Un assessore per i giovani. Intervista a Martina Sassoli

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arlare dei giovani in politica è come parlare di una sottopopolazione trasversale. Le domande che fioriscono sono proprio orientate da questa trasversalità: come si propone di operare un assessore alle politiche giovanili? Tra tanti temi, quali sono le priorità d’intervento? Come si perseguono questi obiettivi? A Monza abbiamo un assessorato dedicato alle politiche giovanili, assessorato presieduto proprio da una giovane ragazza: Martina Sassoli, classe 1982. A lei abbiamo chiesto di fare un resoconto delle attività svolte durante il primo periodo del suo mandato.

 

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Assessore Sassoli, innanzitutto, politiche giovanili sono sinonimo di trasversalità, connessione di più tematiche, come si inserisce in questo quadro un assessorato dedicato ai giovani?
È stato positivo creare un assessorato ad hoc, prima si sentiva la mancanza di una struttura e le politiche giovanili non avevano nè una mission, nè un diretto responsabile. Come assessore inoltre ho altre due deleghe, tra loro distanti: una alle politiche per le pari opportunità e l’altra per il sistema bibliotecario di Monza e Brianza. Se si tiene conto che a Monza il 56% della popolazione è donna e il 25% sono ragazzi sotto i 24 anni, capite bene che questo assessorato dà rappresentanza e interloquisce con una ampia fascia dei monzesi.

Per quanto riguarda le politiche giovanili, quali sono le priorità d’intervento oggi?
Diciamo che il target a cui sono rivolte le nostre azioni è piuttosto eterogeneo. Volendo fare una grande divisione, abbiamo azioni mirate alla creazione di spazi di socializzazione, informazione e formazione personale, soprattutto rivolti alle fasce più giovani, e un’altra serie di interventi rispetto ai temi dell’inserimento nel mondo del lavoro, il caro-affitti, l’aiuto alle coppie che, ovviamente, sono mirati a un target compreso tra i 24 e i 35 anni.

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Riproporremo a breve la “tessera giovani”, una card dedicata ai ragazzi di Monza che consente sconti e agevolazioni che dovrebbero avvicinare i giovani alla cultura

Come sono state affrontate dal suo assessorato queste problematiche?
Con progetti singoli o con maxi-progetti come Hub Young, che comprendono in sé diversi ambiti di intervento e azioni.
Partendo dai progetti singoli ne possiamo elencare diversi: in primis, riproporremo a breve la “tessera giovani”, una card dedicata ai ragazzi di Monza che consente sconti per l'ingresso a mostre, concerti, teatri, allo stadio e altri tipi di agevolazioni che dovrebbero avvicinare i giovani alla cultura, rendendola più accessibile e portando a conoscenza le varie iniziative culturali offerte dal territorio.
In secondo luogo, abbiamo allestito il progetto pilota Miam (Monza in arte Monza) che nasce con l’intento di diffondere e consolidare una sempre più intensa e proficua collaborazione tra l’ente locale, le scuole e il territorio, nell’ottica di sviluppo dell’offerta formativa e di promozione di un ruolo attivo dei giovani attraverso la loro partecipazione alla vita culturale e artistica della città.
Altro settore molto importante verso il quale ci siamo mossi è quello riferito ai progetti europei per i giovani. Un esempio è “Let’s get it together”: un progetto realizzato durante questa estate in cui alcuni giovani ambasciatori della nostra città hanno preso parte ad un workshop di quattro giorni sul tema “la vita pubblica”. In quei giorni i ragazzi si sono confrontati con i loro coetanei di Malta e della Svezia, tornando poi con nuove idee e suggerimenti da applicare proprio all’interno delle politiche giovanili.
Ci sono poi Solstizio d’inverno e Overground che sono due manifestazioni di più giorni in cui i giovani diventano veri protagonisti e animatori della città.
Infine, accanto a queste iniziative, ci sono nove CAG (centri di aggregazione giovanile) che sono uno dei vanti della città di Monza: strutture di eccellenza a gestione pubblico/privata ognuna contraddistinta da una propria mission, come il laboratorio video, il laboratorio musicale, quello di recitazione, e così via. Ad esempio, per il CAG che si occupa dei laboratori video, questa estate è stato possibile, con la nostra collaborazione, inviare una rappresentanza di giovani monzesi al Festival del cinema del Mediterraneo a Tunisi. Durante il viaggio, percorso in barca a vela da Genova, è stato realizzato un filmato, poi presentato all’interno della rassegna stessa insieme a un lavoro precedentemente realizzato in città. Uno dei CAG è dedicato invece proprio alla formazione giovanile, intesa come formazione personale. In questo caso, ad esempio, alle giovani ragazze che terminano le scuole medie inferiori abbiamo proposto un corso sul ruolo della donna, progetto che unisce le politiche giovanili con quelle per le pari opportunità. Nel corso si insegna, infatti, alle ragazzine tanto a presentarsi, a curare la propria immagine, quanto a concepire un rapporto egualitario con l’uomo e a comprendere meglio il ruolo sociale della donna.

