La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza
n. 1927 del 24/9/2008
N° ROC 17857
ISSN 2283-3269

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Adesso Monza ha un (vero) sindaco

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Le elezioni comunali restituiscono a Monza un volto civile, un profilo ambizioso e serio, rappresentato da Roberto Scanagatti. In poche parole: un sindaco capace di ispirare fiducia per il futuro dei monzesi e dei brianzoli

È finita. Mai più far finta di niente con amici di altre città mentre alla televisione Mariani dà le chiavi della Villa Reale alla Lega Nord, mai più tossicchiare nervosi quando ti chiedono chi è il sindaco di Monza. Adesso un sindaco c'è, ed è Roberto Scanagatti. Il cui primo discorso, a caldo, non appena si è conosciuto l'esito del ballottaggio, ha costituito un importantissimo passo iniziale nella stagione politica che Monza si appresta a vivere. Un discorso vibrante, sentito, ma all'insegna della sobrietà e della consapevolezza, e quindi dell'umiltà, di appartenere a un progetto più grande chiamato Paese (o Nazione, come vi pare): «avremmo dovuto festeggiare, stasera – ha detto davanti alla folla accorsa in Piazza Roma per celebrare con lui la vittoria – ma ciò che accade in altri luoghi d'Italia deve spingerci a trasformare la nostra gioia in solidarietà verso chi, anche lontano da Monza, come a Brindisi e nell'Emilia, soffre e fa fatica».

Proprio sul "fare fatica" e sulla conseguente necessità di un tessuto sociale più solidale si è concentrato il discorso del neoeletto, anche quando la focalizzazione è passata alla situazione monzese. Solidarietà, ma anche apertura al confronto e al dialogo con la diversità. «Gli sconfitti sono coloro che credevano di poter basare il consenso sulla paura – ha dichiarato – Monza invece ha dimostrato che si può fare il contrario, che si può amministrare guardando al futuro e all'esterno, non solo chiudendosi ognuno nel proprio recinto». Sugli sconfitti, un passaggio dal sapore cavalleresco, sottolineando la correttezza della campagna elettorale. Senza però trascurare di dire che «il centrosinistra a Monza non ha vinto per la delusione e per l'astensionismo, ma perché c'è un progetto di amministrazione seria. Le elezioni si perdono quando si governa male, ed è quello che è successo alla precedente giunta nella nostra città».

La parte più bella, più coinvolgente, e soprattutto di grande valore politico, perlomeno per chi scrive, è stata però quella in cui Scanagatti ha ricordato che la sua è stata la vittoria della cittadinanza attiva e consapevole, sollecitando i cittadini «a controllarci, a marcarci stretto, a seguirci nel nostro mandato». Proprio il tema etico è stato il punto di maggiore orgoglio esibito dal nuovo sindaco monzese, che ha elogiato la serietà di tutti i candidati alle primarie del centrosinistra nel contribuire alla definizione del programma e rimarcato l'impegno fondamentale che la sua amministrazione si assumerà: «rimettere al centro le persone», cioè occuparsi davvero dei problemi di una città e non soltanto fare costante campagna a favore di un discutibile (ex)governo nazionale.

Nella sostanza, Scanagatti inaugura la propria avventura da sindaco di Monza con un discorso di sinistra, bello come non se ne sentivano da tempo. Solidarietà, centralità della persona, politica al servizio dei cittadini e non investita per cinque anni di un potere assoluto e impunito; orgoglio di chi pensa che esista un'alternativa alla deriva destrorsa o grillina per affrontare i problemi non solo cittadini, ma anche nazionali, e nessuna saccenza, ma continua disponibilità al confronto, continuo e costante.

Sì, da oggi Monza ha un sindaco. Uno di quelli veri, non di quelli manovrati a distanza, di cui magari spesso, nel corso di cinque anni, rischi di vergognarti guardandolo insultare giornalisti o facendosi zerbino della direzione nazionale del proprio partito. Ma non ci si deve accontentare: il bello (e il difficile) comincia adesso.

Gli autori di Vorrei
Author: Simone Camassa

Nato a Brindisi il 7 maggio del 1985. Laureato in Lettere, in Culture e Linguaggi per la Comunicazione e in Lettere Moderne presso l'Università degli studi di Milano. Suona la chitarra elettrica (ha militato in due gruppi rock, LUST WAVE e BLACK MAMBA), scrive poesie e ha collaborato in passato con un'altra redazione online. Appassionato di sport, ha praticato il nuoto a livello agonistico fino ai diciotto anni, per un anno ha anche giocato a pallacanestro. È innamorato della letteratura in tutti i suoi aspetti, dalla poesia fino al fumetto supereroistico statunitense. Sogna di realizzare un supercolossal hollywoodiano della Divina Commedia, ovviamente in forma di trilogia e abbondando con gli effetti speciali.

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Commenti  

#1 Edoardo 2012-05-27 04:20
Scanagatti si meritava di vincere con ben altro avversario politico: uno che i “faccia a faccia” o li rifiutava o se ne andava a metà serata; che alle domande dei giornalisti, il più delle volte, non sapeva neppure cosa rispondere bene. Viene da chiedersi perché il centro destra, nella terza città della Lombardia, dove le questioni importanti non mancano, abbia fatto scelte così deboli. Prima la scelta della Lega di correre da sola senza il PdL, mossa che spesso porta alla sconfitta lo schieramento di centro destra; poi la scelta di un candidato che, pur essendo brava persona, certo non brilla per esperienza amministrativa e approfondita conoscenza dei problemi di Monza, neppure come un ex consigliere o un ex assessore. Le possibili candidature a Sindaco non mancavano in tal senso. Certo la disastrosa partita urbanistica, caparbiamente condotta dalla precedente amministrazione ha forse consigliato poi il centro destra di prenderne le distanze, lasciando la patata bollente in mano all’avversario. Anche le vicende giudiziarie brianzole hanno probabilmente avuto un loro peso in tal senso. Certo che l’astensionismo ha raggiunto livelli impressionanti e il neo Sindaco è stato praticamente votato da un cittadino su quattro (25 mila voti ottenuti sui 94 mila degli aventi diritto). Possiamo gioire da una tale situazione, sapendo che i poteri forti a Monza solitamente si scatenano sulle questioni urbanistiche, ma anche nel Parco e ora anche sulla Villa e i LLPP? Non ci resta che sperare, abbandonando fin da ora facili trionfalismi e sperando di non rimanere delusi. Come dicono alcuni: “passata la festa, gabbato lo santo”.
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#2 Azzurra Scattarella 2012-05-29 16:04
un articolo fiducioso perché finalmente anche a Monza si ha fiducia.
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#3 Simone 2012-05-31 20:35
Si ha fiducia perché l'occasione ci è stata data. Ma Scanagatti adesso dovrà meritarsi sul campo tutto questo credito.
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#4 michele 2012-06-06 19:51
La partita elettorale è consistita nel battersi con un pugle suonato e sbrozno, ninte di più.Ora stiamo avedere, tra glia ssessori i soliti noti son tanti, non è che nella precedente tornata avessero dimostrato gran che. Far meglio di Mariani si fa in fretta, far qualcosa di veramente significativo per la citt e i cittadini, meno.Ci vorranno idee, progetti, non solo normale amministrazione . A partire da Villa reale: che si fa, si lascia andar avanti il consorzio per la sua strada? O, come par di intuire da dichiarazioni sparse, addirittura lo si spinge? E sulla Cascinazza che ci si mette?
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