La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza
n. 1927 del 24/9/2008
N° ROC 17857
ISSN 2283-3269

Colophon completo
I racconti di Adamo. In do maggiore

La valigia dei libri ~ Adamo Calabrese

I racconti di Adamo. In do maggiore

Poi, un giorno, il miracolo dei miracoli. E’ mattina presto. Suonano nella strada: “Parigi oh cara…”. Picchiano alla porta. Una tempesta di pugni: “Sono io, salta fuori!”

Che cos'è il Progetto Rainbow?

Persone ~ Vorrei

Che cos'è il Progetto Rainbow?

   Un progetto per le scuole co-finanziato dall'Unione Europea e adottato dal Comune di Monza per combattere lo stereotipo e la discriminazione contro gli omosessuali. Ecco com'è strutturato e “Bob”, uno dei 9 film utilizzati.

L'elogio dell'imperfezione del Gruppo Koiné

Culture ~ Antonio Cornacchia

L'elogio dell'imperfezione del Gruppo Koiné

 Al Mac di Lissone l'intervento del collettivo artistico. 12 fra installazioni e performance disseminate anche nel territorio

La Villa restaurata. Un bel vedere.

Ambiente ~ Giacomo Correale Santacroce

La Villa restaurata. Un bel vedere.

 Finiti i lavori di restauro alla Reggia di Monza si parla finalmente delle attività che ospiterà nei prossimi anni

L'arte della copertina

Culture ~ Antonio Cornacchia

L'arte della copertina

La mostra di Storm Thorgerson all'Arengario di Monza per riscoprire l'importanza delle copertine dei dischi e dell'arte nella musica.

I retroscena del caso Ecclestone - Gran Premio di Monza

Blog ~ Paolo Ciccarone

I retroscena del caso Ecclestone - Gran Premio di Monza

Le dichiarazioni del capo della Formula 1 hanno portato scompiglio nel mondo sportivo e politico lombardo e brianzolo. Ma cosa c'è dietro l'uscita dell'ottantaquattrenne? Sul Secolo XIX un articolo tenta di ricostruire l'intera situazione: “Inchieste e marketing, ecco perché Ecclestone vuole affossare Monza. Il vuoto di potere penalizza il circuito. Pronto il Mugello”

Appunti di un viaggio in Brianza

Ambiente ~ La Pantera Rosa

Appunti di un viaggio in Brianza

… si arriva così, dopo una deliziosa e ampia cascata, a Canzo… Liberamente tratto dal “ Diario del Viaggio in Brianza” che Stendhal compì nell’agosto del 1818.

Brianza: la bellezza delle cascine può essere un attrattore del turismo locale?

Ambiente ~ Pino Timpani

Brianza: la bellezza delle cascine può essere un attrattore del turismo locale?

Dossier. Benvenuti in Brianza. Per Giorgio Brambilla le tipiche cascine brianzole possono inserirsi in un ciclo economico di valorizzazione e divenire mete turistiche

Orti in Brianza: un progetto strutturato per decollare l'economia ortofrutticola

Ambiente ~ Pino Timpani

Orti in Brianza: un progetto strutturato per decollare l'economia ortofrutticola

Al margine del secondo Festival degli Orti di Monza, abbiamo incontrato e intervistato Giorgio Brambilla

Il CSV di Monza e Brianza compie 5 anni

Persone ~ Vorrei

Il CSV di Monza e Brianza compie 5 anni

C’è qualcosa da festeggiare nel volontariato monzese: il Centro di Servizio per il Volontariato di Monza e Brianza al quinto compleanno

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Un'altra moda è possibile

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20090918-moda

"Produrre e consumare moda critica significa dedicare attenzione non solo allo stile ed alle tendenze, ma anche e soprattutto alle caratteristiche etiche dei capi che si indossano"

Fare, disfare, sovrapporre, cucire, scucire: così una camicia maschile diventa un pezzo di un originale vestito da donna, un gilet si trasforma in un pantalone e una giacca in un top. Sembra il laboratorio di un mago. La fantasia qui inventa, crea, ricrea e trasforma tutto, così che niente vada distrutto.
Siamo  nel laboratorio di autoproduzione Isola della Moda, nel cuore del quartiere Isola di Milano. Uno spazio espositivo e creativo che dal 2004 offre visibilità a progetti di moda critica, oltre che supporto a giovani stilisti e fashion designer emergenti.
Faccio un giro tra scampoli di tessuto che prenderanno presto un’inedita forma e vestiti usati che abili mani hanno trasformato in qualcosa di unico e originale. Passo in rassegna t-shirt dalle grafiche innovative, prodotte senza additivi chimici nocivi alla salute, vestiti “rifatti” utilizzando capi vintage o realizzati con gli scarti delle grandi produzioni, esemplari prodotti con tessuti provenienti da coltivazioni biologiche.
E ancora, accessori stravaganti rinati da materiali di riciclo, gioielli inusuali, riviste autoprodotte. Appese al muro due borse argentate attirano l’attenzione: guardo meglio e mi accorgo che sono fatte interamente di linguette di alluminio riciclate, lavorate all’uncinetto dalle artigiane di Recyclarte.
C’è da restare incantati per come gli scarti possano diventare risorse e come la creatività possa ridare una seconda vita alle cose.  
Guya Manzoni, responsabile di Comunicazione ed Eventi dell’Isola della moda, mi fa notare che, sebbene spesso sconosciute, sono tantissime le realtà in Italia fatte di giovani designer, stilisti, artisti, serigrafi, grafici e pubblicitari che hanno deciso di  investire la loro energia e creatività nella realizzazione di una moda critica e sostenibile sul piano ambientale.
“Produrre e consumare moda critica – spiega Guya - significa dedicare attenzione non solo allo stile ed alle tendenze, ma anche e soprattutto alle caratteristiche etiche dei capi che si indossano.
Il rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, la valorizzazione della manualità, della creatività e dell’autoproduzione, la riscoperta di metodi di lavorazione tradizionali, le relazioni umane che possono crearsi fra chi produce e chi indossa, sono i valori essenziali di un nuovo e differente punto di vista sulla moda, lontano dal circuito delle grandi firme e da quello della produzione in serie e del consumismo”.
I capi esposti raccontano di come sia possibile, anche nel tessile, l’attenzione a produrre a km zero, l’uso di fibre naturali e di tessuti provenienti da coltivazioni biologiche o da fonti rinnovabili e la sperimentazione di materiali innovativi. La collezione “Mi vesto di latte”, per esempio, dedicata a donne e bambini, è stata realizzata interamente con Milkofil, un prezioso tessuto ricavato dal latte. Soffici e delicati questi tessuti ricavati dalla caseina sono morbidi e leggeri al tatto, ed una volta indossati garantiscono capacità di traspirazione e assorbimento dell’umidità. Una fibra quindi benefica per la qualità dell’aria, stimolante della circolazione sanguigna e naturalmente antibatterica.
Insomma, per quanto i prezzi non siano proprio contenuti, quest’isola di eco-fashion nel cuore della città della moda dimostra che in ogni ambito di produzione e consumo, l’alternativa è sempre praticabile. Basta sapersi guardare attorno.


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Noi siamo quel che mangiamo (e beviamo)

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Brianza, terra di cultura?

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Febbraio 2009

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Gennaio 2009

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Dicembre 2008

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  La scuola e il doposcuola.

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Luglio agosto 2008

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  Il Sessantotto e gli anni Settanta.

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  Monza e la Brianza, futuro prossimo.