Home Persone Persone Il PD Monza contesta l'appalto del CSC Cantalupo
Il PD Monza contesta l'appalto del CSC Cantalupo Stampa E-mail
Di LRCV   
Mercoledì 22 Ottobre 2008

200810-arengario.jpg

Riceviamo e pubblichiamo

L’appalto per la gestione del Centro Socio Culturale

della Circoscrizione 2 (Cederna –Cantalupo)

SOLO UN CASO OPPURE UN CASO SUL QUALE RIFLETTERE?

-CONFERENZA STAMPA 21 OTTOBRE 2008-

Analisi, approfondimenti, domande e indicazioni a cura del Gruppo Consiliare del PD di Monza

OGGETTO: Appalto per la gestione del C.S.C Cederna-Cantalupo

A fine Agosto di questo anno, si è conclusa la gara d’appalto per l’affidamento della gestione del Centro Socio-Culturale (CSC) della Circoscrizione 2, con l’aggiudicazione alla Cooperativa Ce.s.ed. della gestione del Centro per i prossimi tre anni.

L’altra concorrente era la Cooperativa Diapason, che gestiva precedentemente il centro da molti anni.

------------------------------------------------------------------------

Durata del contratto: tre anni

Partecipanti: 2

Aggiudicataria: Ce.se.d Società cooperativa sociale ONLUS, con sede in Milano

Prezzo di aggiudicazione: € 487.080,00 IVA esclusa.

Offerta tecnica:
Ce.se.d punti 51
Diapason punti 49

Offerta economica:
Ce.se.d punti 35
Diapason punti 34,791

 

------------------------------------------------------------------------

(Allegati Verbali Commissione)

Premessa

  • espresso in Consiglio Comunale la nostra preoccupazioni rispetto al futuro del Centro

  • abbiamo chiesto tutti gli atti amministrativi.

Perché Il Gruppo Consiliare del PD ha scelto di occuparsene:

  • il CSC ha costituito per 18 anni un pezzo di storia importante per il quartiere e la città

  • l’interesse ai giovani, alle politiche giovanili e al futuro cag, con altri appalti in scadenza,

  • per svolgere la nostra funzione di “controllo” amministrativo anche riguardo la gestione trasparente e corretta degli appalti

Dopo aver letto gli atti:

  • sono sorte molte domande, zone grigie”, valutazioni che esporremo nel documento

  • non è in discussione la possibilità di discontinuità nella gestione del centro

  • è un contributo alla trasparenza e alla chiarezza anche per il futuro

  • dall’approfondimento emerge che siamo in presenza di una progettazione sociale ed amministrativa che come minimo si è rilevata molto discutibile.

Cosa significa Il Centro Socio Culturale del Cantalupo

Dal 1990 il Centro Socio Culturale di Via Zuccoli. da luogo di disagio e situazioni problematiche a luogo di aggregazione e promozione per i giovani….

  • La Biblioteca Cederna è oggi un punto stabile di riferimento..Il CAG, ha sviluppato la capacità di proporre iniziative di forte attrattiva per i giovani all’interno contesto urbano come Overground…dal 1998 si è aggiunta la funzione Multimediale

  • Il nuovo assetto dell’AC (Politiche Giovanili)… non intende prescindere nella progettazione del servizio dalla sua storia,dall’attenzione alla comunità.. dalla necessità di dare continuità agli interventi … come programmazione integrata del CSC ..anzi intende rafforzarne la specificità in termini di efficacia ed efficienza.

(dall’Allegato 1. “Linee Guida” Bando di concorso 2008)

Le Linee Guida che l’attuale Amministrazione ha inteso indicare quale base per la partecipazione al Bando di gara, non si discostano dal passato e anzi confermano nella sostanza la bontà dell’esperienza e dell’evoluzione del Centro in questi diciotto anni (Cag – Biblioteca - Multimediale). Si riconosce Implicitamente il merito dei diversi attori che hanno permesso la positiva esperienza: le Amministrazioni Comunali di diverso schieramento, i servizi comunali, la cooperativa che ha gestito il centro.

