La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

Claudio Borghi: la fucina della scultura

Culture ~ Emma Altomare

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Quando il dono di una scultura fa sì che le competenze di una comunità generano cultura: Claudio Borghi e il Teatrino del tempo leggero

Monza: città d'arte, natura e storia. Finalmente

Culture ~ Antonio Cornacchia

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Fra mostre, nuovi musei e convegni Monza si sta riposizionando. Da città dell'autodromo a città culturale. Un paio di riflessioni sul rapporto pubblico-privato e sul ruolo degli operatori del settore

Tra McCurry e Salgado

Culture ~ Giacomo Correale Santacroce

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Lo sbrocca Italia

Persone ~ Francesco Achille

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Passato e futuro alimentare: le verdure dimenticate

Persone ~ Carmela Tandurella

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Un’intervista a Fabiano Busdraghi, giovane imprenditore agrituristico nato in Brianza, che oggi produce in Toscana verdure antiche e dimenticate e ne propone la riscoperta.

L'Expo vista da Novaluna: “Nutrire il pianeta”

Persone ~ Pino Timpani

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Giovedì 20 novembre alle 21 al Binario 7 inizia il ciclo di iniziative "Nutrire il futuro” con la conferenza “Nutrire il pianeta”. Saranno presenti le giornaliste Chiara Tintori e Franca Roiatti

70 Liberazioni, Valvola tesse la rete degli interventi d'arte

Culture ~ Antonio Cornacchia

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Ciclo di appuntamenti intorno al settantesimo della Liberazione del 1945 e per le nuove liberazioni. Si comincia il 15 dicembre con Cristina Crippa e Elio De Capitani che leggono Fenoglio in Biblioteca Civica a Monza. Si prosegue con La scuola delle Arti di Corrado Accordino e con Dome Bulfaro, Nicola Frangione, Chicco Roveris e molto altro. Un progetto di Valvola...

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  Un confronto dettagliato fra la proposta del Governo e la legge di iniziativa popolare “Per una buona scuola per la Repubblica” di Retescuole

Roberto Rampi: anche in Brianza le comunità sono una chiave essenziale

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  Le difficoltà dello stato sociale si possono superare ricostruendo il tessuto comunitario nel territorio. Intervista al deputato del Partito Democratico

“A che punto è il nuovo PGT di Monza? Continua l'approvazione di Piani attuativi edificatori”

Ambiente ~ Vorrei

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Comunicato stampa del Coordinamento Associazioni e Comitati di cittadini di Monza

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Rifiutare i rifiuti

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2011109-emergenza-rifiuti

Capannori, primo comune in Italia ad aver aderito alla strategia internazionale “Rifiuti Zero”. La cittadina lucchese di 45.000 abitanti, si è proposta infatti un traguardo ambizioso: azzerare i rifiuti entro il 2020.

 

Rifiutare i rifiuti non è un gioco di parole, ma una politica seria. Fatta di piccoli e inesorabili passi, che giorno dopo giorno hanno modificato il volto di molti comuni italiani, dove la raccolta differenziata ha superato il 70% e una seria azione di prevenzione e riutilizzo dei rifiuti ha portato ad una drastica riduzione di quelli che finiscono in discarica. Una dimostrazione chiara che è possibile fare a meno degli inceneritori e di nuove discariche. A raccontarcelo sono tante belle esperienze italiane.

Come quella di Capannori, primo comune in Italia ad aver aderito alla strategia internazionale “Rifiuti Zero”. La cittadina lucchese di 45.000 abitanti, si è proposta infatti un traguardo ambizioso: azzerare i rifiuti entro il 2020. E ci si può scommettere, se la direzione di marcia è quella intrapresa. Qui, la raccolta dei rifiuti si fa con il “porta a porta”, che nel 2008 ha contribuito a spostare oltre il 60% la differenziazione.

I cittadini ne hanno guadagnato uno sconto sulla tariffa, ma presto si comincerà a pagare in base alla produzione effettiva di rifiuto indifferenziato.

Un modello di ecoefficienza, Capannori, e non solo perché ha investito nel potenziamento della raccolta differenziata, ma soprattutto perchè lavora a ridurre a monte la produzione stessa di rifiuti. Attraverso, per esempio, il compostaggio domestico, un’ottima pratica per sottrarre all’indifferenziato tonnellate di umido, che finisce così direttamente in orti e terreni anzicchè nel cassonetto. Con un incentivo per i cittadini diligenti di un ulteriore sconto del 10% sulla tariffa.

E poiché nulla persuade più del buon esempio, il palazzo di città fa la sua parte. Dal 2005 in comune si fanno principalmente acquisti verdi, privilegiando prodotti realizzati con materiale riciclato e a basso impatto ambientale. Per la raccolta differenziata ed il recupero dei rifiuti speciali come i toner delle stampanti, ha meritato il premio di “Comune riutilazzatore”.

Alla plastica, poi, guerra dichiarata: il latte si distribuisce alla spina, l’acqua minerale è bandita, a cominciare dalle mense scolastiche e gli organizzatori di sagre hanno sottoscritto un impegno a non usare stoviglie “usa e getta”.

I risultati sono indiscutibili. Se le 15.723 tonnellate di rifiuti differenziati prodotte nel 2007 fossero finite in discarica, il comune avrebbe speso 2.515.680,00 euro per il loro smaltimento. Invece, ne ha spesi 507.688, da cui però si possono sottrarre 340.010 euro guadagnati con la vendita della carta raccolta. Il che significa che i rifiuti sono costati alle casse comunali 167.678 euro, con un risparmio complessivo di 2.348.000 nel solo 2007.

Sulla scia di Capannori, c’è anche Ponte delle Alpi (BL), che quest’anno si è aggiudicato l’oscar di Legambiente come “Comune Riciclone”. Destinato ad ospitare una mega-discarica, e fanalino di coda tra i comuni veneti fino al 2006, quando la sua percentuale di raccolta differenziata si aggirava attorno al 22%, oggi Ponte delle Alpi è il vincitore assoluto con oltre l’85% di raccolta differenziata. In soli tre anni di sistema porta a porta, le 3mila tonnellate di rifiuto secco indifferenziato che finivano in discarica nel 2006, si sono ridotte a 341 nel 2009.

Inutile ribadire che lo sforzo ecologico si è tradotto in un notevole vantaggio economico. I costi di smaltimento, a carico dell’amministrazione pubblica, sono passati da 475.000 Euro nel 2007, a 56.136 euro nel 2009. Un risparmio grazie al quale il comune ha potuto investire in nuove assunzioni nel servizio di raccolta, reso sempre più puntuale ed efficiente.

Naturalmente, risultati così significativi richiedono un coinvolgimento capillare dei cittadini, fatto anche di educazione ambientale nelle scuole, informazioni sul funzionamento degli ecocentri comunali, e persino, trovate come quella di un Ecocalendario distribuito a tutte le famiglie con gli orari e i giorni della raccolta per ogni tipologia di materiale e tutte le informazioni a riguardo.

Ad oggi sono 1.500 i comuni italiani ad aver imboccato la strada del riciclaggio, della riduzione e del riutilizzo dei rifiuti. Ancora pochi forse, ma autorizzano a sperare.


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