| Marcante (Mosè Bianchi): "Quello del governo è un intervento a testa bassa" |
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| Di Alfio Sironi |
| Mercoledì 29 Ottobre 2008 |
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L' istituto tecnico è nato per avvicinare due mondi lontani, quello della scuola e quello del lavoro - dice Mario Marcante, Dirigente scolastico Istituto tecnico Mosé Bianchi di Monza, rispondendo alle domande che seguono - oggi questo rapporto, pur meno stretto, si conserva e produce buoni risultati, ma la scuola attende ancora una riforma organica che sappia pensare ed affrontare un radicale rinnovamento del mondo scolastico, un rinnovamento che non viene certo da semplici tagli.
Che rapporto corre oggi tra istituto tecnico e mondo del lavoro? L’offerta formativa, nel nostro caso, si articola in due parti: il sistema di istruzione-formazione diurno e quello serale. Per quanto concerne il sistema diurno, vanno sottolineati alcuni aspetti determinanti nella formazione dei ragazzi: in primo luogo, le lezioni tendono a sviluppare soprattutto il “saper fare”: tutte le classi quarte affrontano stages lavorativi di durata variabile da 15 a 30 giorni, nella prima settimana di settembre le quinte, in collaborazione con Assolombarda e l’Associazione Onlus Sodalitas, frequentano un breve corso di preparazione al mondo del lavoro, dove si apprendono alcune nozioni e competenze di utili all’inserimento lavorativo (ad esempio, come si redige un curriculum vitae, come affrontare i colloqui, come ricercare posti di lavoro, e così via). In via sperimentale, solo per alcune classi, in collaborazione con l’azienda Malvestiti di Muggiò e la Banca di Credito Cooperativo, da alcuni anni viene impostato e seguito con i ragazzi un percorso/progetto lavorativo, che si conclude in quarta quando i ragazzi sperimentano direttamente, per due settimane, il lavoro nelle realtà citate. Per quanto concerne il sistema serale, il più grande di Monza e Brianza, in questi anni è cambiata la frequentazione: sono sempre più i giovani, i drop-out e gli stranieri; è sempre meno presente il pubblico “storico” dei corsi serali: gli adulti che si vogliono professionalizzare. Al termine del percorso formativo canonico circa la metà dei nostri ragazzi approda nelle università, mentre gli altri riescono a trovare una collocazione lavorativa nel corso di un anno dalla fine della scuola.
Come reputa le trasformazioni prospettate dall’attuale governo? Quali sono le principali criticità/urgenze che una riforma della scuola dovrebbe oggi affrontare? |