Il Bando 2008: alcune brevi informazioni sui partecipanti

  1. La Cooperativa Ce.se.d. Milano vincitrice dell’appalto, si occupa di Asili nido privati e aziendali – Centri per pre adolescenti (11/14 anni) – dopo scuola - educativa strada – handicap – case di riposto – formazione aziendale – turismo

  2. Ce.se.d fa parte di un gruppo internazionale, formato anche da: HCM (Europa) – pHisica assistenza –– IN Integra srl (Italia), l’insieme del gruppo occupa 1200 collaboratori, ha collaborato con gli Enti locali di diversi territori (Brianza, Milano, Lecco, Trento a Roma, Varese etc), enti privati (Telecom – Trenitalia – Università – Walt Disney italia – Cnr etc); presente a Monza gestione di alcuni servizi post scuola.

  3. Occupa attualmente 598 persone, nell’ultimo triennio ha fatturato € 34.074.000 (da dichiarazione coop allegata ) pari a 11.360.00 annui.

I finanziamenti (2002/2008) sono pari alla somma di € 3.164.557

(da offerta tecnica nell’appalto e sito cooperativa cesed.)

Considerazioni

Cesed ha una dimensione da “media-grande” azienda, una “ multinazionale” del sociale.

Rispetto all’appalto proposto (Cag-bilbiloteca-multimedialità):

  • manca del curricula presenza ed esperienza di cag oltre i 14 anni,

  • presenza ed esperienza nella gestione delle Biblioteche.

(curricula sito cooperativa cesed)

  1. La Cooperativa Diapason, precedente gestore del CSC, è una cooperativa sociale (fondata nel 1985), si occupa in particolare di: attività socio-educative per minori, persone diversamente abili, famiglie, Animazione Sociale per preadolescenti, adolescenti e giovani; Interventi di animazione di comunità e di orientamento.

  2. La Cooperativa attualmente è composta da 80 collaboratori, di cui 64 soci.

collabora con Enti Locali nella Provincia e il Comune di Milano, nei Comuni della Brianza; a Monza è presente dal 90’ nella gestione del Centro Socio Culturale e poi C.A.G “Primo Piano” nella Circoscrizione 5, “Comunità alloggio” per minori “Millesoli”, gestione C.A.G “Tempo insieme” nella Circoscrizione 2.

  1. La Cooperativa negli ultimi tre esercizi ha fatturato globale pari a 7.405.767,43 dei quali € 2.765.243 nel 2007.

Finanziamenti (2002 al 2008) sono pari alla somma di 1.200.000 euro

(da offerta tecnica e scheda sito cooperativa.)

Considerazioni

Diapason, è una Cooperativa di medie dimensioni, con una presenza quasi unicamente nel territorio della Provincia di Milano, è a Monza da molti anni con più interventi nei quartieri

Come è stato formulato il bando

  • 1990/ 2005 l’affidamento alla gestione del Centro: “trattativa diretta” e convenzione

  • 2005/2008 fu indetta la prima gara d’appalto.

  • 2008/2011 seconda gara d’appalto

La lettura degli atti e il raffronto citato (2005/2008), ha messo in evidenza “informazioni di rilievo che intendiamo sottolineare come “dati oggettivi”:

  1. Le “Linee Guida” A.C. (2005/2008) sono sostanzialmente simili, non ci sono nuove richieste oppure cambiamenti di modello

  2. I progetti presentati Cooperative concorrenti, rispondono egualmente agli obiettivi e modalità operative proposte, pur con diversità di approccio pedagogico e metodologico diverse.,

  3. Nel capitolato speciale d’appalto 2005 (vedi allegato capitolato 2005) l’art.5 intitolava “Requisiti per la partecipazione e cauzione” e nel primo paragrafo si poneva come requisito per partecipare alla gara, il seguente: “documentata esperienza di almeno tre anni nella gestione di attività socio-educative e bibliotecarie…;

Nel capitolato 2008 (vedi allegato capitolato 2008), invece sempre l’art.5 titola ““Elementi per la formulazione dell’offerta” e nel paragrafo di riferimento: “……, le indicazioni in ordine allo sviluppo di modalità di lavoro sinergico e coordinato tra ambito socio-educativo e socio-culturale”.

