Una vasta area del Parco dei Colli Briantei verrebbe occupata. Dopo il pronunciamento negativo della Giunta provinciale, la vicenda rimane ancora aperta


 

La cancellazione sistematica degli spazi.

Forse il tempo dilatato nei giorni nei mesi e negli anni riducono sensibilmente la percezione di quanto stia accadendo qui, a poche decine di chilometri dal centro di Milano, per l'esattezza 20, così ricorda la pietra miliare superstite della ex Ss 36, posta nei pressi dello svincolo che separa Villasanta da Arcore. Come in un gigantesco buco nero la lenta e implacabile conurbazione assorbe nell'area metropolitana vasti territori, saturando ogni spazio, cancellando distinzioni e distruggendo anche i pochi spazi naturali rimasti.

Per capire il livello di agglomerato dormitorio raggiunto da Arcore non occorre fare molte indagini, è sufficiente recarsi nella cittadina in due momenti della giornata: al mattino, orario di paralisi automobilistica dell'arteria principale, via Casati-Gilera, utilizzata dal traffico di attraversamento, nonostante la stazione, posta al centro dell'asse viario, sia presa d'assalto da migliaia di pendolari diretti a Milano; la sera, quando per strani incantesimi si instaura il coprifuoco, assolutamente non imposto da nessuna autorità né da eventi bellici, ma auto indotto dagli stessi abitanti-pendolari. Dopo le 21 tutti a letto, per potersi svegliare in orario e non perdere il treno.

Ci si aspetterebbe dalle amministrazioni territoriali una politica, un progetto anche minimale, per deviare, modificare anche di poco l'inabissamento nel buco nero, invece niente, anzi vanno spregiudicatamente all'attacco per riempire tutto. In particolare ad Arcore nell'ultimo anno si sono concentrati ad attaccare gli spazi dei parchi regionali e sovra locali, istituzioni create apposta per salvare dal cemento le aree di pregio ambientale, arrivando ad ipotizzare prima una “Milano-4” di fronte alla Villa San Martino e poi lo spostamento della piscina comunale sempre nella stessa area.

 

 Uno spazio esagerato per la residenza degli anziani.

Nella stessa logica si inserisce lo stralcio di un'area di 40 mila mq dal Parco dei Colli Briantei, che oltre allo stupore per l'ennesima cancellazione di uno spazio naturale lascia alcuni seri dubbi sulle reali intenzioni del progetto. Analizzando la dimensione di strutture analoghe presenti nelle cittadine contigue, appare evidente che la superficie necessaria per la realizzazione di una residenza di questo tipo non sia superiore ai 7-8 mila mq, esagerando, consideriamo un valore di 10 mila mq, più o meno un’area grande quanto un campo di calcio a 11. Perché si vuole stralciare dal parco un’area grande quattro volte superiore? Si vuole forse costruire anche altro, oltre alla RSA? E poi, esistono concretamente le risorse necessarie per costruire la RSA, visto il periodo di crisi e la mancanza di fondi della regione Lombardia?

Ci sono alternative percorribili, ad esempio realizzare la RSA sull’area di proprietà comunale di via Toscana, dove è presente un vincolo idrogeologico di minore entità rispetto a quello delle aree a parco. Qui la residenza si troverebbe vicino al centro, integrata nella vita del paese e non sperduta in mezzo alle colline.

Per rendere raggiungibile la RSA in collina sarà necessario costruire una nuova strada. Tale realizzazione costerà alle casse comunali ben 370 mila euro, soldi dei cittadini. Durante l’ultimo consiglio comunale l’amministrazione ha messo a bilancio la previsione di costo, stornando l’importo necessario da altri paragrafi di spesa già previsti, quali la realizzazione della rotatoria a La Cà e gli interventi sull’illuminazione pubblica.

Costruendo invece la RSA nell’area in via Toscana non sarebbe necessaria nessuna nuova strada di accesso. In questo modo si risparmierebbero ben 370 mila euro dei cittadini e la realizzazione potrebbe essere più veloce, perché non sarebbe necessario attendere i lavori di completamente della strada. L'amministrazione non crede che potrebbe essere un buon affare per le casse comunali e una ulteriore garanzia su tempi per la realizzazione della struttura? Davvero non è possibile ripensare questo progetto migliorandolo? Davvero, davvero? Un ripensamento dettato dal buonsenso non costituirebbe per l'amministrazione una dimostrazione di debolezza, ma al contrario testimonierebbe la forza di una scelta fatta per il bene comune, una scelta trasparente e inattaccabile.

 

Il comunicato delle associazioni ambientaliste.