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I CAG, come gli ultimi progetti citati erano, però, eredità delle passate amministrazioni?
Sì, ci è sembrato opportuno consolidare questi appuntamenti e investirci ulteriori risorse. Sono due manifestazioni di più giorni per le quali il nostro assessorato sta esprimendo uno sforzo non secondario.

Due domande sul progetto Hub Young. In primo luogo, ci spiega meglio di che si tratta?

Fatta scorta dell’esperienze passate, abbiamo presentato il maxi-progetto Hub Young che ha poi vinto il bando ministeriale e che riceverà dal ministero un capitale di 1.300.000 euro

L’area dell’ex-macello è una risorsa-opportunità importante per Monza, tant’è vero che da anni si parla di un suo recupero e dei modi in cui affrontarlo. Questa meravigliosa area deve ritrovare significato all’interno della città, per fare questo vorrei realizzare un percorso d’intervento che porti la mia area di riferimento (l’area dedicata alle funzioni per i giovani sarà di 28.000 mq) ad essere un punto di riferimento non solo municipale, ma un cuore pulsante per tutta la Brianza. Dato che le opportunità importanti sono anche un grande pericolo, quelle di essere spese male, abbiamo ritenuto necessario fare tesoro dei risultati dei concorsi di idee realizzati dalle passate amministrazioni e poi coinvolgere soggetti privati che sapessero dare valore alla nuova progettazione. Sto parlando di realtà come Brianza Solidale, un’associazione no-profit di ex-professionisti e imprenditori, della Camera di commercio e di Confindustria. Accanto a queste partnership non va dimenticato il lavoro di co-progettazione avviato insieme a una piattaforma di comuni brianzoli, che gravitano attorno a Monza e saranno tra i potenziali fruitori dei nuovi spazi. Con queste basi e, ripeto, fatta scorta dell’esperienze passate, abbiamo presentato il maxi-progetto che ha poi vinto il bando ministeriale e che riceverà dal ministero un capitale di 1.300.000 euro per coprire le spese di creazione delle funzionalità.

Cosa intende per “funzionalità”?
Mi rivolgo ai contenuti e alle funzioni: questi soldi verranno spesi per far funzionare il complesso, non per recuperare le strutture fisiche. Sono previsti, infatti, diversi filoni d’intervento: arte e cultura, con la realizzazione di un teatro, di una sala per la creazione artistica, sale prove, spazi per la socializzazione, eccetera. Avremo poi un’area sportiva in cui sorgerà finalmente l’atteso skatepark che a Monza ancora manca. Poi, un’area dedicata ai front-desk, uffici che serviranno a informare e orientare i giovani lungo il percorso di studi, nella ricerca del lavoro, ma anche nella formazione extra-curriculare. Infine, verrà creata una business agency dove i ragazzi che si dimostreranno idonei verranno inseriti in un percorso di formazione guidato da Brianza Solidale, per maturare una maggiore consapevolezza in ambito lavorativo e acquisire quegli strumenti che non vengono normalmente trasmessi durante i corsi universitari. Questo percorso sarà sostenuto dalla Camera di commercio e da Confindustria, che aiuteranno i ragazzi nel reperimento di fondi e nella fase di realizzazione delle loro idee. La finalità è creare un incubatore d’impresa in cui i ragazzi arrivino infine a formulare autonomamente progetti: quelli che saranno ritenuti abbastanza solidi da camminare con le proprie gambe verranno creati e condotti dagli stessi ideatori. Le idee più ardite o difficili da realizzare, almeno senza una struttura consolidata alle spalle, verranno trasmesse, invece, al sistema delle imprese di Monza e Brianza, in cui l’ideatore si potrà inserire e in cui potrà seguire l’evoluzione del proprio progetto a partire da realtà già affermate.
Insomma, ci aspettiamo che per come è stato concepito e per come verrà strutturato, questo nuovo hub possa diventare centro magnetico per i giovani e per tutta la popolazione, non solo monzese.

