La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza
n. 1927 del 24/9/2008
N° ROC 17857
ISSN 2283-3269

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Il lavoro di cercare lavoro

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C

ostanza ha 31 anni, una laurea a pieni voti in lingue straniere, una esperienza di lavoro triennale e qualificata all’estero ma non riesce a trovare impiego nell’area più densamente industrializzata d’Europa.

Da tre mesi si muove di qui e di là, tra la metropoli e le sue propaggini inseguendo segnalazioni e annunci. Incomincia a essere stanca. Anche la ricerca di un lavoro è un lavoro, se fatto a tempo pieno e con metodo: «Mi alzo ogni mattina alle 8, faccio colazione, mi preparo, do un’occhiata alle ultime offerte su internet ed esco di casa. Di solito rientro alle 18». La caccia, però, è stata finora infruttuosa. Le agenzie interinali sembrano un disco rotto: «Mi dicono che il momento economico è difficile e che hanno poche richieste di lavoro. Nessuna adatta al mio profilo. Profilo, sia chiaro, che definiscono loro con le loro classificazioni, non io. Va bene, mi piacerebbe poter continuare a insegnare come facevo all’estero o occuparmi di traduzioni o lavorare in ambiti che curino le relazioni con uffici stranieri ma non è una fissa, anzi».

Interessante l’aspetto del profilo che “definiscono loro con le loro classificazioni”: se sei laureato, per di più con pregresse esperienze di lavoro, l’intermediario interinale automaticamente esclude il candidato da tutta una gamma di possibilità lavorative: «”Signorina no, non possiamo proporla come cassiera o commessa, lei è troppo qualificata e il nostro sistema non ci permette di inserirla in certe offerte, inoltre anche il nostro cliente non accetterebbe un profilo così up”. Questo è, parola più, parola meno, quello che mi rispondono. Non va meglio in scuole linguistiche e agenzie di traduzione: il curriculum interessa ma gli organici sono al completo. I miei amici all’estero, che mi incoraggiavano dicendomi che, con il mio background, non avrei avuto difficoltà ad inserirmi, ora sono basiti. Io, le difficoltà le avevo invece preventivate ma non il dover fare i conti con il passato che ti marchia. Molti selezionatori mi hanno detto chiaramente “ma perché è tornata in Italia?”».

Una soluzione, però, potrebbe esserci: una specie di piano B suggerito da un’amica che si è trovata nella stessa situazione. Un piano B per certi versi surreale, che se ne frega delle leggi dell’economia ma che forse interpreta meglio le esigenze del mercato con la forza del paradosso: dequalificare il proprio curriculum. Uno ha studiato anni per arrivare a certi livelli e offrirsi al meglio delle proprie possibilità lavorative? E ora bluffa, inganna, scrive il falso: «Mi hanno aperto gli occhi: “se punti a certi impieghi, presenti il tuo curriculum vero. Altrimenti te ne costruisci un altro fittizio per lavori di ripiego”. È triste ma mi sa che lo farò anche io. Ma non so come coprire un buco di tre anni di lavoro in Francia. Che ci scrivo sul curriculum? Che ci sono rimasta a fare lì per un periodo così lungo? Mi serve una scusa che sia credibile e non mi viene».

Una nemesi dei tempi moderni: dall’orgoglio del “chi sono” alla maschera del “chi potrei essere”.

Gli autori di Vorrei
Author: Ivan Commisso

Ivan Commisso, classe 1976, mi occupo di analisi dei mezzi di comunicazione in una grande concessionaria di pubblicità italiana. La mia formazione universitaria è economica. Sono giornalista pubblicista, scrivo per lo più di sport e politica (agonismo in entrambi i casi) e mi piacciono le metafore, i dolci e la Calabria.

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Commenti  

#1 Fresh Brain 2009-03-21 16:58
Trovare lavoro oggi è un vero impiego
Io ci sto provando con mezzi alternativi:

Ho prodotto alcuni video viral per il mi sito http://www.youtube.com/watch?v=fkPds45AoUo

http://www.youtube.com/watch?v=J-335_-OCAo

quiz su come trovare lavoro, interattivi e divertenti, ora sto inviando i curriculum con link a blog e video (che sono collegati a linkedin) e dopo aver spedito il CV contatto i referenti in linkedin.

Ho appena iniziato e non so se funzionerà... per ora guardatevi i miei video, e ditemi che ne pensate
Citazione
#2 manuele cattaneo 2009-04-04 15:41
Questo articolo lo trovo geniale. E purtroppo descrive perfettamente la situazione che sto vivendo anch'io,anche se da solo un mese circa alla ricerca attiva di un lavoro. L'osservazione sulle classificazioni effettuate dalle agenzie interinali è verisssima; purtroppo tali agenzie tendono a discriminare i soggetti con un titolo di studio elevato, procudendogli tutta una serie di occasioni. E in effetti il metodo migliore diventa quello di "declassificare " il proprio curriculum.
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#3 Andrea 2009-04-07 03:53
L'università va vista come una preparazione finalizzata ad un livello che permette di crearsi un lavoro, o comunque a lavorare in proprio. Non a cercare un posto da diplomato.

Chi non trova è perchè come nell'articolo viene ben descritto, ha un titolo di studio inadeguato alle sue aspirazioni.
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#4 Alliandre 2009-12-01 00:42
Ho vissuto la stessa cosa sulle mie spalle, poi mi sono messa in proprio come traduttrice. E' difficile, ma se non altro si lavora, anche se la situazione non è rosea nemmeno per i lavoratori autonomi. Purtroppo, se Costanza cerca di essere assunta come traduttrice non ce la farà mai, a noi traduttori non ci assume nessuno da un paio di decenni almeno. O Partita IVA o niente... Tengo sempre d'occhio gli annunci di lavoro, comunque, ma vedo che non è cambiato molto da prima.
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