La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

La verità sull'Articolo 18

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Tutti presi dalla discussione sulla riforma dell’articolo 18... senza sapere di cosa si parla  

Renzi e la solita idea di sviluppo: cemento, asfalto e trivelle

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Nostrano festival. Il menu del cambiamento

Persone ~ Vorrei

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Meladailabrianza al Bloom di Mezzago il 25 e 26 ottobre: «La manifestazione a tema lgbtq vuole essere un punto di inizio per un cambiamento vero e concreto: si incontreranno associazioni, collettivi e movimenti di tutta Italia»

Noi stiamo con la sposa

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AAA Affittasi Patrimonio artistico

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Matera, i perché di una vittoria

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Con l’elezione della città lucana, è stata premiata la partecipazione, il networking, la progettazione a largo respiro e la rinascita di un territorio che da anni sta dimostrando di volere investire nella cultura per incrementare il proprio profilo sia turistico e culturale, che economico in senso stretto.

Culture Map, per sapere chi e dove fa cultura fra Nord Milano, Monza e la Brianza

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Una vera e propria mappa delle realtà e degli operatori culturali del territorio. Una iniziativa di Valvola con tanti testimonial e la rivista come media partner

Matera 2019. La cultura, non gli eventi

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A Monza il PD nazionale discute di cultura e sviluppo

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De Chirico, il mistero e una città in movimento

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  Al Serrone della Villa Reale “Giorgio de Chirico e l’oggetto misterioso” una mostra che innesca nuove energie e collaborazioni a Monza

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20110211-caldo

Milano e la Lombardia soffocano nello smog, eppure negli uffici pubblici le temperature sono sempre equatoriali

 

Cammino per Milano, scruto l’orizzonte opaco, la cappa plumbea che ostacola lo sguardo.

Tra un senso fastidioso di nausea e un capogiro da mancanza di ossigeno, mi torna in mente Carlo M. Cipolla. L’arguto storico, appassionato soprattutto di storia economica, formulò, tra l’altro, le “leggi fondamentali della stupidità umana”.

“Una persona stupida – recita la terza legge in materia - è chi causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita”. Uno che, insomma, danneggia se stesso e gli altri senza neanche rendersene conto.

Oggi che le polveri sottili a Milano hanno raggiunto per l’ennesima giornata valori pari a tre volte il limite consentito di 50 microgrammi per metrocubo. Oggi che siamo già oltre i 35 giorni annui, consentiti dall’UE per sforare la soglia di inquinamento fissata. Oggi mi accorgo di essere circondata da stupidi.

E non sono solo quelli che dicono “così fan tutte” - sottintendendo le altre città; aver compagno al duol, si sa, scema la pena - né quelli che “da soli non possiamo farcela” - ergo…laviamocene le mani. E nemmeno soltanto i quattro-ruote-dipendenti che si ostinano a fare in auto finanche i tragitti percorribili comodamente a piedi, in bici, coi mezzi.

Tra di loro, c’è anche uno strano tipo antropologico. L’animale caliente, quello che in pieno inverno, predilige la versione corta. Indifferentemente uomo o donna, nei negozi preferisce la T-Shirt, in ufficio le maniche di camicia (meglio se arrotolate), al supermercato l’infradito. A cinema le bretelline, che fa più scena, e in casa, perché no, canotta e shorts. E magari al contempo, finestre e porte spalancate.

E noi, che stupidi non siamo, siamo però costretti in pieno gennaio, a spogliarci nei negozi, al supermercato, al cinema e a teatro per evitare il soffocamento, le gambe gonfie e i cali di pressione.

Che dire poi se la scena si ripete anche nei luoghi deputati a dare il buon esempio? Negli uffici pubblici la temperatura raggiunge i 24 gradi di media. L’hanno misurata i volontari milanesi di Legambiente, qualche settimana fa, recatisi, termometro alla mano, al Pirellone della Regione, nelle sedi di Comune e Provincia e negli uffici dell'Anagrafe di via Larga (qui la colonnina di mercurio toccava i 28 gradi!).
Ovunque, il caldo costringe a togliersi sciarpa e cappotto già all'ingresso, il personale lavora in maniche di camicia e con le finestre aperte, chi è in fila suda e si lamenta.

Eppure, la legge nazionale (D.P.R. 412 del 1993), ignorata dai più in tutta serenità, impone di non superare i 20 gradi in inverno; che i termosifoni restino accesi per un massimo che va dalle 6 alle 14 ore al giorno, a seconda dell'area climatica in cui il Comune è inserito, e che vadano spenti di notte, dalle 23 alle 5.

Esagerare con la temperatura in inverno non fa bene. Lo dicono i medici; lo confermano i pediatri, che al Convegno Milanopediatria 2010 hanno messo in guardia sul rischio delle case iper riscaldate, soprattutto per la salute dei più piccoli.

In una città, poi, ogni anno in piena emergenza smog, è l’ultima cosa che ci vuole. Gli impianti di riscaldamento civili contribuiscono per il 30% sul totale delle emissioni di polveri sottili Pm10. E ad ogni grado in più corrisponde circa il 7% in più di emissioni, dato da moltiplicare per il tempo di funzionamento dei caloriferi.

Non ha torto Cipolla, dunque, quando conclude che “la persona stupida é il tipo di persona più pericoloso che esista” (Quinta legge della stupidità). Ahimè, quando la stupidità entra in scena, il danno per tutti supera qualsiasi beneficio.

Non ci resta che condividere e allargare a tutti i non stupidi, l’invito lanciato da esterni, impresa culturale milanese. Il 18 febbraio sarà la prima giornata di “Riduzione dell’inquinamento per volontà popolare”. “Per rispondere all'inadeguatezza delle istituzioni, per dimostrare che i cittadini, tutti insieme, sono un movimento che può fare qualcosa, l’Italia si organizza: abbassa, spegne, rallenta, regola, diminuisce”.

Facciamolo. E non permettiamo ancora agli stupidi di toglierci l’aria.


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