Vorrei | Rivista non profit

Culture ~ Pasquale Barbella

Apocalittici e disintegrati

  Da una parte gli entusiasmi sul progresso tecnologico, dall’altra critiche e rappresaglie sempre più feroci alla civiltà che abbiamo costruito. Gli apocalittici sono tornati tra noi. Si salvi chi può.

Brianzolitudine ~ Renato Ornaghi

Il monumentale di Monza e i suoi architetti

Progettato da Ulisse Stacchini, il cimitero vide fra i partecipanti al concorso del 1912 per la sua costruzione anche Antonio Sant'Elia, l'architetto futurista precursore dei futuribili edifici di Metropolis e Blade Runner

Ambiente ~ Pino Timpani

Marco Troiano: a Brugherio un Pgt su misura per i cittadini

Il Sindaco con delega all'urbanistica ci parla della variante che sta per essere adottata. Avviata per correggere il Pgt, quello approvato nel 2012  dal commissario prefettizio, prevede una corposa riduzione dei volumi e del consumo di suolo

Persone ~ Rosalba Favale

Monza, così lontana così vicina

Alla riscoperta della città con gli occhi dei migranti meridionali di ieri e di oggi, lontano dai luoghi comuni

Culture ~ Carmela Tandurella

Omaggio a Piero Marelli

Ospite di Mirabello Cultura 2016, con Edoardo Zuccato, Salvatore Aglieco, Corrado Bagnoli, Angelo Lumelli, Franco Loi, Marco Bellini, Alberto Casiraghy e Giordano Dell'Armellina.

Culture ~ Felice Camesasca

Le origini di Monza risalgono all’età del bronzo?

  Nel 1880 scavi occasionali in città portarono alla luce un cimitero dell’età del bronzo. Tra i reperti: urne cinerarie, monili e tre spade a cui viene dato il nome di “ modello Monza”.

Culture ~ Fabio Pozzi & Massimo Pirotta

Romina Daniele e Statuto. Vere eccellenze italiane

BandAutori 15. In questo numero l'opus magnum di Romina Daniele e il concept album degli Statuto. Per "Libri che suonano" il processo a De Gregori del 1976.

Persone ~ Simone Camassa

Arci a Monza: è cambiato il Vento

È da poco pienamente operativo a Monza il circolo Arci Scuotivento, sorto per aggregare la cittadinanza attorno alla cultura, spingendola verso modelli di vita consapevoli e innovativi. Abbiamo intervistato Rossana Currà, vicepresidente dell'Associazione, e la socia Margherita Motta

Persone ~ Alfio Sironi

Le dimensioni dell'“invasione” dei migranti

  Siamo invasi? Dobbiamo difendere le nostre radici? Diventeremo l'Eurabia profetizzata dalla Fallaci? Stiamo accogliendo davvero tutti? Fulvio Scaglione, vicedirettore di Famiglia Cristiana, cerca di abbattere con i dati i principali luoghi comuni sul tema, restituendone i confini precisi.

L'oblò ~ La Pantera Rosa

Ma che ne sanno loro della famiglia?

Pensiamo per un momento alla piazza che ci si presenterà sabato 30 gennaio per il “Family Day” . C’è da mettersi le mani nei capelli, se consideriamo il particolare della indissolubilità della famiglia “tradizionale”  tanto esaltata

Culture ~ Vorrei

La neve era bianca. Monza, 25 gennaio 1945

Le tavole di Elena Mistrello per ricordare la Resistenza a Monza: la fucilazione di Vittorio Michelini, Alfredo Ratti e Raffaele Criscitiello

Lab Redazione Mondo ~ Veronica Tedeschi

I fumetti della memoria

  A Monza una mostra per la giornata della memoria con le tavole di Spiegelman, Eisner Filman e gli originali di “La neve era bianca” di Elena Maitrello

Culture ~ Antonio Cornacchia

Cultura e valorizzazione. Ma di quale valore parliamo?

La ricerca “Italia creativa” conferma l'importanza economica delle industrie creative. Ma il senso della cultura è economico? E cosa significa valorizzare il patrimonio culturale?