Nel Bando di Gara 2008 (vedi allegato bando 2008) al capitolo III.2.3 Capacità tecnica – tipo di prove richieste si richiede ai concorrenti che la capacità tecnica venga dimostrata, pena esclusione, mediante: “dichiarazione di aver svolto con buon esito, nel triennio precedente del presente bando, servizi socioeducativi e di animazione socioculturale nell’area minori e giovani (…)”

4. Riguardo all’’articolo 6/2005 e il simile art. 7/2008 “Modalità di valutazione dell’offerta”

Nell’appalto 2005 erano premiate maggiormente le voci che riguardavano il lavoro territoriale, l’organizzazione societaria in relazione alle funzioni e lo sviluppo dei temi specifici proposti dalla gara, la formazione e l’esperienza acquisita dai concorrenti nel territorio, così come normalmente proposto da molti altri comuni (vedi gare Comune di Milano e di Muggiò);

Nell’appalto 2008 sono state valorizzate in modo determinate le proposte contenenti risorse strumentali aggiuntive, capacità di reperimento dei finanziamenti e proposte di promozione del servizio

(vedi tabelle di valutazione di raffronto allegate 2005-2008)

Considerazioni generali

La stesura da parte dell’Amministrazione Comunale delle “Linee Guida”, conferma: il modello, gli obiettivi, le buone pratiche degli anni precedenti. Quindi se da un lato ciò è positivo, dall’altro dimostra anche un’incapacità ad individuare ed esprimere fattori di cambiamento e di innovazione avvenuti in questi tre anni.

A una lettura comparata tra “Linee Guida” e modalità di stesura della gara-capitolato e valutazione dell’offerta (progetto-criteri e pesi dei punteggi), è però evidente una distonia e una mancata correlazione tra i diversi fattori (progetto-criteri di valutazione-peso dato ai punteggi):

  1. Da un lato assistiamo alla conferma del modello integrato, dall’altro scompare l’articolo del requisito principale per poter accedere alla gara: la condizione - necessità di avere maturato almeno un triennio di esperienza nei tre settori, compresa la Biblioteca. La sostituzione è con un articolo che richiama genericamente “elementi (non vincoli) per la formulazione dell’offerta” è emblematica! Nella nuova gara d’appalto scompare la specificità della Biblioteca, sostituita con una generica formulazione definita “animazione socio-culturale”.

Constatiamo anche che la vincitrice del Bando di gara, non ha nel suo curriculum di Cooperativa, la presenza ed esperienza triennale nel campo delle Biblioteche e di conseguenza non avrebbe potuto partecipare al bando stesso se fossero stati confermati i requisiti precedenti che correttamente ponevano la specificità della Biblioteca come un elemento vincolante per le competenze richieste.

  1. La citata divaricazione tra obiettivi del progetto e modalità di valutazione, con punteggi formulati e proposti per andare a “premiare” aspetti più legati alle economie e alla gestione (risorse aggiuntive e finanziamenti) a scapito delle capacità specifiche nel campo giovanile e dell’importanza della territorialità, pone alcune perplessità in quanto:

  • la Commissione giudicante ha avuto ampi margini di discrezionalità, perché oggettivamente non ancorati al progetto proposto;

  • il forte peso attribuito alla capacità di reperire finanziamenti e alle risorse aggiuntive disponibili (in totale 9 punti) ha di fatto creato uno squilibrio di partenza;

  • la totale eliminazione di un peso che nell’appalto precedente (10 punti) andava a premiare e valorizzare l’organizzazione societaria in rapporto all’esperienza specifica maturata

Quindi ci sono buoni e oggettivi motivi, per rilevare che già nella stesura e nella formulazione del Bando, del capitolato e delle modalità di valutazione dell’offerta si sono poste in essere le condizioni oggettive per non mettere le concorrenti nello stesso piano ai “nastri di partenza”.

