
Sabato 5 febbraio a Milano la grande manifestazione per la chiusura
del centro di allevamento di cani beagle destinati alla vivisezione
Sabato pomeriggio, a Milano, si è svolta la manifestazione per la chiusura dell'allevamento di cani da laboratorio Green Hill. L'evento rientra nell'ambito della campagna “Salviamo i cani di Green Hill”, portata avanti da attivisti antispecisti, estranei a realtà partitiche o istituzionali. Si tratta di un coordinamento spontaneo di individui riuniti con lo scopo di fermare l'ampliamento di Green Hill, combattere questo allevamento, riattivare il fronte di lotta alla vivisezione in Italia e diffondere la cultura antispecista.

Green Hill ha sede a Montichiari (BS). In questa fabbrica della vivisezione, una delle più grandi in Europa, vengono allevati cani di razza beagle destinati ad una morte atroce nei laboratori di industrie farmaceutiche come la Recordati e di ospedali come il San Raffaele. Ben 2500 beagle vivono in 5 capannoni, chiusi in gabbia e senza mai vedere la luce del sole, in attesa del viaggio che li condurrà verso una vita, breve ma comunque troppo lunga, fatta di torture inenarrabili e inutili.
L'appuntamento era per le 15 in Piazza Duca d'Aosta, di fronte alla stazione centrale. Moltissime persone provenienti da tutt'Italia, forse alcune migliaia, si sono radunate in prossimità di un gazebo in cui era possibile acquistare libri su argomenti quali la vivisezione, il veganismo, magliette e fischietti. Sì, fischietti. Per dar voce allo strazio di milioni di esseri senzienti, consumato nell'indifferenza generale.
Mentre i parteciapnti arrivavano e il corteo si formava, ho riconosciuto una giornalista di Rai3, Elisabetta Santon, insieme ad un operatore che riprendeva un beagle scampato alle atrocità di ben 2 anni di laboratorio. Ho parlato con la persona che lo ha avvicinato in un canile e, dopo aver vinto la sua diffidenza, lo ha adottato. Ora è un cane di 6 anni, socievole, che si lascia accarezzare volentieri. Purtroppo, però, porta addosso i segni visibili delle torture subite.

Poi il corteo si è mosso. Prima una sosta davanti alla sede della Regione Lombardia per esprimere il profondo disprezzo per chi si rende complice dei vivisettori non applicando le leggi regionali esistenti. Dopo qualche minuto, ci siamo spostati verso il centro cittadino, non senza difficoltà. Un enorme dispiego di forze dell'ordine in assetto antisommossa ha bloccato il corteo. Ci siamo fermati a discutere sul da farsi. Gli agenti erano veramente tanti, ma nessuno ha avuto paura, nessuno ha perso il controllo. L'atmosfera non violenta ha caratterizzato tutto lo svolgersi della manifestazione. C'erano persone di ogni età, bambini, ragazzi, adulti, anziani. Qualche “reduce” del '68 ha incoraggiato i più giovani a continuare, a non mollare, come si diceva 40 anni fa. Ad un certo punto, attraverso il megafono hanno annunciato lo scioglimento del corteo e l'appuntamento in Piazza Duomo. Gli animalisti si sono sparpagliati ed hanno proseguito a piedi verso la meta, anche perché gli operatori dell'ATM avevano chiuso, "per motivi di sicurezza", l'intera linea gialla e tutte le fermate del centro di Milano. A quel punto le forze dell'ordine non sono riuscite a fermare la marea umana che, solo apparentemente divisa, ha raggiunto il Duomo.

In chiusura della manifestazione hanno parlato gli organizzatori richiamando l'attenzione sull'urgenza di informare, agire e coinvolgere più persone possibile nella lotta alla vivisezione e, naturalmente, sulla necessità di non consumare alcun prodotto di origine animale.
Unica voce stonata, tra i passanti indifferenti in San Babila, quella di un uomo che, guardando i manifestanti coi cartelli ha detto: “Guarda questi qui, con tutta la gente che non ha da mangiare... “
Se dovessimo aspettare di eliminare la sofferenza umana prima di iniziare ad occuparci di quella animale, i Green Hill si moltiplicherebbero e i poveri continuerebbero a morire di fame.
Fonti:
www.fermategreenhill.net
ancheioaspettoquestogiorno.blogspot.com
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Commenti
Il corteo prima e i gruppetti di persone che alla spicciolata hanno raggiunto piazza del Duomo poi hanno dato prova della forza pacifica e tranquilla che abbiamo nel difendere la causa di chi non ha voce e non è solitamente visibile agli occhi dell'opinione pubblica (anche perchè troppo spesso questi occhi diventano un tutt'uno con uno schermo che intrattiene piuttosto che informare...).
Continueremo così finché GreenHill e tutti i luoghi di tortura e di falsa scienza non chiuderanno!
Operazione affondare Istifid
Un nuovo passaggio nella campagna contro i finanziatori di Green Hill
(anarchaos.org) Scavando dietro alla società fiduciaria Istifid si scoprono interessanti legami. Chi prende le decisioni dentro Istifid e potrebbe slegarsi dalla tortura dei cani di Green Hill ha legami importanti e siede spesso nei consigli di amministrazione di altre aziende.
Se vogliamo veramente creare problemi a queste persone dobbiamo estendere le nostre proteste anche nei confronti di altri aspetti della loro vita professionale, per far capire che il destino di questi cani e la loro sofferenza possono portare pessima immagine a tutte le aziende in cui siedono e comandano. Per chi lucra sulla pelle degli animali non ci sono luoghi né uffici in cui nascondersi, saremo pronti a smascherarne i loschi affari ovunque.
In particolare abbiamo scoperto l'unione stretta tra Istifid e 4 aziende che vorremo rendere obiettivi principali di questa nuova parte della campagna: Banco di Desio e della Brianza, Finanziaria Canova, Credito Valtellinese e Cassa Lombarda.
Di molte altre segnaliamo i contatti e pensiamo comunque debbano sapere cosa nascondono le persone di Istifid, ma su queste concentreremo maggior parte delle attenzioni e chiediamo di attivarsi principalmente.
I PESSIMI QUATTRO:
*Banco di Desio e della Brianza:
possiede il 28,34% delle azioni di Istifid e il suo vice-presidente è Stefan Lado, che siede anche nel consiglio di amministrazione della stessa Istifid. Lado è anche presidente delle sezioni lussemburghesi, venete e laziali della banca, nonché presidente di Chiara Assicurazioni, divisione dello stesso Banco di Desio.
Non è un caso che gli uffici di Istifid a Desio siano allo stesso indirizzo della banca.
*Credito Valtellinese:
Possiede il 26,21% delle azioni di Istifid Spa: Il suo vice-presidente è Alberto Giussani, che siede nel consiglio di amministrazione di Istifid. Tra i consiglieri di Credito Artigiano, una divisione di Credito Valtellinese, c'è anche Diego Muffatti, anche lui tra i direttori di Istifid.
*Cassa Lombarda:
Possiede il 12,63% di Istifid Spa. Nel suo consiglio di amministrazione siede Andrea Jesi Ferrari, parte del consiglio di Istifid stessa.
*Finanziaria Canova:
Questa finanziaria ha tra i suoi due partners principali proprio Istifid, con la quale da anni ha un legame stretto, avendo posseduto anche una quota di maggioranza dell'azienda stessa in passato. Dentro il consiglio di amministrazione di questa finanziaria siedono Dario Segre, proprietario del 19,52% di Istifid, Sergio Meacci,
vice-presidente di Istifid, Albert Giussani, consigliere di Istifid.