Culture ~ Juri Casati

Cinema e neuroscienze

Un approccio rivoluzionario alla settima arte. “Lo schermo empatico” di Vittorio Gallese e Michele Guerra

Culture ~ Vorrei

«Riportare Brera nel cuore di Milano»

  «Il nuovo direttore generale della  Pinacoteca di Brera e della  Biblioteca Braidense, James Bradburne, illustra il suo  progetto per  il rilancio del  complesso che  vede  al centro il museo»

Culture ~ Antonio Cornacchia

Sessant'anni di satira con Vauro

  Un librone con 1.300 vignette di uno dei più bravi autori di satira in Italia. Vauro ha sempre usato il cinismo, la ferocia, il cattivo gusto per colorare i suoi personaggi col nasone. Per questo si è salvato dall'irrilevanza

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Il settimanale, nel numero in edicola inquesti giorni, dedica quattro pagine agli affreschi degli Zavattari in restauro nella cappella dedicata alla regina longobarda nel Duomo di Monza

 Ecco le pagine che il settimanale in edicola dal 18 dicebre 2014 dedica agli affreschi della cappella di Teodolinda. Realizzati dagli Zavattari e ormai prossimi alla riapertura al pubblico dopo i restauri.

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La cappella di Teodolinda su Wikipedia

La cappella di Teodolinda si trova nel duomo di Monza, a sinistra dell'abside centrale. Vi si conserva, in un'apposita teca nell'altare, la corona ferrea, inoltre è decorata da un ciclo di affreschi degli Zavattari, famiglia di pittori con bottega a Milano, che è il maggior esempio di ciclo pittorico dell'epoca tardo gotica lombarda.

Storia

La cappella venne eretta insieme alla fabbrica trecentesca del duomo di Monza, nel corso del XIV secolo. Gli affreschi che la rivestono furono probabilmente commissionati da Filippo Maria Visconti, del quale è rappresentato lo stemma visconteo con la scritta "FI MA". La decorazione venne condotta in due riprese, la prima tra il 1441 e il 1444 e la seconda tra il 1444 e il 1446, con l'opera attribuita a quattro diverse "mani".

Nel marzo 2009 è iniziato un programma di restauro degli affreschi che si stima verrà terminato tra il 2012 e il 2014.

Descrizione

L'ambiente, chiuso da una cancellata, è a volta poligonale gotica a costoloni. La rappresentazione è tratta da episodi tratti dalla Historia Langobardorum di Paolo Diacono e da una leggenda tardo medievale riportata dal cronista monzese Bonincontro Morigia (XIV secolo), che narra del sogno della regina Teodolinda per la fondazione del duomo.

Le scene degli affreschi sono 45, distribuite su cinque fasce sovrapposte per un totale di circa 500 m2. Probabilmente Franceschino, il padre, concepì l'intero ciclo e dipinse le scene 1-12; il secondo maestro, forse il figlio Giovanni, affrescò dalla 13 alla 34, poi suo fratello Gregorio dalla 35 alla 41 e infine Ambrogio, il fratello più giovane, le quattro scene finali dalla 42 alla 45. La scena 32, firmata e datata 1444, viene considerata il punto di passaggio tra la prima e la seconda fase, come sembrano comprovare anche alcuni recenti documenti d'archivio.

Le scene

La numerazione parte dallalto a sinistra ossia da nord a sud. Le scene da 1 a 23 descrivono i preliminari e le nozze tra Teodolinda e Autari, fino alla morte del re; da 24 a 30 sono raffigurati i preliminari e le nozze tra la regina e il secondo marito Agilulfo; da 31 a 41 si narra la nascita e sviluppo del duomo, la morte di Agilulfo e quella di Teodolinda; dalla 41 alla 45 infine si narra dell'approdo sfortunato dell'imperatore Costante e del suo ritorno a Bisanzio. Il ritmo della narrazione varia da molto veloce a molto lento, sottolineando alcuni episodi storici di particolare importanza, secondo gli autori e i committenti. In particolare si contano ben 28 scene nuziali o di preparazione al matrimonio, che hanno fatto pensare a un collegamento con la vicenda di Bianca Maria Visconti e il passaggio di potere tra i Visconti e gli Sforza: l'analogia con la vicenda della regina longobarda, che scelse il nuovo re prendendolo come marito, legittimerebbe la presa di potere di Francesco Sforza per via matrimoniale nel 1441.

Molti sono gli episodi di vita cortese, come i balli, i banchetti, le feste, le battute di caccia, con una preziosa descrizione di abiti, acconciature, armi ed armature, che forniscono uno straordinario spaccato della vita di corte a Milano nel XV secolo.

