A Vorrei tifiamo per la pace. Vorrei per una Europa dei popoli, non delle banche.

Vorrei - Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

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Quattro passi con Zygmunt Bauman

Culture ~ Silvia Giacon

Quattro passi con Zygmunt Bauman

Silvia Giacon racconta la sua esperienza di collaboratrice alla Milanesiana, dove ha accompagnato il sociologo e filosofo polacco.

Le Canzoni Da Marciapiede e Antonio Fiabane. Folk e pop d'autore

Culture ~ Fabio Pozzi e Massimo Pirotta

Le Canzoni Da Marciapiede e Antonio Fiabane. Folk e pop d'autore

BandAutori 3. Nel nuovo episodio spazio alle contaminazioni del cantautorato: con il folk di ogni epoca per Le Canzoni Da Marciapiede, con il pop per Antonio Fiabane. Da questo episodio anche un consiglio letterario-musicale con "Libri che suonano"

Persone, non numeri. La società è pronta per il diritto al migrare?

Lab Redazione Mondo ~ Rossana Currà

Persone, non numeri. La società è pronta per il diritto al migrare?

Ne hanno parlato il 12 luglio associazioni e politici alla tavola rotonda su diritti umani e processi migratori organizzata dal festival dei circoli arci brianzoli

Il giro del Mondo in 80 orti

Persone ~ Pino Timpani

Il giro del Mondo in 80 orti

Al progetto, con il patrocinio della Camera di Commercio di Monza e Brianza, si è aggiunto Vamos, un kit di micro orto mobile. Nei ristoranti aderenti si possono già gustare i prodotti maturati nella terra di Brianza

Il libro bianco dei comitati di quartiere di Monza

Ambiente ~ Vorrei

Il libro bianco dei comitati di quartiere di Monza

   «Questo libro è rivolto ai cittadini monzesi, cioè a coloro che hanno sempre considerato le questioni urbanistiche un argomento troppo tecnico e specifico per avere un'opinione personale.»

Un nuovo universo musicale: la scala φ-tonale

Culture ~ Renato Ornaghi

Un nuovo universo musicale: la scala φ-tonale

Un appello di Renato Ornaghi: «Vorrei davvero incontrare, tramite i lettori, un musicista (brianzolo o non) interessato a cimentarsi nello scrivere musica utilizzando una scala musicale completamente nuova»

Più verde e più parchi in Brianza!

Ambiente ~ Pino Timpani

Più verde e più parchi in Brianza!

Il coordinamento ambientalista Osservatorio Ptcp di MB chiede ampliamenti dei Plis e riduzione del consumo di suolo

Il lato oscuro della Brianza. Il manicomio di Mombello

Brianzolitudine ~ Renato Ornaghi

Il lato oscuro della Brianza. Il manicomio di Mombello

A Limbiate, località Mombello, c'è in Villa Pusterla–Crivelli. Uno dei luoghi che più hanno segnato la storia dell’Italia moderna. Napoleone Bonaparte la scelse come suo quartier generale e qui furono prese importanti decisioni storiche come la creazione della Repubblica Cisalpina, la fine della Repubblica di Venezia, la caduta di Genova e furono preparate le basi per il trattato di Campoformio...

Parco di Monza: ecco cosa c'è da fare

Ambiente ~ Giacomo Correale Santacroce

Parco di Monza: ecco cosa c'è da fare

Il materiale su cui lavorare per elaborare una visione di lungo respiro e un piano organico  è ricchissimo. Dagli atti del convegno “Il Parco della Villa Reale di Monza al bicentenario della fondazione” del 2006 alla proposta di legge regionale 435 del 2009. Una ipotesi di elenco di interventi.

