A Vorrei tifiamo per la pace. Vorrei per una Europa dei popoli, non delle banche.

Vorrei - Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

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Il leader post-ideologico del centro-sinistra

Persone ~ Mariaeugenia Parito

Il leader post-ideologico del centro-sinistra

 La personalizzazione in politica. Da Berlusconi a Grillo e Renzi. Il linguaggio, il superamento dei corpi intemedi, delle ideologie. Della politica?

Il restauro della Cappella di Teodolinda nel Duomo di Monza visto da molto vicino

Culture ~ Vorrei

Il restauro della Cappella di Teodolinda nel Duomo di Monza visto da molto vicino

Il documentario della Alberto Osella & Partners sui lavori appena terminati sul ciclo di pitture degli Zavattari. Alla vigilia della riapertura definitiva al pubblico

A Rossino, la scuola resistente... resiliente che fa avanguardia!

Persone ~ Alessandra De Nicola

A Rossino, la scuola resistente... resiliente che fa avanguardia!

Se un progetto artistico diviene educazione attiva. Se una scuola resta aperta (almeno per ora) se una comunità si attiva affinché tutto resti. Allora forse l'arte serve a qualcosa!

Nuovo PGT di Monza: a che punto siamo?

Ambiente ~ Giorgio Majoli

Nuovo PGT di Monza: a che punto siamo?

Da circa tre anni l’Amministrazione comunale ha avviato la variante generale al Piano di governo del territorio, PGT vigente dal 2007. Peccato che quello presentato il 12 marzo scorso sia vistosamente carente

I 10 luoghi musicali della Brianza

Culture ~ Fabio Pozzi

I 10 luoghi musicali della Brianza

Viaggio musicale in Brianza, alla ricerca dei luoghi dove è nato o dove è passato il meglio del rock italiano ed internazionale dagli anni Settanta ad oggi e con uno sguardo anche al domani

A quando un Museo dell'Autodromo di Monza?

Culture ~ Antonio Cornacchia

A quando un Museo dell'Autodromo di Monza?

La mostra “Eleganza dinamica, talento italiano. Le auto storiche della Collezione Lopresto” riapre la riflessione sull'opportunità di un museo dell'Autodromo. La nuova gestione saprà cogliere l'occasione?

Brianza Mistress (Marianna del Leyva, la monaca di Monza)

Brianzolitudine ~ Renato Ornaghi

Brianza Mistress (Marianna del Leyva, la monaca di Monza)

Cosa è rimasto nella memoria storica della Brianza, dopo quattro secoli, di quella donna? Io credo poco o nulla, anche se ciò lo dico da brianzolo collinare. Può darsi invece che nella bassa de Monscia e relativi dintorni la storia della Signora abbia lasciato una crosta, una traccia in più nell'inconscio della gente, nei racconti serali di cascina a Villasanta o a Vimercate

Il Drago Bianco nelle acque dell'Adda di Leonardo Da Vinci

Culture ~ Arianna Pinton

Il Drago Bianco nelle acque dell'Adda di Leonardo Da Vinci

Se il tristissimo Loch Ness ha un mostro tutto suo, anche il maestoso Adda può vantarne uno. E quale miglior tratto del fiume potrebbe ospitare un drago bianco se non quello del traghetto di Leonardo da Vinci? Una favola di Arianna Pinton

Corrado Boccoli: un nuovo passo verso il grande parco agricolo del Vimercatese

Ambiente ~ Pino Timpani

Corrado Boccoli: un nuovo passo verso il grande parco agricolo del Vimercatese

Qual è lo stato di avanzamento del progetto PANE? Abbiamo incontrato il vice sindaco di Vimercate: da giugno si avvia una nuova e più complessa fase di aggregazione territoriale

I 10 film ambientati a Monza e in Brianza (con i trailer)

Culture ~ Vorrei

I 10 film ambientati a Monza e in Brianza (con i trailer)

  Non sono moltissimi e si va da veri capolavori come La notte di Antonioni e Il giardino dei finzi Contini di De Sica fino al trash di Dracula in Brianza. Da Celentano alla Gialappa's, passando per la band di Radio Deejay e il motoristico Grand Prix di John Frankenheimer

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“Tu dov’eri?” “In guerra.” “E tu?” “Ti cercavo da un campo di prigionia alll’altro.” Meno male che la vita ricomincia.