Anche la Provincia è contraria allo stralcio del bosco di Arcore dal Parco dei Colli Briantei!
Ora chiediamo all'amministrazione di Arcore di ripristinare i confini originali del parco.

Aprendo i giornali locali di Sabato 22 Gennaio (il Cittadino, pag.13 ) apprendiamo con grande soddisfazione delle dichiarazioni del vicepresidente della giunta Antonino Brambilla, assessore alla pianificazione territoriale e parchi. L’assessore ha espresso parere negativo rispetto alla richiesta di stralcio del bosco di Arcore dai confini del Parco locale dei colli Briantei per far posto alla nuova Residenza per Anziani, una dichiarazione in linea con la politica dell’amministrazione provinciale in tema di tutela del verde e riduzione del consumo di suolo.
Queste le parole dell’assessore riportate dai giornalisti : “Esamineremo l’intervento sulla base della coerenza con gli obiettivi di salvaguardia delle aree non urbanizzate e di quelle inserite nei PLIS – aggiunge il vicepresidente – e dato, che, oltretutto c’è una delibera regionale che impedisce iniziative del genere nei parchi, non intendiamo dare parere favorevole alla modifica del perimetro dei Colli briantei” .

La posizione è chiara : la Provincia intende perseguire gli obiettivi di salvaguardia delle aree non urbanizzate, boschive e dei territori inclusi nei PLIS come già fatto in casi del tutto analoghi, alcuni dei quali invero segnalati anche dalle nostre associazioni.
Al vicepresidente Brambilla, al presidente Allevi ed alla giunta di Monza Brianza va il nostro riconoscimento per queste posizioni che dimostrano coerenza e correttezza. Ora naturalmente ci aspettiamo che alle dichiarazioni seguano atti concreti. Un ringraziamento doveroso anche ai gruppi di opposizione che hanno presentato interrogazioni specifiche sull’argomento permettendo al consiglio di valutarne gli evidenti impatti ambientali e le incoerenze.
Nel 2011, nel territorio della provincia più cementificata d’Italia dopo quella di Napoli, non è davvero più pensabile sacrificare altri boschi per progetti di edificazione quando, oltretutto, esistono alternative meno impattanti, meno costose e più che valide, come in questo caso specifico.
I boschi di Arcore sono tutti preziosi ovviamente, però questo lo è in modo particolare. Si tratta di un’area posta tra l’abitato e la futura autostrada Pedemontana, una barriera naturale verde che risulterà utilissima per mitigare gli impatti ambientali che l’infrastruttura inevitabilmente porterà con sé specie in termini di inquinamento atmosferico ed acustico.

Bene, ora le dichiarazioni della Provincia ci consentono di guardare oltre.
Chiediamo pertanto alla giunta arcorese di voltare finalmente pagina, ritirare la variante urbanistica presentata e ripristinare la protezione del Parco dei Colli Briantei sul bosco di Arcore.
Come abbiamo scritto più volte, ci sono diverse alternative praticabili da subito per la costruzione della RSA, si riparta da quelle.
Crediamo che l’autorevolezza di una amministrazione si dimostri anche nella capacità di saper ritornare sui propri passi, non per un segno di debolezza, tutt’altro, ma semplicemente perché occorre dimostrare giorno dopo giorno che l’attenzione al bene comune, alle esigenze del territorio ed alla qualità della vita dei cittadini vengono prima di qualunque altra considerazione.
Siamo certi che i cittadini arcoresi apprezzeranno moltissimo questa scelta.

Le nostre attività in difesa del territorio e del Parco dei Colli Briantei, comunque, continuano.

Associazione ArcoreCiclabile
Associazione per i Parchi del Vimercatese
WWF Vimercatese

Gli autori di Vorrei
Pino Timpani

"Scrivere non ha niente a che vedere con significare, ma con misurare territori, cartografare contrade a venire." (Gilles Deleuze & Felix Guattari: Rizoma, Mille piani - 1980)
Pur essendo nato in Calabria, fui trapiantato a Monza nel 1968 e qui brianzolato nel corso di molti anni. Sono impegnato in politica e nell'associazionismo ambientalista brianzolo, presidente dell'Associazione per i Parchi del Vimercatese e dell' Associazione Culturale Vorrei. Ho lavorato dal 1979 fino al 2014 alla Delchi di Villasanta, industria manifatturiera fondata nel 1908 e acquistata dalla multinazionale Carrier nel 1984 (Orwell qui non c'entra nulla). Nell'adolescenza, in gioventù e poi nell'età adulta, sono stato appassionato cultore della letteratura di Italo Calvino e di James Ballard.

Qui la scheda personale e l'elenco di tutti gli articoli.