In difesa del Cinema Roma di Seregno

Culture ~ Carmela Tandurella

In difesa del Cinema Roma di Seregno

  Dal centro storico di Seregno rischia di sparire uno degli spazi pubblici più amati, più frequentati e più attivi sulla scena culturale cittadina. Lottare perché le sale cinematografiche non vengano espulse dai centri storici vuol dire difendere una idea  di spazi pubblici dove  la socialità sia vissuta come piacere di condividere con altri storie, pensieri, sogni, impegno civile: cultura, insomma.

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“Tu dov’eri?” “In guerra.” “E tu?” “Ti cercavo da un campo di prigionia alll’altro.” Meno male che la vita ricomincia.

Dopo la morte di mio fratello Apollo, Dio aveva tolto la mano dalla nostra casa e aveva posto il silenzio sulla bocca di mia madre. Lei non parlava più se non a cenni. “Fai il segno della Croce.” Avrebbe voluto dirmi, ma stava zitta e con il dito tracciava una croce sul tavolo. “Lavati i denti.” e mi mostrava i suoi denti, uno incapsulato d’argento. “Ripassa la lezione.” e fingeva di picchiarsi in testa per mostrare che io ero una zucca e dovevo studiare per diventare grande. Per il resto si chinava sul proprio lavoro e cuciva, cuciva, cuciva senza badare all’ago che le trafiggeva le dita e, in senso lato, il cuore (Mater dolorosa: in chiesa c’era un quadro dove la Madonna teneva in mano il proprio cuore su cui erano puntati degli spilli). Mio padre copiava da lei, invece di parlare rimuginava. Nell’angolo della cucina, a bassissima voce, mi raccontava storie incredibili, tipo quella di Annibale che aveva passato le Alpi con gli elefanti. Poi, con le mani dietro la schiena, andava su e giù per la casa guardando i muri come se da loro si aspettasse la grazia della resurrezione di mio fratello. Ma  i muri non facevano miracoli, anche loro stavano zitti. C’era troppo silenzio nella nostra casa! Non ne potevo più e quando stavo per schiattare mi buttavo in qualche improvviso fracasso. A martellate piantavo chiodi nello sgabello di legno su cui mio padre saliva per prendere i libri sull’ultimo ripiano della credenza. Tac tac tac…! Piantavo chiodi con un fragore da fabbro, chiodi di ogni misura, da quelli corti che conficcavo nel legno con una  sola martellata a quelli più lunghi che necessitavano almeno quattro o cinque colpi. Mia madre restava con l’ago sospeso, mio padre si irrigidiva davanti al muro, il rubinetto del lavandino non gocciava più, gli scarafaggi che invadevano la nostra cucina risalendo la tubazione di scarico del lavandino facevano dietro front. Finalmente mia madre si ricordava, oltre del  figlio defunto,  anche di me  e mio padre. Ci chiamava con un cenno e quando eravamo alla sua portata allungava le braccia come ali e con quelle ali ci stringeva  fino a toglierci il respiro. Con il poco fiato che restava i miei genitori parlavano: della tessera annonaria, del carbone che non c’era più, ma  c’erano mattonelle di paglia pressata che facevano fumo e basta. Soprattutto discutevano del mio futuro. Profetizzavano gli studi che avrei dovuto seguire. Mio padre propendeva per farmi studiare da maestro, mia madre da chimico. Io non ero interpellato. Nel mio intimo mi sarebbe piaciuto fare il cercatore d’oro come racconta Jack London nei suoi romanzi. Comunque mi bastava che fossimo abbracciati e che i miei genitori parlassero: pissi pissi e pissi pissi…  “Fratello Apollo” dicevo dentro di me “ fai che il silenzio se ne vada dalla nostra casa.” Finalmente mio fratello mi ascoltò. Era una domenica di giugno e come ogni festività  andavamo al cimitero. Era proprio estate nel senso di formose nuvole nel cielo azzurro e di profumo di erba dappertutto. Il cimitero era bellissimo: un