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Come avete raccolto le idee dei giovani, come hanno partecipato alla progettazione?
Abbiamo valorizzato il lavoro svolto in precedenza: la passata giunta, attraverso il progetto E-gocs, che promuoveva i canali di rapporto tra cittadinanza e pubblica amministrazione, aveva raccolto e catalogato idee e esigenze dei giovani di Monza. In una seconda fase, era stata fatta una sintesi dei dati raccolti e erano state avanzate delle proposte progettuali sulla base delle indicazioni dei giovani. Tra tutte le proposte presentate sono stati successivamente selezionati 32 progetti preliminari, che hanno poi subito ulteriori selezioni. La nostra amministrazione si è, quindi, trovata davanti 10 ipotesi di progetto supportate da potenziali finanziatori. Non abbiamo perso tempo: chi ci ha risposto positivamente è divenuto subito nostro partner ed è stato messo nelle condizioni di portare avanti il progetto presentato.

Un'altra questione aperta per il restauro delle strutture dell’area ex-macello è quello della loro ristrutturazione. Avete già previsto da dove ricavare i fondi per gli interventi?
È già stato strutturato un programma economico diviso in più fasi, per un preventivo totale d’intervento pari a 12 milioni di euro. La prima tranche di lavori prenderà il via il prossimo anno e prevedrà il recupero dell’ex-tettoia cavalli, di un’area per le manifestazioni e del primo blocco sede delle funzioni. Questo consentirà d’iniziare a svolgere le attività principali, per poi procedere gradualmente nel percorso di ripristino.

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Martina Sassoli, a destra, con Roberto Rampi (vicesindaco di Vimercate)

Tra le priorità d’intervento citava l’assistenza alle giovani coppie, il sostegno agli affitti, il problema della casa, come sono state affrontate?
Io mi sono fatta promotrice durante il mandato di un cambio di mentalità nei confronti dei giovani, avvicinandomi ai ragazzi, adeguando il modo di comunicare e pensare a soluzioni per loro. Al contrario, per problemi come quelli del lavoro, della casa, delle giovani coppie, il mio assessorato ha dovuto fare ben poco, perché ho la fortuna di operare in una giunta composta da persone molto attente a queste problematiche. Ognuno ha lavorato a questo tema dal proprio punto di vista. Per quanto mi riguarda, c’è un’ipotesi, che potrebbe andare ad inserirsi tra gli interventi da effettuare negli spazi dell’ex-macello, di un’area di residenzialità dove le giovani coppie possano stanziarsi per il primo periodo di convivenza a condizioni vantaggiose. Ma, ripeto, per ora stiamo parlando solo di ipotesi.

Sono entrata nel partito all’età di 16 anni e guardavo molti di coloro con cui collaboro oggi come dei veri e propri esempi, dei maestri.

Un’ultima domanda di carattere più personale: come si trova lei, classe ’82, a occuparsi di giovani in un ambiente politico frequentato per lo più da uomini della passata generazione?
Devo dire che mi sento in un’età di mezzo, nel senso che opero soprattutto con i giovani dei licei, sono loro quelli con cui vengo a contatto più frequentemente. All’inizio c’è sempre un certo disagio, distacco e diffidenza, ma poi lentamente, quando si accorgono di avere davanti una persona disponibile, vicina alle loro esigenze e che ha volontà di capirli, diventa più semplice. Dall’altro versante, quello dell’ambiente politico e dei miei colleghi, sì, non posso negare che se ci penso bene mi sento un po’ in imbarazzo. Sono entrata nel partito all’età di 16 anni e guardavo molti di coloro con cui collaboro oggi come dei veri e propri esempi, dei maestri. Chi avrebbe mai detto a quei tempi che saremmo finiti dopo qualche anno gomito a gomito. Ho avuto la fortuna di essere stata premiata e considerata positivamente per il lavoro svolto sino ad oggi.

 

Le immagini di questo articolo sono rielaborazioni di frame del film "Paranoid Park" di Gus Van Sant

Gli autori di Vorrei

Nato nel mite ottobre del 1983, risiede in una sempre meno verde zona della Brianza collinare. Nella vita si occupa di agricoltura e frequenta un master sulla sostenibilità ambientale dalle parti di Reggio (nell'Emilia). E’ geografo di formazione e giornalista a tempo perso. Dal giugno 2009 è assessore all’ambiente nel Comune di Casatenovo, senza aver ancora capito se ciò sia un bene, per sé e per la collettività. Dorme poco.

Qui trovi la sua scheda personale con l'elenco dei suoi articoli su Vorrei


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