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La dura vita di Cenerentola in città

Muoversi senza l'auto: un bene per la salute dell'aria e dei cittadini. Ma quando la metropolitana chiude a mezzanotte la favola non ha un lieto fine

Oh, pedala, pedala, pedala.
E dimmi come si va,
via dalle strade del vecchio mondo
fino ai confini di questa terra
che ha già pionieri, santi e macchinisti
e che ha bisogno di buoni ciclisti,
oh, pedala, pedala, pedala.

(Teresa De Sio, Una ragazza al giro d’Italia)

Sabato a Milano, mezzanotte, Castello Sforzesco. In giro tanta gente, il traffico di sempre, incentivato dal sabato sera e l’aria opaca cui siamo assuefatti. C’è anche il Milanofilmfestival e verrebbe voglia di rimanere in strada, a tirar tardi chiacchierando di cinema tra giovani variopinti e fracassoni. Ma dobbiamo squagliarcela e volare a prendere l’ultima metro delle 0.17.

È l’insostenibile mobilità di una metropoli italiana.

Intanto si è conclusa il 23 settembre, senza colpo ferire, la settimana europea dedicata alla mobilità sostenibile, che tenta di incoraggiare le autorità locali a dare più spazio nelle strade a forme di trasporto non inquinanti. Ma i numeri ci dicono che gli italiani hanno una sola compagna inseparabile: la loro vettura. Una per ogni 1,4 abitanti: primato assoluto in Europa. Non ci si stacca da lei neanche per fare dieci chilometri. Una compagna impagabile quanto costosa, se dovessimo calcolare quanto spendiamo all’anno tra assicurazione, burocrazia, parcheggi. Per non parlare dei prezzi alle stelle della benzina.

Pigrizia latina o necessità? Scarsa sensibilità ambientale o mancanza di alternative?

Forse entrambe. Sta di fatto che, stando all’ultimo studio del Bipe (colosso francese di studi economici), mentre inglesi, francesi e tedeschi rinunciano all’auto, soprattutto in città, prediligendo mezzi pubblici e bicicletta, gli italiani sono in controtendenza.

Poche le città virtuose come Ferrara, dove le brevi distanze, posteggi abbondanti e piste ciclabili rendono la bicicletta il mezzo ideale per muoversi in città, tanto che il 30% degli spostamenti cittadini avvengono proprio sulle due ruote.

Certo, nelle grandi città occorrerebbe puntare a sistemi diinterscambi tra diverse modalità di trasporto: da casa esco in bicicletta, che poi posso facilmente parcheggiare alla stazione o alla fermata dell'autobus, o persino portare sul vagone.

Ci sta provando, ad esempio, la città di Prato che, proprio in occasione della settimana europea sulla mobilità, oltre a inaugurare una nuova pista ciclabile, ha presentato “Bicincittàâ€. Il sistema automatico di noleggio di bicicletta, già sperimentato in altre città europee — Parigi, per dirne una — sarà in funzione dal primo ottobre e consentirà di noleggiare biciclette con una semplice tessera magnetica al costo di 20 euro all’anno. I punti di distribuzione sono dislocati in prossimità di stazioni ferroviarie, metro o fermate degli autobus, ed è possibile lasciare la bici anche in un punto diverso da quello in cui la si è presa.

Comunque, due buone notizie per il popolo del pedale arrivano dal ministero dell’Ambiente. Una prevede lo stanziamento di 1 milione e 250 mila euro per le città italiane che hanno già presentato progetti di bike sharing, il noleggio automatico di bici.

L’altra riguarda i milanesi: il governo infatti ha approvato la scorsa settimana, in accordo con Comune, Provincia e Regione, il nuovo piano triennale di mobilità sostenibile per l´area metropolitana. 3,5 miliardi di euro, per scoraggiare l’uso dell’auto privata e rendere più respirabile l’aria milanese puntando su percorsi ciclabili, car sharing e car pooling (auto in condivisione), introduzione della pollution charge, limiti alla circolazione per i veicoli più inquinanti, incremento delle corsie riservate agli autobus.

Infine, tra gli impegni più importanti, il potenziamento del trasporto pubblico con nuovi treni, autobus e linee, e più servizi ferroviari a copertura dell’intera area metropolitana.

E se per cominciare la metro non chiudesse più a mezzanotte, almeno per le ultime non motorizzate Cenerentole del sabato sera?

 

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