A Vorrei tifiamo per la pace. Vorrei per una Europa dei popoli, non delle banche.

La rivista che Vorrei - Registrazione Tribunale di Monza n. 1927 del 24/9/2008 N° ROC 17857 ISSN 2283-3269 Colophon completo

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Roberto Leydi, il Piccolo, la musica e la cultura popolare di "Sentite buona gente"

Culture ~ Diego Carpitella e Roberto Leydi

Roberto Leydi, il Piccolo, la musica e la cultura popolare di "Sentite buona gente"

   Il libro di Domenico Ferraro per Squilibri ricostruisce l'esperienza dello spettacolo promosso da Roberto Leydi per la stagione 1966-’67 del Piccolo Teatro di Milano, con la consulenza di Diego Carpitella e la regia di Alberto Negrin, il Sentite buona gente intendeva attestare l’esistenza di una cultura musicale ‘altra’ attraverso la viva voce dei suoi testimoni. Una strepitosa antologia del canto...

Libera un libro. Il bookcrossing targato Monza è esploso

Culture ~ Vorrei

Libera un libro. Il bookcrossing targato Monza è esploso

L'iniziativa raccoglie molte adesioni. Un album fotografico delle prime liberazioni per le strade della città, libri lasciati e libri trovati

Renato Sarti e la cultura come antidoto ai fascismi di ieri e di oggi

Culture ~ Antonio Cornacchia

Renato Sarti e la cultura come antidoto ai fascismi di ieri e di oggi

   Speciale 70° della Liberazione. Intervista al drammaturgo autore di Mai morti, La nave fantasma, Nome di battaglia Lia. Il teatro e l'arte per combattere razzismo e xenofobia

Il liscio ambrosiano della Banda Putiferio

Culture ~ Luca Crovi

Il liscio ambrosiano della Banda Putiferio

  La nuova produzione del gruppo di Daniele Manini e Gianluca Mercadante «Insomma la Banda Putiferio ha fatto del suo meglio per raccogliere un suo speciale museo degli orrori, collezionando casi e storie singolari che, anche se riraccontate con ironia, non possono che inorridirci e spaventarci». Musica, racconti, versi in un libro CD edito da Zona

Desio: governare il territorio, salvare il paesaggio

Ambiente ~ Pino Timpani

Desio: governare il territorio, salvare il paesaggio

Giorgio Gerosa ci parla del seminario che si terrà sabato 28 a Desio con la partecipazione di politici, tecnici e ambientalisti locali

Cristiano Minellono: “In Brianza pensano solo a costruire capannoni”

Culture ~ Pino Timpani

Cristiano Minellono: “In Brianza pensano solo a costruire capannoni”

Il celebre paroliere italiano, residente a Triuggio, a margine della rassegna Parole e Musica ci parla della scarna relazione della Brianza con l'arte e la cultura

Libera un libro. Il bookcrossing targato Monza

Culture ~ Marco Cacciatore

Libera un libro. Il bookcrossing targato Monza

Il 28 e 29 marzo via al bookcrossing, che tradotto sta per “condivisione” o “passaggio” di libri. “Un momento di socializzazione e condivisione, che coinvolge tutti i luoghi della città. Speriamo soprattutto nella partecipazione dei più giovani e dei bambini con le loro famiglie”.

I racconti di Adamo. Lettere dal fondo dell'inverno

La valigia dei libri ~ Adamo Calabrese

I racconti di Adamo. Lettere dal fondo dell'inverno

Le sue dita scorrevano sui fogli, ne percepivano la scrittura esitante, come una risacca che sfocia sulla riva ma subito si ritrae e, poco per volta, ne decifravano il senso.

L'Ilva e il ricatto dell'occupazione. Giuliano Pavone e i "Venditori di fumo"

Culture ~ Azzurra Scattarella

L'Ilva e il ricatto dell'occupazione. Giuliano Pavone e i "Venditori di fumo"

Intervista al giornalista e scrittore sul suo ultimo libro Venditori di Fumo. «Taranto era una specie di terra vergine in cui non si incontravano resistenze di alcun tipo, sindacali, di associazioni civili, etiche. Potevano fare quello che volevano e l'hanno fatto!»

Arrivano le giornate Fai di primavera. Anche in Brianza

Culture ~ Vorrei

Arrivano le giornate Fai di primavera. Anche in Brianza

Sabato 21 e domenica 22 marzo il FAI apre le porte di tantissimi luoghi d'arte e natura in tutta Italia, normalmente chiusi al pubblico, grazie all'impegno dei volontari, degli Apprendisti Ciceroni e delle Delegazioni e alla collaborazione con enti pubblici e privati.

