A Vorrei tifiamo per la pace. Vorrei per una Europa dei popoli, non delle banche.

La rivista che Vorrei - Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

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L'inaugurazione di Alisei con Susanna Camusso in diretta

Persone ~ Vorrei

L'inaugurazione di Alisei con Susanna Camusso in diretta

La diretta streaming dell'inaugurazione della scuola di formazione politica promossa dalla CIL di Monza e Brianza con la segretaria nazionale

Il girone dei bannati. Da Facebook

Culture ~ Pasquale Barbella

Il girone dei bannati. Da Facebook

   Pasquale Barbella ha un rapporto movimentato con il social network più affollato del pianeta. Bannato 3 volte — per errore o per “nudo” — ci racconta la sua storia di bandito recidivo.

La solidarietà di Stefano Rodotà

Persone ~ Giacomo Russo Spena

La solidarietà di Stefano Rodotà

«Cercare di creare una nuova soggettività assemblando quel che c’è nel mondo propriamente politico secondo me è una via perdente. Bisogna partire da quel che definisco “coalizione sociale”». Intervista al professore sul futuro della Sinistra, dell'Italia e dell'Europa. Da MicroMega

La nuova vita del Punto di Villasanta

Persone ~ Pino Timpani

La nuova vita del Punto di Villasanta

È partita il 16 gennaio 2015 la nuova versione della testata. Il Punto sarà soprattutto on-line e si configura come una via di mezzo tra il giornale locale e il magazine con una valenza sovra locale. Ne parliamo con la direttrice Bianca Folino

Michela Tilli, il nuovo romanzo e l'incontro con il teatro

Culture ~ Azzurra Scattarella

Michela Tilli, il nuovo romanzo e l'incontro con il teatro

Intervista alla scrittrice monzese. Anticipazioni e disvelamenti su Ogni giorno come fossi bambina

Piketty: l'economia non è per gli economisti

Lavori ~ Giacomo Correale Santacroce

Piketty: l'economia non è per gli economisti

«Come la priorità del settore della sanità non è quella di fornire agli altri settori dei lavoratori in buona salute, così la priorità del settore della formazione non è quella di preparare a svolgere un mestiere negli altri settori. In tutte le società umane, la salute e l’educazione hanno un valore in sé: riuscire a trascorrere la propria vita in...

Arianna Scommegna al Binario 7

Culture ~ Vorrei

Arianna Scommegna al Binario 7

Il Premio Ubu 2014 come migliore attrice, sabato 24 e domenica 25 gennaio 2015, in scena a Monza con “Qui città di M.” di Piero Colaprico. L'intervista tratta da “Fool”, il giornalino della Scuola delle arti

Il bosco della memoria e i 70 anni della Liberazione

Persone ~ Vorrei

Il bosco della memoria e i 70 anni della Liberazione

   Mercoledì 21 gennaio 2015 al Binario7 presentazione del progetto di ANED, Anpi e Boccaccio con Renato Sarti, Antonella Gelosa e Gilberto Salmoni. Prorogato all'8 marzo il bando per le installazioni urbane dedicate ai singoli deportati

Un suggerimento per Viale Lombardia a Monza

Ambiente ~ Francesco Achille

Un suggerimento per Viale Lombardia a Monza

Il traffico proveniente da nord (Rondò e Valassina) e diretto al centro di Monza, “entra” in città tagliando regolarmente e impunemente la striscia bianca continua: costruiamo un cordolo

Susanna Camusso inaugura a Monza la scuola di politica Alisei

Persone ~ Pino Timpani

Susanna Camusso inaugura a Monza la scuola di politica Alisei

Sabato 24 alla Cgil di Monza Susanna Camusso inaugura la nuova scuola di politica promossa dall'associazione Aliesi. Ci parlano del progetto il segretario generale Maurizio Laini e il segretario Simone Pulici

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Un'altra moda è possibile

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"Produrre e consumare moda critica significa dedicare attenzione non solo allo stile ed alle tendenze, ma anche e soprattutto alle caratteristiche etiche dei capi che si indossano"

Fare, disfare, sovrapporre, cucire, scucire: così una camicia maschile diventa un pezzo di un originale vestito da donna, un gilet si trasforma in un pantalone e una giacca in un top. Sembra il laboratorio di un mago. La fantasia qui inventa, crea, ricrea e trasforma tutto, così che niente vada distrutto.
Siamo  nel laboratorio di autoproduzione Isola della Moda, nel cuore del quartiere Isola di Milano. Uno spazio espositivo e creativo che dal 2004 offre visibilità a progetti di moda critica, oltre che supporto a giovani stilisti e fashion designer emergenti.
Faccio un giro tra scampoli di tessuto che prenderanno presto un’inedita forma e vestiti usati che abili mani hanno trasformato in qualcosa di unico e originale. Passo in rassegna t-shirt dalle grafiche innovative, prodotte senza additivi chimici nocivi alla salute, vestiti “rifatti” utilizzando capi vintage o realizzati con gli scarti delle grandi produzioni, esemplari prodotti con tessuti provenienti da coltivazioni biologiche.
E ancora, accessori stravaganti rinati da materiali di riciclo, gioielli inusuali, riviste autoprodotte. Appese al muro due borse argentate attirano l’attenzione: guardo meglio e mi accorgo che sono fatte interamente di linguette di alluminio riciclate, lavorate all’uncinetto dalle artigiane di Recyclarte.
C’è da restare incantati per come gli scarti possano diventare risorse e come la creatività possa ridare una seconda vita alle cose.  
Guya Manzoni, responsabile di Comunicazione ed Eventi dell’Isola della moda, mi fa notare che, sebbene spesso sconosciute, sono tantissime le realtà in Italia fatte di giovani designer, stilisti, artisti, serigrafi, grafici e pubblicitari che hanno deciso di  investire la loro energia e creatività nella realizzazione di una moda critica e sostenibile sul piano ambientale.
“Produrre e consumare moda critica – spiega Guya - significa dedicare attenzione non solo allo stile ed alle tendenze, ma anche e soprattutto alle caratteristiche etiche dei capi che si indossano.
Il rispetto dell’ambiente e dei lavoratori, la valorizzazione della manualità, della creatività e dell’autoproduzione, la riscoperta di metodi di lavorazione tradizionali, le relazioni umane che possono crearsi fra chi produce e chi indossa, sono i valori essenziali di un nuovo e differente punto di vista sulla moda, lontano dal circuito delle grandi firme e da quello della produzione in serie e del consumismo”.
I capi esposti raccontano di come sia possibile, anche nel tessile, l’attenzione a produrre a km zero, l’uso di fibre naturali e di tessuti provenienti da coltivazioni biologiche o da fonti rinnovabili e la sperimentazione di materiali innovativi. La collezione “Mi vesto di latte”, per esempio, dedicata a donne e bambini, è stata realizzata interamente con Milkofil, un prezioso tessuto ricavato dal latte. Soffici e delicati questi tessuti ricavati dalla caseina sono morbidi e leggeri al tatto, ed una volta indossati garantiscono capacità di traspirazione e assorbimento dell’umidità. Una fibra quindi benefica per la qualità dell’aria, stimolante della circolazione sanguigna e naturalmente antibatterica.
Insomma, per quanto i prezzi non siano proprio contenuti, quest’isola di eco-fashion nel cuore della città della moda dimostra che in ogni ambito di produzione e consumo, l’alternativa è sempre praticabile. Basta sapersi guardare attorno.


 

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