La rivista che vorrei

Registrazione Tribunale di Monza
n. 1927 del 24/9/2008
N° ROC 17857
ISSN 2283-3269

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Eroina e controllo sociale

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L'utilizzo politico delle dipendenze: la polvere bianca diffusa per reprimere i movimenti

 

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on il nome di eroina, l'alcaloide fu sintetizzato la prima volta nel 1874 da un chimico tedesco della Bayer. Fu quindi commercializzato nel mondo come farmaco miracoloso, capace di superare ogni dolore. L'eroinomania divenne rapidamente un'emergenza sanitaria: nel 1905 la città di New York consumava circa due tonnellate di eroina all'anno. Per debellare questa piaga sociale nel 1925 viene firmata a Ginevra la Convenzione Internazionale dell'oppio, a cui aderirono molte nazioni. Tuttavia si moltiplicarono un po' dovunque laboratori clandestini in cui l'eroina veniva prodotta; uno dei più grandi aveva sede a Marsiglia negli anni '60, sintetizzava eroina bianca sfruttando come materia prima l'oppio proveniente dalla Turchia e riforniva principalmente il nordamericana.

Il controllo del profitto

Dal 1899 la Bayer esportava l'eroina in ventitré paesi. Fino al 1913 la produzione annuale era limitata ad una tonnellata. Ben presto però, poiché la fabbricazione dell'eroina non era brevettata, almeno venti ditte farmaceutiche, di cui quattordici in Germania, si erano messe a produrre diacetilmorfina. Dopo il 1920 molte ditte farmaceutiche che producevano eroina, tra le quali Hoffmann La Roche, C. H. Boehringer & Sohn, Roessler fils & Co., riuscivano ad eludere la Hague Opium Convention del 1912 e la Convenzione sull'oppio di Ginevra del 1925, vendendo tonnellate di eroina al mercato nero, dal 1925 al 1930. Molte ricerche sociologiche hanno analizzato la elevata ricettività al consumo della sostanza nelle società industriali, rilevando una stretta connessione del sistema produttivo con le mutazioni antropologiche susseguitesi nel corso delle rivoluzioni industriali; il consumo subiva impennate soprattutto nei periodi di depressioni, crisi produttive e di gestazioni di nuovi movimenti di protesta.

Soltanto a partire dalla fine degli anni '60 è cominciata, ignorata quasi completamente dalla comunicazione mediatica, una interpretazione critica su alcuni fattori poco evidenziati dell'uso della droga come forma di controllo sociale. Un esempio è la diffusione di massa delle anfetamine, avvenuta durante la seconda guerra mondiale, in cui gli eserciti tedeschi, giapponesi e americani le distribuivano largamente ai propri soldati per incrementare il coraggio durante gli attacchi o tenere alto il morale in trincea.

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Il controllo del ghetto di Harlem

Una delle prime denunce riguardante l'uso dell'eroina come strumento di controllo venne fatta negli Usa dai movimenti di emancipazione dei neri. E' noto che il proibizionismo favorì il rapido sviluppo del mercato nero e con esso del controllo criminale sul sistema sociale americano. Negli anni '40 il ghetto nero di Harlem visse un periodo di altissima diffusione dell'eroina. Sono documentate moltissime testimonianze. Anche nella sua celebre autobiografia, Malcom X ricostruisce minuziosamente tutto quel contesto sociale e culturale in cui proliferavano le sub culture dell'illegalità diffusa, dello spaccio e della prostituzione. In una intervista di Lorenzo Acquaviva, il jazzista Tony Scott disse: "Riguardo alla droga, devo dirti che giornalisti e scrittori sono degli imbecilli che parlano in modo cinico e falso. In realtà se parliamo di droga, soprattutto di cocaina, Hollywood e il suo mondo ne erano sicuramente dei grandi consumatori. Riguardo all'alcool gli americani ne hanno fatto sempre un uso massiccio, pensa agli anni '20 e al proibizionismo. Il fatto è che l'eroina, ad un certo punto, costava meno che le sigarette, ed era usata anche a fini terapeutici come antidolorifico. Io stesso quando sono stato operato alla mano ne ho fatto uso, in ospedale come painkiller. In quegli anni i neri occupavano lo scalino più basso della scala sociale e, visto che la droga costava pochissimo, ne erano i consumatori privilegiati."

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Dhoruba Bin Wahad, ex militante della direzione del Black Panther Party, raccontò di un posto ad Harlem dove l'eroina veniva raffinata con il consenso della polizia. L'Esercito di liberazione nero lanciò una campagna contro l'eroina per sottrarre agli spacciatori, aiutati segretamente dalla polizia, il controllo del territorio. La polizia usava la rete degli spacciatori per catturare i militanti neri, in cambio di informazioni lasciava indisturbato il traffico.

Il governo americano ha tenuto storicamente verso l'eroina e le droghe pesanti un rapporto ambiguo. Nella guerra in Vietnam, in Laos e Cambogia gli USA sostenevano i cinesi "signori della guerra". Questi trasformavano a Hong Kong l'oppio in eroina, per poi esportarla negli USA e nella comunità nera.

Il controllo in Italia

Negli anni dal 1971 al 1973 l'eroina venne lanciata sul mercato italiano delle droghe con una vera e propria operazione di marketing, vennero fatte sparire tutte le altre e fu offerta al loro posto eroina a prezzi molto bassi. Poco dopo, quando i consumatori erano passati alla nuova droga e ne erano divenuti dipendenti, il prezzo salì alle stelle

Uno dei veicoli utilizzati per la diffusione delle droghe pesanti sono state le reti neo-fasciste, ci sono infatti tutta una serie di elementi, riportati nel libro di Daniele Bianchessi, Fausto e Iaio, la speranza a diciotto anni che ne dimostrano ampiamente la strategia. Quando alla fine degli anni '70 l'eroina divenne un fenomeno di massa nelle nuove generazioni, l'implicazione strumentale dei movimenti neo fascisti fu evidente. Proprio questi movimenti ebbero molte perdite di vite umane in fatti violenti legati ai traffici o in morti per overdose; furono i primi aggregati a polverizzarsi, prima delle fenomenologie individualiste che atomizzarono i giovani degli anni '80. Una vera e propria strategia di annientamento.

Il controllo in Israele

Marina Pecorelli si occupa per conto dell'ARCI Milano del problema della tossicodipendenza nella zona di Gerusalemme est, la parte palestinese della città'. L'aumento esponenziale della tossicodipendenza a Gerusalemme est.

 

 

 

 

 

 

Gli autori di Vorrei
Author: Pino Timpani

"Scrivere non ha niente a che vedere con significare, ma con misurare territori, cartografare contrade a venire." (Gilles Deleuze & Felix Guattari: Rizoma, Mille piani - 1980) Pur essendo nato in Calabria, fui trapiantato a Monza nel 1968 e qui brianzolato nel corso di molti anni. Sono impegnato in politica ( consigliere comunale della Lista civica Per Villasanta) e nell'associazionismo ambientalista brianzolo, presidente dell'Associazione per i Parchi del Vimercatese. Lavoro dal 1979 alla Delchi di Villasanta, industria manifatturiera fondata nel 1908 e acquistata dalla multinazionale Carrier nel 1984 ( Orwell qui non c'entra nulla).

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Commenti  

#1 Nicola 2013-05-16 16:43
Non conoscevo la strategia di diffusione in Italia, articolo interessante e chiaro, approfondirò. Come dice Pelù in un'intervista recente "una ferita aperta". Vorrei non si ripetesse più che un giovane, ribelle o meno, annienti sè stesso con la tossicodipenden za.
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