Home Lavori Lavori Convegno: Il Lavoro che cambia, il lavoro che manca: opportunità o minacce?


Convegno: Il Lavoro che cambia, il lavoro che manca: opportunità o minacce?

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Sabato 26 novembre a Monza il Des Brianza propone una ricca discussione sul drammatico e attuale tema diffuso anche nei i territori brianzoli

 

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a trasformazione epocale che va sotto il nome di globalizzazione sembra aver accelerato, in particolar modo nella iper industrializzata Brianza, i processi ad essa connessi: crisi, licenziamenti, chiusura di aziende e impoverimento sono alcuni degli effetti più tangibili e allarmanti con cui essa si manifesta.

La Rivista Vorrei seguirà e pubblicherà nei prossimi giorni i report del convegno che si preannuncia essere un primo passo verso una nuova concezione del lavoro. La proposta arriva dalle organizzazioni sindacali locali, cioè quella stratificazione organizzativa che ha come mission la tutela, la coesione sociale e il valore del lavoro: Sergio Venezia e Danilo Villa sono responsabili provinciali delle politiche sociali rispettivamente per Cisl e Cgil Brianza e da diversi anni sono punti di riferimento nel territorio per la ricerca e la sperimentazione di nuove pratiche sociali. Entrambi condividono l'impegno per il Distretto di Economia Solidale di Monza e Brianza, fondato nel 2005 e di cui Sergio Venezia è stato il primo presidente.

26 novembre, a Monza, presso la sala conferenze de “Il Cittadino”, Via Longhi, 3, dalle ore 9.00 alle 13.00,

 

Il Lavoro che cambia, il lavoro che manca: opportunità o minacce?

 

L'idea di riflettere sul tema del lavoro all'inizio di questo millennio richiede disincanto, coraggio, ed un pizzico di utopia. Se si potesse uscire dal campo delle certezze consolidate, sul piano economico, valoriale ed antropologico, avremmo una nuova chance per guardare al tema del lavoro “decostruendo” da un lato la sua sacralità ed ineluttabilità e tornando ad abitare gli spazi interiori ma anche sociali della felicità, della realizzazione dell'uomo e, soprattutto, della sua dignità. Per questo siamo rimasti colpiti dalla riflessione che ci viene dal Blog “Il volo del calabrone”, nella quale un gruppo di amici, alcuni sindacalisti di lungo corso, si interroga in maniera inedita sul tema del lavoro oggi e dei suoi annessi, in primis la globalizzazione.

Pensiamo ad un utile confronto tra due mondi in crisi:

L'Economia Solidale, che in Italia è ancora residuale, pressoché una testimonianza, vive una CRISI DI CRESCITA: i GAS si moltiplicano in modo spesso tumultuoso ed ambiguo, i media spesso confondono il mondo del consumo critico e consapevole come una scorciatoia per scampare la crisi ed il caro vita; da un lato si attivano progetti e percorsi altamente innovativi, che prefigurano nuovi stili di vita ed un diverso modello di sviluppo; d'altro canto questo mondo fatica a confrontarsi con i macro-temi ed i macro-numeri ad essi legati (si pensi alla crisi, la disoccupazione, la coesione sociale, povertà e vulnerabilità crescenti, la fiscalità, il welfare,......)

Il Sindacato, che da un lato è portatore di grandi narrazioni e di una grande capacità organizzativa, dall'altro perde, come sabbia che scivola tra le dita, l'oggetto principale della sua missione, il lavoro. Un lavoro che si fa precario, indefinito, sfuggevole e non più vettore di speranza, di sicurezza e di futuro. Si trova a gestire un conflitto generazionale neanche troppo latente tra il mondo dei “diritti acquisiti” (che, peraltro, gli garantisce il sostentamento ed esige una coerente rappresentanza) e quello dei “diritti mancati”, a cominciare dal lavoro stesso. La difficile opera di tessitura di una solidarietà tra questi mondi unita alla difficoltà di aprire un profondo ripensamento sul modello di sviluppo, mantiene le grandi organizzazioni Sindacali del '900 ancorate ai miti della crescita illimitata e della difesa dell'occupazione, anche a prescindere dall'output, dai costi sociali ed ambientali dei frutti, spesso velenosi, del lavoro oggi.

Due difficoltà, Reti di Economia Solidale (DES Brianza) e Sindacato, che si incontrano, si confrontano e si lasciano interrogare da qualche pensiero alto, per capire se vi possano essere percorsi comuni o almeno paralleli per cominciare a “Vivere DEL lavoro, non PER il lavoro”.

Per DES Brianza:
Sergio Venezia e Danilo Villa

Qui il testo: Vivere del lavoro, non per il lavoro



 

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