Le valutazioni e i punteggi attribuiti

La Commissione si è trovata di conseguenza a misurarsi con oggettiva discrezionalità, soprattutto rispetto alle priorità dei “pesi” di punteggio indicati.

Le nostre considerazioni non sono quindi rivolte a valutare la bontà o meno del lavoro svolto dalla Commissione, ma ad offrire un quadro dei risultati emersi in maniera oggettiva.

Per questa ragione i punteggi assegnati lasciano spazio a riflessioni e domande che è necessario porre.

1. E’ stata premiata complessivamente una “progettualità intenzionale” (analisi e proposte), pensate e realizzate “a tavolino”, rispetto ad “una progettualità vissuta”, frutto di conoscenza, esperienza e presenza reale sul territorio.

E’ palese la contraddizione che emerge dal constatare che alla Cooperativa vincitrice sono stati attribuiti i maggiori punteggi per la contestualizzazione e valutazione delle specificità territoriali nel quale è collocato il servizio, mentre la Cooperativa che esce sconfitta dalla gara ha la propria specificità nella presenza e nel lavoro di rete e collaborazione con i soggetti del territorio.

Una ulteriore conferma della differenza di valutazioni, è leggibile nelle referenze dei Cag gestiti dalla Cooperativa vincitrice. I Cag, si riferiscono ad una fascia d’età che va dagli 11 ai 14 anni, mentre mancano esperienze già svolte per la fascia d’età 16-24 così come prevista dal progetto.

(vedi sito Cooperativa Ce.se.d)

2. Un po’ paradossalmenteo, è stata premiata la funzione di coordinamento interno del CSC, nonostante che il modello di integrazione (aggregazione – biblioteca – multimedialità), è per riconoscimento stesso dell’Amministrazione Comunale, un modello unico nel suo genere e frutto dell’elaborazione e della sperimentazione degli operatori comunali e dei soggetti gestori precedenti.

3. Pur in mancanza di richieste esplicite, sono state premiate le risorse strumentali aggiuntive e la capacità di reperire finanziamenti. Per quest’ultimo requisito, evidentemente si è trattato di valutazioni “presunte”, in quanto verificabili solo a posteriori. Probabilmente anche per le grandi dimensioni del soggetto vincitore nonché le “buone relazioni” con gli enti pubblici locali di riferimento abbiano inciso sull’attribuzione del punteggio massimo.

4. Alle funzioni bibliotecarie, è singolare che alla cooperativa risultata vincente sia stato attribuito un punteggio positivo, riguardo al capitolo “del personale”, nonostante non abbia tra le proprie referenze alcuna gestione di biblioteche, né abbia prodotto i necessari curricula professionali specifici.

Considerazioni finali

In conclusione esprimiamo alcune considerazioni sulla vicenda legandole alle prospettive in generale degli appalti dei servizi, delle politiche giovanili e dei Cag.

A partire da questo “caso” emergono elementi che sono materia di riflessione per il futuro; oggetto di riflessione per amministratori, operatori, cooperative e associazioni riguardo a una materia tanto complessa e delicata quanto fondamentale per definire e decidere il senso e la qualità dei progetti per la città.

Come abbiamo descritto, le principali questioni emerse hanno riguardato:

  • la distonia tra la continuità delle “Linee Guida” del progetto proposto e le condizioni indicate nel bando;

  • la sua stesura e i diversi pesi attribuiti a valutazioni e punteggi, con evidenti rischi di ampia discrezionalità della commissione.

E’ bene ricordare che una politica amministrativa libera da condizionamenti è un beneficio per tutti. Ne è dimostrazione il fatto che proprio la Cooperativa Ce.s.ed, attuale vincitrice dell’appalto, già opera a Monzaa nell’ambito di servizi extrascolastici e che tale affidamento avvenne con la precedente Amministrazione.

