
Milano e la Lombardia soffocano nello smog, eppure negli uffici pubblici le temperature sono sempre equatoriali
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Cammino per Milano, scruto l’orizzonte opaco, la cappa plumbea che ostacola lo sguardo.
Tra un senso fastidioso di nausea e un capogiro da mancanza di ossigeno, mi torna in mente Carlo M. Cipolla. L’arguto storico, appassionato soprattutto di storia economica, formulò, tra l’altro, le “leggi fondamentali della stupidità umanaâ€.
“Una persona stupida – recita la terza legge in materia - è chi causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perditaâ€. Uno che, insomma, danneggia se stesso e gli altri senza neanche rendersene conto.
Oggi che le polveri sottili a Milano hanno raggiunto per l’ennesima giornata valori pari a tre volte il limite consentito di 50 microgrammi per metrocubo. Oggi che siamo già oltre i 35 giorni annui, consentiti dall’UE per sforare la soglia di inquinamento fissata. Oggi mi accorgo di essere circondata da stupidi.
E non sono solo quelli che dicono “così fan tutte†- sottintendendo le altre città ; aver compagno al duol, si sa, scema la pena - né quelli che “da soli non possiamo farcela†- ergo…laviamocene le mani. E nemmeno soltanto i quattro-ruote-dipendenti che si ostinano a fare in auto finanche i tragitti percorribili comodamente a piedi, in bici, coi mezzi.
Tra di loro, c’è anche uno strano tipo antropologico. L’animale caliente, quello che in pieno inverno, predilige la versione corta. Indifferentemente uomo o donna, nei negozi preferisce la T-Shirt, in ufficio le maniche di camicia (meglio se arrotolate), al supermercato l’infradito. A cinema le bretelline, che fa più scena, e in casa, perché no, canotta e shorts. E magari al contempo, finestre e porte spalancate.
E noi, che stupidi non siamo, siamo però costretti in pieno gennaio, a spogliarci nei negozi, al supermercato, al cinema e a teatro per evitare il soffocamento, le gambe gonfie e i cali di pressione.
Che dire poi se la scena si ripete anche nei luoghi deputati a dare il buon esempio? Negli uffici pubblici la temperatura raggiunge i 24 gradi di media. L’hanno misurata i volontari milanesi di Legambiente, qualche settimana fa, recatisi, termometro alla mano, al Pirellone della Regione, nelle sedi di Comune e Provincia e negli uffici dell'Anagrafe di via Larga (qui la colonnina di mercurio toccava i 28 gradi!).
Ovunque, il caldo costringe a togliersi sciarpa e cappotto già all'ingresso, il personale lavora in maniche di camicia e con le finestre aperte, chi è in fila suda e si lamenta.
Eppure, la legge nazionale (D.P.R. 412 del 1993), ignorata dai più in tutta serenità , impone di non superare i 20 gradi in inverno; che i termosifoni restino accesi per un massimo che va dalle 6 alle 14 ore al giorno, a seconda dell'area climatica in cui il Comune è inserito, e che vadano spenti di notte, dalle 23 alle 5.
Esagerare con la temperatura in inverno non fa bene. Lo dicono i medici; lo confermano i pediatri, che al Convegno Milanopediatria 2010 hanno messo in guardia sul rischio delle case iper riscaldate, soprattutto per la salute dei più piccoli.
In una città , poi, ogni anno in piena emergenza smog, è l’ultima cosa che ci vuole. Gli impianti di riscaldamento civili contribuiscono per il 30% sul totale delle emissioni di polveri sottili Pm10. E ad ogni grado in più corrisponde circa il 7% in più di emissioni, dato da moltiplicare per il tempo di funzionamento dei caloriferi.
Non ha torto Cipolla, dunque, quando conclude che “la persona stupida é il tipo di persona più pericoloso che esista†(Quinta legge della stupidità ). Ahimè, quando la stupidità entra in scena, il danno per tutti supera qualsiasi beneficio.
Non ci resta che condividere e allargare a tutti i non stupidi, l’invito lanciato da esterni, impresa culturale milanese. Il 18 febbraio sarà la prima giornata di “Riduzione dell’inquinamento per volontà popolareâ€. “Per rispondere all'inadeguatezza delle istituzioni, per dimostrare che i cittadini, tutti insieme, sono un movimento che può fare qualcosa, l’Italia si organizza: abbassa, spegne, rallenta, regola, diminuisceâ€.
Facciamolo. E non permettiamo ancora agli stupidi di toglierci l’aria.
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Commenti
Alcuni degli impianti di riscaldamento COMUNALI, tipicamente case, vanno a carbone!!!
Un solo impianto di quel tipo pompa come migliaia di macchine...
Aggiungiamo i dossi? Fanno consumare fino al 30% in piu' sulla via in cui sono disposti!
Aggiungiamo...
Forse e' meglio di no, faremmo una brutta, bruttissima figura come tutti quelli che corrono dietro ad un povero LED acceso (0.1-2W) perche' lo ha detto un comico (e la cosa non e' comica) e poi comprano la lampada a piantana alla citta' del salume (GDO) dove da spenta fuma 6W ma non ha nulla di luminescente...