«La rete dei musei è già nel Piano Generale di Sviluppo»

Culture ~ Antonio Cornacchia

«La rete dei musei è già nel Piano Generale di Sviluppo»

Verso una rete dei musei del territorio. Intervista a Francesca Dell'Aquila, assessore alle politiche culturali di Monza: «Questo è un anno particolarmente importante: la fine dei restauri e l’apertura al pubblico della Villa Reale, l’apertura del nuovo Museo, la fine dei lavori di restauro della Cappella di Teodolinda».

Medulla nel paese delle meraviglie

WallSound ~ Ilaria Dambrosio

Medulla nel paese delle meraviglie

WallSound. Una band milanese che sceglie location brianzole per la realizzazione dei propri video. Un gruppo di introspezione e di immaginario: i Medulla.

Edoardo Ribatto e il dovere dell'artista

Culture ~ Maria G. Mansi

Edoardo Ribatto e il dovere dell'artista

Intervista all'attore teatrale protagonista di “Angels in America, “La discesa di Orfeo” e del suo “Io sono il proiettile”: «L'artista è colui che si ferma, deve farlo: ha delle antenne più sensibili di chi gli sta intorno, ha deciso di ricoprire quel ruolo, e allora deve farlo. Deve restituire, con la sua arte, una riflessione sulla società, sull’umano.»

“Gramsci & Caruso” di Stephen Watts

Culture ~ Vorrei

“Gramsci & Caruso” di Stephen Watts

Il nuovo libro edito da Mille Gru raccoglie le composizioni del poeta inglese e le traduzioni di Cristina Viti. Su Vorrei l'estratto “Birds Of East London” e le foto della presentazione al Binario7 di Monza

Salviamo il Museo della fotografia di Cinisello

Culture ~ Antonio Cornacchia

Salviamo il Museo della fotografia di Cinisello

  Verso una rete dei musei del territorio. Intervista a Andrea Catania, assessore alla cultura di Cinisello Balsamo: «È difficile sostenere i costi del Museo per un comune come il nostro, serve l'intervento di Milano, Regione e Ministero. La rete può essere una risposta intelligente alla fase di crisi che gli enti locali stanno attraversando.

Parco delle Culture: una filiera culturale per impresa e territorio

Culture ~ Marco Caruso

Parco delle Culture: una filiera culturale per impresa e territorio

Iniziativa del Comune di Desio: un progetto triennale per creare una filiera culturale tra soggetti del territorio. Intervista a Cristina Redi, assessore alla Cultura del Comune di Desio

Orti, frutteti e sperimentazione

Ambiente ~ Giacomo Correale Santacroce

Orti, frutteti e sperimentazione

La nuova tendenza: il recupero e la diffusione degli orti ovunque, nel cuore delle città e perfino sui balconi, come reazione e barriera all’avanzata del cemento. Dall'orto della Casa Bianca a quello di Versailles, fino al frutteto matematico nel Parco di Monza

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Un'altra moda è possibile

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20090918-moda

"Produrre e consumare moda critica significa dedicare attenzione non solo allo stile ed alle tendenze, ma anche e soprattutto alle caratteristiche etiche dei capi che si indossano"

Fare, disfare, sovrapporre, cucire, scucire: così una camicia maschile diventa un pezzo di un originale vestito da donna, un gilet si trasforma in un pantalone e una giacca in un top. Sembra il laboratorio di un mago. La fantasia qui inventa, crea, ricrea e trasforma tutto, così che niente vada distrutto.
Siamo  nel laboratorio di autoproduzione Isola della Moda, nel cuore del quartiere Isola di Milano. Uno spazio espositivo e creativo che dal 2004 offre visibilità a progetti di moda critica, oltre che supporto a giovani stilisti e fashion designer emergenti.
Faccio un giro tra scampoli di tessuto che prenderanno presto un’inedita forma e vestiti usati che abili mani hanno trasformato in qualcosa di unico e originale. Passo in rassegna t-shirt dalle grafiche innovative, prodotte senza additivi chimici nocivi alla salute, vestiti “rifatti” utilizzando capi vintage o realizzati con gli scarti delle grandi produzioni, esemplari prodotti con tessuti provenienti da coltivazioni biologiche.
E ancora, accessori stravaganti rinati da materiali di riciclo, gioielli inusuali, riviste autoprodotte. Appese al muro due borse argentate attirano l’attenzione: guardo meglio e mi accorgo che sono fatte interamente di linguette di alluminio riciclate, lavorate all’uncinetto dalle artigiane di Recyclarte.
C’è da restare incantati per come gli scarti possano diventare risorse e come la creatività possa ridare una seconda vita alle cose.  
Guya Manzoni, responsabile di Comunicazione ed Eventi dell’Isola della moda, mi fa notare che, sebbene spesso sconosciute, sono tantissime le realtà in Italia fatte di giovani designer, stilisti, artisti, serigrafi, grafici e pubblicitari che hanno deciso di  investire la loro energia e creatività nella realizzazione di una moda critica e sostenibile sul piano ambientale.
“Produrre e consumare moda critica – spiega Guya - significa dedicare attenzione non solo allo stile ed alle tendenze, ma anche e soprattutto alle caratteristiche etiche dei capi che si indossano.
Il rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, la valorizzazione della manualità, della creatività e dell’autoproduzione, la riscoperta di metodi di lavorazione tradizionali, le relazioni umane che possono crearsi fra chi produce e chi indossa, sono i valori essenziali di un nuovo e differente punto di vista sulla moda, lontano dal circuito delle grandi firme e da quello della produzione in serie e del consumismo”.
I capi esposti raccontano di come sia possibile, anche nel tessile, l’attenzione a produrre a km zero, l’uso di fibre naturali e di tessuti provenienti da coltivazioni biologiche o da fonti rinnovabili e la sperimentazione di materiali innovativi. La collezione “Mi vesto di latte”, per esempio, dedicata a donne e bambini, è stata realizzata interamente con Milkofil, un prezioso tessuto ricavato dal latte. Soffici e delicati questi tessuti ricavati dalla caseina sono morbidi e leggeri al tatto, ed una volta indossati garantiscono capacità di traspirazione e assorbimento dell’umidità. Una fibra quindi benefica per la qualità dell’aria, stimolante della circolazione sanguigna e naturalmente antibatterica.
Insomma, per quanto i prezzi non siano proprio contenuti, quest’isola di eco-fashion nel cuore della città della moda dimostra che in ogni ambito di produzione e consumo, l’alternativa è sempre praticabile. Basta sapersi guardare attorno.


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