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L’albero di mele rosse

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I bambini dell’Ematologia Pediatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza

 

 

 

Vorrei essere un albero dai rami lunghi
un albero di mele rosse
che ospita tutti gli animali.

Vorrei tra i miei rami gli uccellini che fanno il loro nido
gli scoiattoli che vivono nel mio tronco
e il mio amico Ciak che vive nel cespuglio.

Un albero di mele rosse in un bosco fiorito
con l’aria dal profumo di mille fiori
di tutti i colori.

Sono un albero felice perché ho tanti amici.

(Patrik, 14 anni)

 

L’albero di mele rosse è stata scritta da Patrik. L’amico Ciak è un pupazzo di stoffa colorato, tutto testa, con grandi occhi e un cappello a righe.

Con il laboratorio poetico La musica delle parole, ogni settimana incontro i bambini dell’Ematologia Pediatrica dell’Ospedale San Gerardo di Monza. Gian Paolo, Luca, Salma, Giulia, Andrea, Josef, Patrik, Alessandra… bambini che stanno vivendo l’esperienza della leucemia.

In questi mesi la poesia è diventata la nostra compagna di avventura . “Non so quanto grande sarà il beneficio terapeutico prodotto dalla poesia, ma vedo la grande allegria che crea quando la ascoltano e, ancora di più, quando la scrivono loro stessi... tutte queste poesie riunite sono come un inno alla bellezza della creazione” (Ernesto Cardenal)

L’entusiasmo dei bambini per la poesia ha sorpreso tutti e soprattutto me: non ci aspettavamo un tale coinvolgimento. E così, questo viaggio con la poesia è diventato a volte il sogno che ha nutrito la fantasia dei bambini con la piacevolezza delle immagini, con il ritmo, con le rime.

È diventato incantesimo grazie al quale le cose più comuni si sono trasformate in oggetti fantastici in cui i significati sono stati il contrario dell’altro e hanno reso la realtà una sorta di favola.

A volte la poesia si è colorata dell’armonia della danza narrata con le parole che, legate fra di loro in movimento, hanno favorito la comunicazione allegra, spensierata, leggera; altre volte è diventata linguaggio inventato, dove la molteplicità dei significati ha offerto ai bambini la possibilità di parlare di gioia, di oggetti, di persone, di speranza e anche di sofferenza.

E poi Aria, Acqua, Terra, Fuoco, permettendo loro di avvicinarsi alla natura, per poterla osservare, ascoltarla e cogliere fino in fondo le emozioni della terra, della purezza e della fertilità dell’acqua, della disponibilità dell’aria all’apertura e della capacità creativa che il fuoco simboleggia. Questo percorso ha favorito la produzione di testi poetici bellissimi perché anche “ le più profonde parole/ del sapiente ci insegnano / quello che ci insegna il sibilo del vento/ quando soffia/ o il suono dell’acqua quando scorre .” (A. Machado)

Gian Paolo ha sedici anni: è ricoverato in ospedale dal mese di gennaio 2009. Gian Paolo ha scritto La magia dei quattro elementi. Una poesia ricca di vita, un autentico inno alla bellezza della natura.

 

È appena primavera!

 

Percorro un sentiero nel bosco

alla ricerca di un luogo di armonia e natura

dove poter continuare il mio viaggio spirituale

dentro e fuori di me

nel più profondo di me, fino al mio interiore.

 

Eccolo, l’ho trovato!

 

E’un luogo incantevole

che racchiude in sé tutti gli elementi.

 

C’è ARIA intorno a me

aria fresca, aria libera, delicata

che mi avvolge col suo velo invisibile

e mi dà tranquillità.

 

C’è ACQUA intorno a me

acqua di ruscello che scorre.

E’ una dolce melodia di suoni

è un’antica ninna nanna dove io mi lascio cullare.

 

C’è TERRA intorno a me

c’è terra che mi parla, c’è terra che mi nutre.

Ho bisogno di lei, del suo calore.

 

C’è FUOCO dentro di me

c’è il fuoco della mia energia che mi dà forza e potere.

Vorrei avvolgere il mondo con il mio sorriso

vorrei fare del Bene.

 

Le poesie dei bambini sono un inno alla bellezza della creazione. La natura si conferma la vera protagonista, l’elemento più prezioso, il rifugio, l’energia dove essi ritrovano la forza e la bellezza.

Un viaggio poetico che permette loro di “…vedere quel che non si è visto, vedere di nuovo quel che si è già visto, vedere in primavera quel che si era visto in estate, vedere di giorno quel che si era visto di notte, con il sole dove la prima volta pioveva, vedere le messi verdi, il frutto maturo, la pietra che ha cambiato posto, l’ombra che non c’era....

(Josè Saramago, “Viaggio in Portogallo”)


 

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