Vorrei | Rivista non profit

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Electroadda e Giorgieness. Rock'n'roll!!!

BandAutori 21. Tanta energia giovanile in questo numero: quella brianzola-rock'n'roll degli Electroadda e quella grunge-indie di Giorgieness. Spazio poi a una disamina sulle webzine, agli amanti dello swing a Milano e a Mulholland Drive.

Ambiente ~ Giacomo Correale Santacroce

Fino a che punto conviene la Formula 1 a Monza?

Nuovo ribaltone in Sias con Dell'Orto rimosso, mentre la Regione Lombardia vuole entrare in società per scucire di tasca pubblica i soldi per soddisfare le richieste di Ecclestone

Persone ~ Romano Bonifacci

La corruzione dilaga? State sereni...

“I politici rubano più di prima. Ma adesso non si vergognano” L'affermazione di Piercamillo Davigo e le reazioni dei partiti. Intanto la corruzione resta il problema dei problemi

Culture ~ Fabio Pozzi

Guignol: si deve essere arte e non solo fare arte

Intervista a Pier Adduce, leader della band attiva tra la Brianza e Milano giunta al sesto disco: “Abile Labile”. Un'occasione per scoprire una formazione fuori dagli schemi e con molte cose da dire.

Culture ~ Elisabetta Raimondi

Dolce vita on the road II

Ai confini della realtà in bilico tra Realismo Magico, Realismo Sociale e Realismo Socialista. Curiosando nell'Europa delle dittature e predittature con l'aiuto di Franz Roh e Gustav Fredrich Hartlaub e con qualche pindarica digressione.   

Persone ~ Alfio Sironi

La Turchia di oggi sbanda insieme al suo spericolato conducente

L'inverno turco. Prosegue il ciclo di incontri sul medioriente promosso da “L'Altra via” di Calolziocorte e “Comunità di via Gaggio” di Lecco, questa settimana con un approfondimento dedicato alla Turchia.

Persone ~ Carmela Tandurella

Antifascismo e revisionismo storico: come proporli ai ragazzi

Contro l’avanzata dell’estrema destra in Brianza, l’ANPI e le organizzazioni sindacali provinciali, insieme al Comitato Antifascista di Seregno, mobilitano la storia e la pedagogia.

Persone ~ Romano Bonifacci

Una madre, il suo ragazzo. Restiamo umani

Egidia Beretta e suo figlio, Vittorio Arrigoni, esempi di umanità e dignità

Culture ~ Gaia Caimi

PJ Harvey alla Casa della Cultura di Milano

  Per la ventiduesima edizione del Festival Internazionale di Poesia “Parole Spalancate” la  musicista inglese PJ Harvey, ha interpretato la sua prima raccolta di poesie The Hollow of the Hand.

Brianzolitudine ~ Renato Ornaghi

Divagazioni shakespeariane: da Stratford-on-Avon al Bosco Bello del Parco di Monza

Per i 400 anni dalla morte di William Shakesperare qualche ragionamento su cotanta icona della letteratura mondiale, che magari lo riconduca a temi più vicini alla nostra Italia e più in particolare a Monza e al Brianzashire.

Persone ~ Veronica Tedeschi

Parole, suoni, immagini, colori il 29 e il 30 aprile 2016

 La Casa delle Culture, Novaluna, Bonvena e il Comune di Monza presentano la seconda parte del ciclo “Gente che viene, gente che va” con spettacoli e incontri. Abbiamo intervistato il musicista Roberto Zanisi che si esibirà con Arsene Duevi

Culture ~ Juri Casati

Pensieri lenti e veloci da Daniel Kahneman

Il premio Nobel che ha passato la sua vita professionale a studiare il modo in cui l’essere umano prende decisioni, è autore di uno dei saggi più letti e più citati dei nostri tempi. Da leggere più di una volta.

Persone ~ Alfio Sironi

Il Medioriente non esiste più

Massimo Campanini, storico del pensiero islamico, apre a Lecco un ciclo di incontri dedicato al Medioriente indicando quali sono i nodi cruciali della storia contemporanea a sud del Mediterraneo

Brianzolitudine ~ Renato Ornaghi

La Triennale di Milano, anzi di Monza

Nata come biennale nel 1923, vide le prime quattro edizioni nella Villa Reale. Dopo vent'anni, il 2 aprile è tornata con la XXI edizione

Culture ~ Antonio Cornacchia

Fabio Paolo Costanza e Alberto Zanchetta per “Un'ora sola ti Vorrei”

La registrazione dell'incontro con i direttori artistici del Carroponte e del MAC, Museo d'arte contemporanea di Lissone. La formazione, la sostenibilità economica, il rapporto con il territorio e tanto altro

Lavori ~ Ivan Commisso

Sulla fragilità di scenari e previsioni e la miopia di certa sinistra

Tra la mitologia del Fondo Atlante, i movimenti dei capitali e i numeri del PIL, un excursus

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 Cinema. Todd Haynes è uno dei registi più interessanti in circolazione, ma sul tema dell’omosessualità e delle convenzioni sociali era stato più avvincente con Lontano dal paradiso

 

Carol

Patricia Highsmith usò uno pseudonimo (Claire Morgan) per The Price of Salt, noto anche come Carol, romanzo rifiutato dal suo editore (Harper & Bros.) e pubblicato invece da Cowan-McCann. Si era tra il 1951 e il 1952, anni difficili per l’omosessualità in America (e, a dire il vero, dappertutto). The Price of Salt era un romanzo di formazione. Therese è povera, ha meno di vent’anni, un fidanzato e delle ambizioni artistiche. Quando si imbatte in Carol, fra le due scocca il colpo di fulmine. La più giovane comincia a rendersi finalmente conto della propria identità sessuale, sulla quale ha dovuto nutrire non poche incertezze.