La vicenda appalto CSC è perciò un caso emblematico, per il quale sarebbe errato fare opera di rimozione o di strumentalizzazione, ma al contrario deve diventare un “caso” di riflessione, affinché certi fatti non abbiano più a ripetersi.

Tutto questo non ci impedisce, per il bene del quartiere e della città, di augurare ai nuovi gestori la migliore delle esperienze.

Per parte nostra assumiamo fin da ora l’impegno di verificare che questo avvenga.

Ci siamo anche domandati per quale motivo, attraverso una proroga dell’appalto CSC, non sia stata scelta la strada di accorpare nella tarda primavera l’insieme degli appalti che riguarderanno tutti i Cag monzesi. A maggior ragione in una fase di un delicato passaggio tra le deleghe precedenti (ai servizi sociali) e quelle attuali (politiche giovanili,) che avrebbero chiesto più tempo e maggiore attenzione e prudenza.

In un periodo nel quale, nelle politiche sociali e giovanili di questa Amministrazione, registriamo uno svuotamento dei luoghi della partecipazione (piani di zona, tavoli e osservatori territoriali, commissioni comunali etc.), occorre domandare quale sarà la struttura, non solo amministrativa, ma progettuale, del futuro appalto dei Cag (impropriamente così nominati perché si rivolgono solo a pre e adolescenti). Occorre che si chiarisca fin da subito quale sarà il coinvolgimento della Commissione preposta, del Consiglio, delle Agenzie presenti in città, per una scadenza importante che dovrà essere capace di esprimere continuità e innovazione nel campo degli adolescenti e dei giovani della nostra città.

Tutte domande per le quali continueremo a ricercare le dovute risposte.

Gruppo Consiliare del PD di Monza

Monza, Ottobre 2008.

Condividi questa pagina
Digg This! Del.icio.us; Google Technorati Facebook
Commenti
Nuovo Cerca RSS
leonida edoardo  - domande   |213.156.52.xxx |03-11-2008 12:13:58
gentili consiglieri alcune domande sul vostro accurato lavoro:
in primo luogo vorrei capire come mai non avete fatto una battaglia politica in consiglio comunale e nella città se ritenevate che quell'appalto dovesse andare ancora alla coop diapason? Infatti mi viene da pensare che in realtà servizi appaltati con all'interno una biblioteca , un cag e un centro multiediale non ve ne siano molti,per cui se il bando fosse stato vincolato in tal senso avrebbe favorito il gestore precedente. Perchè non avete impugnato prima il bando? Non l'avevate letto?La vostra protesta sarebbe stata eguale se il vincitore fosse stata la cooperativa precedente? Cosa pensate di un appalto lungo 18 anni?Perchè non avete chiesto all'amministrazione di non produrre un bando pubblico sulla gestione ma piuttosto andare ad una trattativa privata? La cooperativa diapason a quale area d'estrazione politico-culturale può essere riferita?E cesed? Quanti sono i cag pubblici in monza? Chi li gestisce? A che area politico culturale appartengono i gestori degli attuali cag?Nel caso scoprissimo che gli appalti dei cag pubblici siano attualmente tutti in mano a cooperative afferenti l'area del centrosinistra cosa avreste da dire in proposito? Perchè siete preoccupati della sorte dei cag? Un bando pubblico non favorisce la trasparenza? Che scandalo ci sarebbe se lo vincessero altri? Attualmente il servizio del csc sta andando male, ha avuto calo di funzioni al pubblico(prestiti di libri o altre cose?),nel caso potete documentarle? Dite che la cesed non a esperenze educative sul territorio e poi in altra parte del vostro documento affermate che la stesso organizzazione lavora sul territorio? Oppure in questo ultimo caso vi riferite alla gestione dei cag?
sergio civati  - solo un caso? o un caso sul quale riflettere?   |79.21.24.xxx |03-11-2008 17:48:35
Le domande del Sig.Leonida, mi offrono la possibilità di ritornare ulteriormente su una vicenda complessa e delicata, come quella dell’ appalto del CSC.
Una prima precisazione: il CSC nei suoi 18 anni, è stato gestito da Diapason attraverso “trattativa privata” fino al 2005 con l’affidamento da parte di amministrazioni di diverso colore politico, proprio per l’unicità dell’esperienza. Lo confermano “le lodi” fatte in occasione del decennale del centro da parte dell’allora Assessore Maffè, attualmente componente della Giunta monzese. Solo successivamente nel 2005 fu operata una gara d’appalto, vinta appunto dalla Cooperativa Diapason.