Dopo la morte di mio fratello Apollo, Dio aveva tolto la mano dalla nostra casa e aveva posto il silenzio sulla bocca di mia madre. Lei non parlava più se non a cenni. “Fai il segno della Croce.” Avrebbe voluto dirmi, ma stava zitta e con il dito tracciava una croce sul tavolo. “Lavati i denti.” e mi mostrava i suoi denti, uno incapsulato d’argento. “Ripassa la lezione.” e fingeva di picchiarsi in testa per mostrare che io ero una zucca e dovevo studiare per diventare grande. Per il resto si chinava sul proprio lavoro e cuciva, cuciva, cuciva senza badare all’ago che le trafiggeva le dita e, in senso lato, il cuore (Mater dolorosa: in chiesa c’era un quadro dove la Madonna teneva in mano il proprio cuore su cui erano puntati degli spilli). Mio padre copiava da lei, invece di parlare rimuginava. Nell’angolo della cucina, a bassissima voce, mi raccontava storie incredibili, tipo quella di Annibale che aveva passato le Alpi con gli elefanti. Poi, con le mani dietro la schiena, andava su e giù per la casa guardando i muri come se da loro si aspettasse la grazia della resurrezione di mio fratello. Ma  i muri non facevano miracoli, anche loro stavano zitti. C’era troppo silenzio nella nostra casa! Non ne potevo più e quando stavo per schiattare mi buttavo in qualche improvviso fracasso. A martellate piantavo chiodi nello sgabello di legno su cui mio padre saliva per prendere i libri sull’ultimo ripiano della credenza. Tac tac tac…! Piantavo chiodi con un fragore da fabbro, chiodi di ogni misura, da quelli corti che conficcavo nel legno con una  sola martellata a quelli più lunghi che necessitavano almeno quattro o cinque colpi. Mia madre restava con l’ago sospeso, mio padre si irrigidiva davanti al muro, il rubinetto del lavandino non gocciava più, gli scarafaggi che invadevano la nostra cucina risalendo la tubazione di scarico del lavandino facevano dietro front. Finalmente mia madre si ricordava, oltre del  figlio defunto,  anche di me  e mio padre. Ci chiamava con un cenno e quando eravamo alla sua portata allungava le braccia come ali e con quelle ali ci stringeva  fino a toglierci il respiro. Con il poco fiato che restava i miei genitori parlavano: della tessera annonaria, del carbone che non c’era più, ma  c’erano mattonelle di paglia pressata che facevano fumo e basta. Soprattutto discutevano del mio futuro. Profetizzavano gli studi che avrei dovuto seguire. Mio padre propendeva per farmi studiare da maestro, mia madre da chimico. Io non ero interpellato. Nel mio intimo mi sarebbe piaciuto fare il cercatore d’oro come racconta Jack London nei suoi romanzi. Comunque mi bastava che fossimo abbracciati e che i miei genitori parlassero: pissi pissi e pissi pissi…  “Fratello Apollo” dicevo dentro di me “ fai che il silenzio se ne vada dalla nostra casa.” Finalmente mio fratello mi ascoltò. Era una domenica di giugno e come ogni festività  andavamo al cimitero. Era proprio estate nel senso di formose nuvole nel cielo azzurro e di profumo di erba dappertutto. Il cimitero era bellissimo: un giardino con una moltitudine di statue di angeli in mezzo ai fiori. Mio fratello non aveva l’angelo, sarebbe costato troppo, c’era solo la sua foto sulla lapide, una foto dove lui rideva, rideva come un matto, mentre mia madre davanti a quella foto si mangiava il fazzoletto per soffocare i singhiozzi. Mio padre aveva cominciato a strappare  le erbe spuntate tra i sassolini bianchi della ghiaia, mia madre passava lo straccio sulla lapide e un fazzolettino pulito sulla fotografia. Io dovevo togliere i fiori appassiti del cespuglio di rose sulla tomba. Allungo la mano, strappo un fiore secco..., non faccio in tempo a scostarmi che un’improvvisa nube viva e fremente sobbalza dal cespuglio.. Forse grilli, maggiolini, farfalle, api, creature alate che insieme si mescolano in un ronzio sterminato che si propaga alle tombe vicine in modo che l’aria si riempie di una vitalità mai vista. Io penso che sia la replica della creazione del mondo. Mio fratello è in mezzo a quel turbine: agita le braccia, grida, aizza  quel palpitare, frinire, volare verso il cielo dove le nuvole sembrano un consesso di opulenti matrone che filano, poi fanno la calza, poi chiacchierano, poi diventano mucche, poi balene, poi castelli, poi, poi… mi gira la testa e credo di volare. I miei genitori  sono basiti, ma non per molto. Prima si scuote mia madre, poi si scrolla mio padre che si butta nelle braccia di lei e lei lo riceve a braccia aperte. Finalmente ritrovati  dopo tanto tempo, persi chissà dove: “Tu dov’eri?” “In guerra.” “E tu?” “Ti cercavo da un campo di prigionia alll’altro.” Meno male che la vita ricomincia. che loro si accarezzano, che mia madre toglie qualche bruscolo dalla camicia di mio padre e che lui è felice. Parlano, parlano del mio futuro. Discutono, insistono, negano: “Sarà un maestro!” “No, sarà un chimico!” “Maestro!” “Chimico!”. Sono ad un soffio dal litigio pur continuando a restare abbracciati. Per fortuna interviene mio fratello: “Sarà un maestro chimico!”. Così è stato. A tempo debito mi sono  iscritto all’istituto di chimica industriale Ettore Molinari in piazza Vetra a Milano e nello stesso tempo ho cominciato ad imparare a memoria la Divina Commedia, che tutt’ora conosco a menadito, caso mai si presentasse l’occasione di fare il maestro, anche come supplente, anche in una scuola di montagna dove d’inverno la neve sigilla le strade così sarei costretto a mangiare e dormire nello sgabuzzino dei bidelli dove nessuno verrebbe a  distogliermi dai romanzi di Jack London. Nessun rumore nella scuola deserta! Un grande silenzio.

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Gli autori di Vorrei
Adamo Calabrese
Collaboratore

Adamo Calabrese è scrittore, autore di teatro e illustratore. Ha pubblicato con Einaudi il romanzo "Il libro del re", con Albatros i libri di racconti "L'anniversario della neve", "La cenere dei fulmini", "Il passaggio dell'inverno", con Joker "Paese remoto". Ha illustrato i propri libri ed edizioni di Dante, Gibran e Pascutto. Scrive e disegna per il quotidiano "Il cittadinio" di Lodi, per le riviste "Vorrei" di Monza e "Odissea" di Milano. I suoi ultimi lavori teatrali hanno messo in scena opere di Brecht, Joyce, San Francesco e Iacopone. Nel 2012 RAITREha trasmesso un suo testo. Nel 2014 è stato finalista del premio internazionale di grafica satirica "Novello". Insegna letteratura presso le Università della terza età di Sesto san Giovanni e Milano (Università Cardinale Colombo)

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