  1. Autari, re dei Longobardi, manda inviati a Childeberto, re dei Franchi, per chiedere la mano della sorella Inganda (lunettone)
  2. Childeberto riceve gli inviati, ma ha già promesso la sorella al figlio re di Spagna (lunettone)
  3. Ritorno in Italia degli inviati longobardi (inizio della seconda fascia, quella più in alto, da sinistra)
  4. Autari incarica gli invitati di recarsi alla corte di Garibaldo duca dei Bavari, per chiedere la mano della figlia Teodolinda
  5. Partenza degli inviati per la Baviera
  6. Garibaldo riceve gli invitati longobardi ed esaudisce la loro richiesta
  7. Ritorno degli invitati in Italia
  8. Autari riceve i suoi invitati accompagnati da una delegazione dei Bavari
  9. Autari si reca in Baviera in incognito
  10. Teodolinda accoglie la delegazione e porge ad Autari la bevanda di benvenuto senza riconoscerlo
  11. Autari torna in Italia
  12. Festa alla corte longobarda
  13. Il re dei Franchi Childeberto muove guerra ai Longobardi e sconfigge il duca di Baviera (inizio della terza fascia, da sinistra)
  14. Garibaldo, Teodolinda e il fratello di lei fuggono in Italia
  15. Arrivo di Teodolinda in terra longobarda
  16. Gli inviati informano Autari dell'arrivo di Teodolinda
  17. Autari a cavallo va incontro a Teodolinda
  18. Incontro di Teodolinda e Autari presso Verona
  19. Matrimonio della coppia (15 maggio 590)
  20. Ingresso della coppia a Verona
  21. Festeggiamenti per il matrimonio a Verona
  22. Autari conquista Reggio Calabria
  23. Autari muore avvelenato a Pavia (5 settembre 590) (inizio della quarta fascia, da sinistra)
  24. Teodolinda viene confermata regina dei Longobardi e ottiene di scegliere il secondo marito. La sua scelta cade su Agilulfo, duca di Torino
  25. Agilulfo riceve un messaggio di Teodolinda
  26. Agilulfo e Teodolinda si incontrano a Lomello
  27. Agilulfo rinnega l'arianesimo, si converte alla fede cattolica e prende il nome di Paolo
  28. Incoronazione di Agilulfo a re dei Longobardi
  29. Matrimonio di Teodolinda e Agilulfo
  30. Banchetto di nozze
  31. Partenza della coppia reale per la caccia
  32. Scena divisa in due parti:
    1. Teodolinda sogna che la colomba dello Spirito Santo le indicherà il luogo dove dovrà erigere la sua chiesa
    2. Partenza della regina alla ricerca del luogo adatto
  33. Apparizione dello Spirito Santo in forma di colomba
  34. Posa della prima pietra del duomo di Monza (inizio della quinta fascia, quella più in basso, da sinistra)
  35. Teodolinda fa trasformare gli idoli pagani nel tesoro cristiano della nuova chiesa
  36. Donazioni di Teodolinda al duomo
  37. Adaloaldo, il giorno della sua incoronazione, dona alla chiesa altri tesori
  38. Morte di Agilulfo
  39. Papa Gregorio Magno consegna al diacono Giovanni doni per il duomo di Monza, fra cui reliquie e codici
  40. Il diacono Giovanni consegna i doni al vescovo di Monza alla presenza di Teodolinda
  41. Morte della regina Teodolinda
  42. L'imperatore Costante IV parte per cacciare i Longobardi dall'Italia
  43. Arrivo in Italia dell'imperatore Costante
  44. Un eremita predice all'imperatore che non riuscirà a sconfiggere Longobardi
  45. L'imperatore Costante lascia l'Italia senza combattere

Tecnica

La tecnica pittorica è molto complessa e preziosa, con affresco, tempera a secco, decorazioni a rilievo, dorature in foglia e in pastiglia, come in una grande miniatura monumentale.

Stile

Anche se in parte rappresentano fatti storici, le scene affrescate esprimono un ambiente ideale, con personaggi nei costumi di epoca viscontea contro un cielo d'oro.

Lo stile di queste pitture mostra un'adesione tarda ai modi Michelino da Besozzo, con linee eleganti e colori tenui. Grande attenzione è posta ai dettagli, mentre le figure sembrano attonite e senza peso,

Il frontale dell'arco d'ingresso alla cappella e la volta sono dipinti con figure di santi ed evangelisti da un ignoto pittore del XV secolo. Al centro della cappella un altare custodisce lo scrigno della Corona Ferrea, il diadema con il quale furono incoronati re longobardi, re d'Italia ed imperatori del Sacro Romano Impero.

Dietro l'altare e contro la parete di fondo si trova il sarcofago nel quale, nel 1308, il corpo della regina Teodolinda fu traslato dalla prima sepoltura nella originaria Basilica longobarda.

Altri arredi

Contro la parete di fondo della cappella si trova il sarcofago in cui nel Trecento furono traslati i resti della regina Teodolinda. Un sopralluogo ha confermato la presenza di ossa umane, resti di monili d'oro, e alcune monetine che i pellegrini medievali infilavano in segno di devozione.

Al centro della cappella è l'altare neogotico, opera di Luca Beltrami, del 1888: sopra il piano, al centro, si trova cassa metallica fortificata che contiene la teca estraibile della Corona ferrea.

 

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