Il Gruppo Consigliare del Pd, era venuto a conoscenza dei risultati del Bando solo all’inizio di Settembre. Raccolte le prime informazioni, abbiamo subito espresso in Consiglio le nostre preoccupazione rispetto ad una esperienza che ha rappresentato un pezzo significativo della storia delle politiche giovanili non solo per il quartiere interessato. Prima però di “tirare affrettate conclusioni” abbiamo chiesto tutti gli atti all’Amministrazione Comunale, per poterli leggere e analizzare, senza pregiudiziali di nessun tipo.

Infatti, da parte nostra non è mai stata in discussione l’idea che una amministrazione possa cambiare il contenuto di un progetto e dall’altra di prevedere una discontinuità con la gestione da parte di altre cooperative.
Quello che l’approfondimento ci ha permesso di evidenziare invece è che: da una parte vengono confermate da parte dell’attuale A.C. “Le linee guida del progetto” e dall’altro (rispetto al 2005) si cambiano radicalmente le regole del bando e del capitolato, in modo che i concorrenti, prescindendo la progetto proposto partivano non sullo stesso piano di partenza ma con qualcuno oggettivamente favorito.

Due esempi emblematici: per poter partecipare al Bando in passato si doveva come vincolo aver realizzato una esperienza almeno triennale nel campo aggregazione-biblioteca, nell’attuale Bando era scomparso questa condizione di vincolo (chi ha vinto non aveva queste esperienze..),,.; sempre nell’attuale capitolato è completamente scomparso un capitolo (10 punti) che premiava la presenza e l’esperienza realizzato nel territorio riguardo ai giovani (chi ha vinto non l’aveva..)

Non sta a noi Consiglieri, “impugnare” il Bando(eventualmente la cooperativa interessata) anche perché questo ci è sembrato il classico caso di un “bando regolare” nella forma amministrativa e molto scorretto nella sostanza delle regole e della definizione dei punteggi.
Il problema giustamente sollevato delle supposte “appartenenze” politiche delle cooperative, pone una questione vera, che anche questo nostro lavoro intende porre.
Le cooperativa hanno legittimamente una loro progettualità e orientamenti sociali e culturali diversi, ma secondo noi, debbono conservare una loro forte autonomia dai partiti e non essere collaterali ad essi.
Come Pd infatti, crediamo che Bandi e appalti debbano premiare i contenuti e le competenze espresse e non l’essere “vicini o lontani da questo o quel “patrono” politico.
A conferma di questa nostra coerenza, sta proprio l’esperienza Cesed , che ha iniziato ad operare a Monza (per i dopo scuola non per i cag), proprio con la precedente amministrazione.
La nostra preoccupazione invece è che anche per il futuro, la nuova amministrazione possa 8come in questo caso) utilizzare invece i “vecchi parametri” del collateralismo politico, ad iniziare proprio dall’ appalto degli altri Cag, previsto per la primavera 2009

Quello che ci interessa come gruppo dei Cag, sono prioritariamente i contenuti, i progetti con i quali la nuova amministrazione intende proporsi. Ci interessa che siano sviluppati in gli spazi fisici (oggi inadeguati), le progettualità che possano prevedere sempre di più la partecipazione diretta dei giovani anche oltre i 14 anni, così come oggi cag sono.
Ci interessa che siano messe a disposizione più risorse economiche ed operative per una migliore qualità dei servizi. I Bandi quindi come strumento di un progetto, non come un fine e come giustamente Lei ci ha ricordato ci auguriamo siano davvero trasparenti e aderenti a valutazioni di merito per competenze, professionalità e progettualità delle cooperative che vi parteciperanno

