| Intervista. Corbetta: "Troppi soldi e cemento, serve un cambio di mentalità" |
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| Di Alfio Sironi |
| Domenica 18 Maggio 2008 |
![]() Giampietro Corbetta si è sempre dedicato all’attività politica per passione, affiancandola alla propria attività privata di promotore editoriale. Tra i personaggi a cui avremmo voluto dar voce, ci è sembrato opportuno chiedere a lui, che per 15 anni è stato sindaco di Veduggio e che ora bazzica tra le file del PD nostrano, di misurare il polso della Brianza. Nelle prossime righe Corbetta ci spiegherà come vede i mutamenti in corso nella nostra provincia, quali sono secondo lui le priorità da affrontare a livello locale nel prossimo futuro, qual è il potenziale ruolo della politica nelle trasformazioni in atto e perché preferisce ancora oggi vivere in Brianza.
Foto di mauroppp Innanzitutto,
le chiediamo se può presentarsi ripercorrendo brevemente il suo
percorso.
La Brianza oggi è in grande mutamento, forti pressioni infrastrutturali e urbanizzative, densificazione abitativa, avanzata della periferia metropolitana, problemi d’integrazione, crisi della vocazione produttiva. Come vede questa terra oggi e in futuro? Dimenticavo prima di dirvi che sono stato tra i promotori del Parco regionale della Valle del Lambro, parte del direttivo negli anni ottanta e tutt’ora parte del suo Consiglio di amministrazione. Dico questo poiché da tempo ritengo che la “questione ambientale” sia la vera emergenza delle Brianza. Questo territorio sta vivendo sulla propria pelle un grave problema, quello della cementificazione. È grave poiché è un fenomeno difficile da scongiurare: i comuni oggi hanno problemi di bilancio e condizioni economiche meno favorevoli del passato, il modo più diffuso per risolvere la situazione è l’utilizzo degli oneri di urbanizzazione come moneta spendibile in altri campi, ad esempio, per poter dare alla cittadinanza i servizi richiesti. Mentre questo avviene, il territorio è dimenticato, rischia di andare perduto, e con lui la nostra identità. Se vogliamo fare un esempio eloquente è opportuno citare il caso Pedemontana. La Pedemontana, a mio modo di vedere, distruggerà quel che resta della Brianza, sarà il trampolino di lancio per un ulteriore grave consumo di territorio. La storia insegna: prendiamo il caso della Valassina, ora corre tra due ali di capannoni meno che a Veduggio, dove al tempo ci impegnammo a fare un PRG attento a questo aspetto. Quello che va denunciato è anche l’errore filosofico, di fondo, che soggiace a opere come la Pedemontana, l’assurda prosecuzione di un modello di trasporto privato a discapito delle risorse che potrebbero essere investite nel trasporto pubblico.
Alla
luce della situazione che abbiamo appena fotografato, quali sono a
suo giudizio le priorità d'intervento per la Brianza di oggi? È
possibile conciliare lo sviluppo economico con la
preservazione dell'ambiente e di una identità territoriale? Sembra
sempre più spesso che la politica recepisca il reale, che in qualche
modo subisca le trasformazioni in atto. Che ruolo e funzioni può
assumere la politica oggi nel governo delle dinamiche territoriali?
Come abitante e cittadino rimane ancora volentieri in Brianza? La domanda mi coglie un po’ impreparato. Vede io abito a Veduggio, quando apro la finestra vedo verdi boschi: sarà la mia situazione privilegiata e il fatto di essere cresciuto e vissuto da queste parti, ma l’idea di allontanarmi dalla Brianza non mi ha mai nemmeno sfiorato. Mi piace molto di questa terra quel poco della cultura contadina che è rimasta, una cultura dimenticata molto in fretta, ma i cui segni sono, fortunatamente per noi, ancora visibili nel territorio. Non mi piace…. bé, non mi piace la Pedemontana, la sua logica, la distruzione e la speculazione che quell’opera porterà nei nostri paesi. Infine, vorrei che la Brianza recuperasse la sua capacità di accogliere, di aver davanti agli occhi il mondo e non solo la propria dimensione locale. Oggi è quanto mai necessario. Vorrei che si recuperasse la capacità di una serena interazione col diverso che sta avanzando, capire che la diversità è una ricchezza e non solo una terribile minaccia; la storia degli Stati Uniti d’America lo testimonia, hanno fatto fortuna grazie al crogiolo di razze. |





Quali
sono, a suo modo di vedere, le grandi trasformazioni che hanno
interessato la Brianza negli ultimi anni? 