 

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Rooney Mara e Cate Blanchett in Carol di Todd Haynes.

 

Trasposta sullo schermo con oltre sessant’anni di ritardo, la vicenda non sorprende né commuove. Si ammira soltanto la magistrale recitazione delle attrici: Cate Blanchett (Carol) e Rooney Mara (Therese). Anche la presa di coscienza di Therese sembra passare in secondo piano, rispetto al dramma familiare di Carol – che ha una figlia e un marito determinato a portargliela via. Todd Haynes è uno dei registi più interessanti in circolazione (Io non sono qui, 2007), ma sul tema dell’omosessualità e delle convenzioni sociali era stato più avvincente con Lontano dal paradiso (2002). Anche lì la vicenda si svolgeva negli anni cinquanta. Alle avventure clandestine di un manager (Dennis Quaid) con altri uomini, faceva da sarcastico contrappunto il mito della felicità familiare americana, reso anche visivamente con dovizia di colori pastello nella luminosa fotografia di Edward Lachman. E la moglie delusa (Julianne Moore) si metteva a sua volta nei guai, ma con più coraggio del marito, tentando di rifarsi una vita con un afroamericano (Dennis Haysbert). Insomma c’era più polpa, e lo stile di regia era superbo nell’evocazione – patinata ma ironica – dei vecchi melodrammi di Douglas Sirk.

 

Lillian Hellman (1905-1984) si era occupata di saffismo e perbenismo molto prima di Highsmith, con la pièce teatrale The Children’s Hour (1934!) portata ben due volte sullo schermo. Todd Haynes è certamente più aggiornato ed esplicito di William Wyler, che dal testo di Hellman trasse La calunnia nel 1936 (con Miriam Hopkins e Merle Oberon) e Quelle due nel 1961 (con Shirley MacLaine e Audrey Hepburn). La censura infierì su entrambe le versioni: specialmente sulla prima, dove il tema del lesbismo spariva del tutto. Nel secondo, un quarto di secolo più tardi, passò qualche allusione: velatissima, ma sufficiente a creare un po’ di scandalo nell’audience di allora. Se ne ricava un ovvio paradosso: Quelle due facevano più scalpore di Carol, anche se questo è decisamente più verosimile e meno ipocrita di quello.

 

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Audrey Hepburn e Shirley MacLaine interpreti di The Children’s Hour (Quelle due) di William Wyler, 1961.

 

Di per sé i film sull’omosessualità femminile non sono più una novità, anche se l’argomento è tuttora considerato scabroso dai più. Nel 2013 La vita di Adele, del regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche, ha conquistato la Palma d’oro a Cannes. Quanto a Cate Blanchett, era l’oggetto di desiderio di una memorabile Judi Dench in Diario di uno scandalo di Richard Eyre (2006), tratto da un romanzo di Zoë Heller.

 

Ida

 Ida, realizzato nel 2013 dal regista polacco Pawel Pawlikowski, ha vinto nel 2015 l’Oscar come miglior film straniero. È il dramma di una novizia (l’attrice Agata Trzebuchowska), orfana allevata in un convento, che prima di prendere i voti viene esortata a entrare in contatto con l’unica parente rimastale, una zia sconosciuta (Agata Kulesza). Un tuffo nel mondo reale necessario per mettere alla prova l’autenticità della sua vocazione. Di qui scoperte terribili a non finire: la ragazza non sapeva di essere ebrea, unica sopravvissuta di una famiglia massacrata durante l’occupazione nazista della Polonia. E mentre le due donne, zia e nipote, vanno in cerca dei resti degli uccisi, il loro paese, adesso sotto il tallone di Mosca (siamo negli anni sessanta), continua ad essere sopraffatto da abusi indecenti e carenza di speranze.

Ida è un film sorprendente sul piano formale, anche se ricorre al vecchio bianco e nero per raccontarci la cupezza dei luoghi e della vicenda. I personaggi sono quasi sempre inquadrati nella parte bassa del fotogramma, in modo che risultino sovrastati dallo sfondo. Dominati quindi da edifici, spazi e oggetti che denunciano, da soli, la tetraggine del contesto. Accanto ai valori della regia e della fotografia si fa sempre più strada, nel cinema di ricerca, il ruolo narrativo, allusivo e simbolico dell’art direction, delle location, delle scenografie e dei materiali di scena.

 

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Dawid Ogrodnik e Agata Trzebuchowska in Ida di Pawel Pawlikowski.

 

Fargo (serie tv)

 Notevole art direction anche in Fargo, la serie televisiva prodotta dai fratelli Coen. La fotografia rimanda mirabilmente all’epoca degli accadimenti (gli episodi della seconda stagione si svolgono nel 1979) e ogni inquadratura è impaginata con un gusto del design che valorizza al massimo grado l’incombenza dell’ambiente sulla narrazione. I gelidi inverni del Minnesota sono stilizzati in modo da suggerire visivamente l’isolamento della provincia e dei suoi abitanti in una regione di grandi spazi, e al tempo stesso l’atrocità dei crimini che vi si svolgono. Il dark più dark, osservato con sguardo pittorico e raccontato con irresistibile senso dell’umorismo.

 

Tratto da

Dixit Café

Gli autori di Vorrei
Pasquale Barbella
Author: Pasquale Barbella

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