Per concludere, il documento da noi prodotto dal titolo “Solo un caso oppure un caso sul quale riflettere?” e l’interpellanza presentata in Consiglio Comunale, non intendeva “tifare” per qualcuno, ma porre all’attenzione della politica, dei cittadini, dei giovani e delle stesse cooperative l’importanza che ha il predisporre Bandi che siano coerenti alle proposte che una amministrazione fa nei contenuti e della necessità di regole corrette, cosa che purtroppo in questo caso non è avvenuto.
Resto a disposizione dei lettori per fornire se richiesto, l’insieme della documentazione preparata dal nostro gruppo consigliare a sostegno delle tesi qui sinteticamente esposte
Sergio Civati
Consigliere Comunale PD di Monza
leonida  - gentile consigliere   |213.156.52.xxx |04-11-2008 00:59:40
non è che può prescindere dal rispondere a domande concrete. In primo luogo:quanti sono i cag pubblici attuali e da chi sono gestiti(a che area di riferimento politico culturale fanno riferimento i gestori?)Non parliamo di quelli privati,parliamo di pubblico? La coop Diapason è fuori dalla gestione pubblica attuale?E gli altri gestori? Sono collaterali?E se lo sono a chi? Ora,ipotizziamo che le coop che gestiscono i cag attualmente faciano riferimento alla sua area politico culturale e che l'ultimo bando ha visto vincere queste coop in tutti i cag. Lei cosa direbbe? Che vincono i progetti?
Ancora:lei afferma che cesed non ha rapporti con i giovani,poi afferma che ha i doposcuola di monza?E' un doposcuola dell'università della terza età? Perchè se così non fosse cesed lavora sul territorio con i giovani. Il resto sono inezie.
Curioso e anche paradossale quello che lei sembra porre come elemento che permetterebbe a tutti i partecipanti di partire alla pari?Insomma,lei dice che andava premiata con un grande punteggio una cooperativa che avesse gestito contemporaneamente una biblioteca e un cag? Ma si rende conto?Dica ai cittadini quanti servizi sul territorio della provincia milanese esistono in tal senso?
La cosa che sembra essere chiara, egregio civati, è che voi abbiate paura che i cag passino di mano?SE così fosse dovrebbe farsene una ragione,oppure blindare adesso i bandi. Ora, mi torna alla mente il vecchio gramsci(lo conosce?Nessun aragone per carità)sulle "casematte"del capitalismo. Ecco,i cag sembrerebbero per il pd monzese le casematte del giovanilismo.Non so Civati,mi sembra che la vostra polemica sia poco nitida. Dovrebbe dirci piuttosto che risultati ha prodotto quel centro in questi mesi e non ribadire concetti irricevibili. Di collateralismo,civati,si muore...
leonida.edoardo  - ringraziamenti   |213.156.52.xxx |11-11-2008 02:02:51
egregio consigliere del gruppo pd. Dopo una settimana e oltre non è giunta risposta alle domande. Sarebbe stato imbarazzante leggere una sequela di si: si,durante l'ammnistrazione di centrosinistra i 6 centri di aggregazione giovanile pubblici sono andati a coop afferenti l'area culturale della quale il pd fa parte;si,stiamo cercando di preservare i cag alle coop di sinistra e poi ancora si,si,si,compreso il vostro,quello si,corposo ed evidente collateralismo. Caro consigliere,monza e noi di sinistra abbiamo necessità di politica non di politicanti.
Auguri
Commenta
Nome:
Email:

 
Website:
Titolo:
Prima di premere invia assicurati di aver ricopiato correttamente il codice anti-spam che vedi nel riquadro colorato

3.26 Copyright (C) 2008 Compojoom.com / Copyright (C) 2007 Alain Georgette / Copyright (C) 2006 Frantisek Hliva. All rights reserved."

 

Altri articoli dello stesso autore

Altri articoli a proposito di:

Video. Che si fa la sera a Monza? Intervista a Frangione. L'arte negli anni Settanta