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Più giovani che leghisti: le nuove leve della Lega



Sabato 24 maggio siamo stati alla discoteca Noir di Lissone alla festa con le finaliste brianzole di Miss Padania 2008. Piccola finestra su un mondo che in tanti pensano di conoscere senza averlo mai visitato.

Foto tratta dal sito dei Giovani Padani

con le altre organizzazioni giovanili dei partiti di maggioranza hanno rapporti scarsi, anzi non si trovano neanche troppo bene

Nei primi anni Novanta erano bambini, ma sembrano informati e documentati sulla storia del partito. I Giovani Padani oggi sono orgogliosi testimoni del successo della Lega sul territorio. Rispondono con fierezza a domande sui luoghi comuni che circondano da decenni la Lega, e invitano ad ascoltare per intero i discorsi di Bossi per trovarci una sola traccia di razzismo. Fanno notare che “parlamentari e dirigenti di partito sono a un sms di distanza“, rafforzando il senso di appartenenza e la sensazione di avere interlocutori attenti verso i problemi di tutti i giorni. Per quanto si è avuto modo di sentire, e la cosa fa pensare, con le altre organizzazioni giovanili dei partiti di maggioranza hanno rapporti scarsi, anzi non si trovano neanche troppo bene. A dire il vero, non ci sarebbero grandi rapporti nemmeno con il movimento di Comunione e Liberazione. Per questi ragazzi destra e sinistra sono categorie inutili, che distraggono da questioni concrete. La realtà è che al loro stesso interno il movimento ospita pensieri di destra e pensieri di sinistra, al momento però ancora in grado di convogliarsi in obiettivi condivisi. Gli attacchi di Grillo alla politica a loro non fanno nè caldo nè freddo. Affermano di sapere già da tempo quello che il comico va dicendo. I giovani della Lega, insomma, restituiscono un quadro in fermento e capace di una partecipazione politica per molti aspetti nuova in Italia, per altri invece decisamente simili ad una sinistra che non c'è più.

con i meridionali si cercano sempre più i punti di vicinanza, piuttosto che le differenze, di solito partendo dal dato comune della religione cattolica

I ragazzi del Mgp sono attivissimi e instancabili: concerti rock, giornalini, iniziative per la riscoperta del territorio e della cultura locale, rivolti soprattutto alle scuole, e realizzati con grande dispendio di energie. Le frasi spesso contengono citazioni a memoria dei discorsi di Bossi, Calderoli o Borghezio, ma l'entusiasmo è genuino. Sono intenzionati a difendere con i denti quella che sentono come „propria cultura“. Eccoli, i giovani della Lega Nord. Niente più che ragazzi che si svagano come chiunque altro della loro età. Una vera delusione per chi sperava di trovare elmi celtici, cappelli con le corna e le famigerate quanto inestetiche camicie verdi. In effetti, nella discoteca non c'è il verde che ti aspetteresti.

Confrontando opnioni e pareri raccolti fra ragazzi diversi si scopre che il Mgp raduna al suo interno pulsioni e correnti molto differenti tra loro. Su molte questioni le posizioni sono contrastanti: si va da chi prova schifo a pronunciare la parola “Italia“ ad altri che non fanno alcuna fatica a dichiararsi lombardi-italiani e che auspicano semplicemente il federalismo, convinti che la forza dell'Italia sia proprio nelle diversità. C'è chi vuole buttare fuori gli stranieri punto e basta e chi desidera semplicemente la certezza della pena. Una tendenza generale però c'è, e riguarda i "terroni", con i quali ormai il rapporto è cambiato: la vera minaccia ora sono i musulmani e gli extracomunitari, mentre con i meridionali si cercano sempre più i punti di vicinanza, piuttosto che le differenze, di solito partendo dal dato comune della religione cattolica. Molti immigrati meridionali radicati al nord ormai danno il proprio voto alla Lega e i loro figli partecipano alle attività del Mgp. Segno, dicono loro, "che il partito padano sia l'unico rimasto in grado di farsi capire dalla gente".

 

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