giardino con una moltitudine di statue di angeli in mezzo ai fiori. Mio fratello non aveva l’angelo, sarebbe costato troppo, c’era solo la sua foto sulla lapide, una foto dove lui rideva, rideva come un matto, mentre mia madre davanti a quella foto si mangiava il fazzoletto per soffocare i singhiozzi. Mio padre aveva cominciato a strappare  le erbe spuntate tra i sassolini bianchi della ghiaia, mia madre passava lo straccio sulla lapide e un fazzolettino pulito sulla fotografia. Io dovevo togliere i fiori appassiti del cespuglio di rose sulla tomba. Allungo la mano, strappo un fiore secco..., non faccio in tempo a scostarmi che un’improvvisa nube viva e fremente sobbalza dal cespuglio.. Forse grilli, maggiolini, farfalle, api, creature alate che insieme si mescolano in un ronzio sterminato che si propaga alle tombe vicine in modo che l’aria si riempie di una vitalità mai vista. Io penso che sia la replica della creazione del mondo. Mio fratello è in mezzo a quel turbine: agita le braccia, grida, aizza  quel palpitare, frinire, volare verso il cielo dove le nuvole sembrano un consesso di opulenti matrone che filano, poi fanno la calza, poi chiacchierano, poi diventano mucche, poi balene, poi castelli, poi, poi… mi gira la testa e credo di volare. I miei genitori  sono basiti, ma non per molto. Prima si scuote mia madre, poi si scrolla mio padre che si butta nelle braccia di lei e lei lo riceve a braccia aperte. Finalmente ritrovati  dopo tanto tempo, persi chissà dove: “Tu dov’eri?” “In guerra.” “E tu?” “Ti cercavo da un campo di prigionia alll’altro.” Meno male che la vita ricomincia. che loro si accarezzano, che mia madre toglie qualche bruscolo dalla camicia di mio padre e che lui è felice. Parlano, parlano del mio futuro. Discutono, insistono, negano: “Sarà un maestro!” “No, sarà un chimico!” “Maestro!” “Chimico!”. Sono ad un soffio dal litigio pur continuando a restare abbracciati. Per fortuna interviene mio fratello: “Sarà un maestro chimico!”. Così è stato. A tempo debito mi sono  iscritto all’istituto di chimica industriale Ettore Molinari in piazza Vetra a Milano e nello stesso tempo ho cominciato ad imparare a memoria la Divina Commedia, che tutt’ora conosco a menadito, caso mai si presentasse l’occasione di fare il maestro, anche come supplente, anche in una scuola di montagna dove d’inverno la neve sigilla le strade così sarei costretto a mangiare e dormire nello sgabuzzino dei bidelli dove nessuno verrebbe a  distogliermi dai romanzi di Jack London. Nessun rumore nella scuola deserta! Un grande silenzio.

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Gli autori di Vorrei
Adamo Calabrese
Collaboratore

Adamo Calabrese è scrittore, autore di teatro e illustratore. Ha pubblicato con Einaudi il romanzo "Il libro del re", con Albatros i libri di racconti "L'anniversario della neve", "La cenere dei fulmini", "Il passaggio dell'inverno", con Joker "Paese remoto". Ha illustrato i propri libri ed edizioni di Dante, Gibran e Pascutto. Scrive e disegna per il quotidiano "Il cittadinio" di Lodi, per le riviste "Vorrei" di Monza e "Odissea" di Milano. I suoi ultimi lavori teatrali hanno messo in scena opere di Brecht, Joyce, San Francesco e Iacopone. Nel 2012 RAITREha trasmesso un suo testo. Nel 2014 è stato finalista del premio internazionale di grafica satirica "Novello". Insegna letteratura presso le Università della terza età di Sesto san Giovanni e Milano (Università Cardinale Colombo)

Qui trovi la sua scheda personale con l'elenco dei suoi articoli su Vorrei


 

Comunicati stampa

20150303 speciale liberazione

20150429 di cosa parliamo

testate-moduli-piu-letti

La matita di
Fulvio Fontana
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