gli americani? Barbara l'ha detto alla fine, cosa stanno facendo gli americani, sia in Afghanistan che in Iraq: alcune basi militari molto vaste, inattaccabili, da cui non se n'andranno MAI. Al loro posto, farei esattamente la stessa cosa.
Il titolo della conferenza metteva in ballo le elezioni, col prossimo ballottaggio, ma è apparso chiaro che i brogli sono sistematici e che si farà in modo che vinca Karzai contro un oppositore che si atteggia a uno stile gandhiano. Gara dura, in un paese in cui il kalashnikov non si nega a nessuno e in cui le donne vanno benissimo per trasportare munizioni sotto lo chador. La guerra perpetua è nel carattere del paese e degli abitanti, diverse etnie che non si possono soffrire l'una con l'altra.
Un bel mestiere è quello degli autisti e dei traduttori al servizio dei giornalisti. Barbara si è trovata ad averne uno sciita e l'altro sunnita, e doveva ogni tanto mettere pace se no si menavano in macchina. Non sono fatterelli di colore: gli autisti ed i traduttori guadagnano molto, ma in caso di rapimento del giornalista la loro vita vale zero, mentre quella del giornalista vale i soldi che qualcuno pagherà per il riscatto. Credo di aver capito perché quel paese piaccia tanto a Barbara: fuori da Kabul e da qualche altra città, non si piomba nel terzo mondo, ma direttamente nel medioevo, che può avere il suo bello, il suo fascino, le sue regole, mentre il terzo mondo è solo brutto e sregolato. L'atteggiamento della giornalista era di apertura sui casi spesso tragici di persone (quasi sempre donne e bambini) che ha trovato e trova lungo la sua strada. Molto più riservata quando doveva parlare dei soldati italiani, lodati per le loro qualità di socializzazione molto più grande di quella dei tedeschi, francesi, inglesi. Sarà certamente vero, ma oggi, essere in Afghanistan, vuol dire aver concordato precise regole di ingaggio. La modalità di procedere (accordarsi con l'imam locale sulla base delle sue priorità) sarà probabilmente l'unica possibile, ma non vedo cosa c'entri con la democrazia.
Previsioni del tempo: i taliban torneranno al potere, solo che quelli di oggi sono peggio di quelli di qualche anno fa, che distruggevano i campi di papavero. A questi, la droga sta bene. Si stanno dando da fare anche i cinesi, non poteva essere che così. Però l'osservazione più utile l'ho sentita tornando a casa: è vero che l'Afghanistan è sempre stato un crocevia, ma questo era importante quando i mezzi aerei non erano così diffusi. Oggi molto meno, se non c'è di mezzo il petrolio.
Il tribalismo, più etnico che religioso, continuerà. Il dramma è per le donne e per i bambini che, nelle città, stanno sperimentando una vita diversa, senza che qualche marito, stanco della moglie trentenne e con sei figli, la ripudi per adulterio, tagliandole il naso. Abbiamo visto le fotografie delle donne e dei chirurghi che stanno ricostruendo i nasi.
Però non è mai detto: in un'altra foto c'era un afghano che si sta facendo ricco vendendo libri, vecchi, nuovi, tutti i libri che gli capitano fra le mani: prezzi d'affezione: 50 dollari al libro, il mercato tira, chissà. "Imparare a leggere e a scrivere, quella è la strada", così ha concluso Barbara.

Dal blog di Primo Casalini stanzeallaria.blogspot.com

Su Vorrei.org utilizziamo i cookie perché ci aiutano a migliorare la rivista. Se continui a leggere dichiari di aver capito. Va bene?