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Monza e la Brianza, futuro prossimo.
Sommario
Il tema di questo mese
Gimmi Perego Che ne sarà di noi. Nel 2015
Antonio Piemontese Intervista. Flavio Sangalli: "Qualità, conoscenza ed equità per la Brianza futura"
Rosario Montalbano - Video di Manuela Montalbano Video. Loris Maconi: "La Brianza del futuro, più aperta e competitiva"
Antonio Piemontese Intervista. Fabrizio Sala "Più lontano da Milano, più vicini a Roma"
Alfio Sironi Intervista. Corbetta: "Troppi soldi e cemento, serve un cambio di mentalità"
Greta Gandini Fotoreportage. La città che vive
Simone Camassa Intervista. Dome Bulfaro e il respiro della Brianza che verrà
Gli altri articoli
Video. Fulvio Papi "Individuo, società e bene comune"
Video. Ferruccio Capelli "Riscopriamo il gusto del dibattito"
Manuela Montalbano Le magliette a strisce del libro di Diego Colombo
Antonio Cornacchia Video. Renato Sarti: "Il teatro o è civile o qualcosa non va"
Pasquale Cicchetti Intervista. Lillo Rizzo "Sono un fotografo di strada"
Le rubriche
Chivas Openspace Confronti. La politica giovane: Lucia Prina e Andrea Colombo
Pino Timpani Storie crude Uno. Trapianto monzese
Sofia Marelli Wallsound Lactis Fever. Il brit-rock ha un ramo sul lago di Como
Mino Vicenti Eurostar I rumeni e i bravi ragazzi
Ivan Commisso Anima migrante Il Nord e il Sud. Punti cardinali sull'autobus.
Enrico Porro Parla come mangi Si ipnotizza da solo. Operato senza anestesia
Giuseppe Civati Futilismi Il tunnel delle multe. Pensare non è necessario, ma aiuta
Simone Camassa Suonala ancora, Sam Nella mia ora di libertà
Silvio Teot Le vie dei canti Janos Hasur. Un mestolo per suonare il violino
Da tenere d'occhio ogni giorno Il blog che vorrei
F acciamo come i ragazzini, usiamo le parole di Vasco per presentare questa nuova rivista e questa prima uscita: «Voglio trovare un senso a questa storia. Anche se questa storia un senso non ce l’ha». A prima vista, ogni giorno, sono tante le storie che non hanno un senso. A prima vista, spesso, ci sembra impossibile capire in quale città viviamo, in quale paese operiamo. Allora leggiamo giornali, guardiamo la tv, navighiamo il web e siamo travolti da tonnellate di informazioni, dati, immagini, suoni. Sappiamo, o almeno crediamo di sapere tutto di tutti. Così ci sembra e ci sentiamo dei gran fighi. Eppure, satolli di news e lanci d'agenzia, non riusciamo a capire il perché certi fatti accadano, certe decisioni vengano prese, certe situazioni ci travolgano. E il figo che è in noi un po' si sgonfia.
La rivista che vorrei nasce per provare a capire il senso di quello che ci accade intorno. Ascoltando, osservando, leggendo e ragionandoci su. Proveremo a fare un passo avanti, oltre la cronaca, oltre la notizia. Vogliamo provare a farlo da un punto di partenza territoriale, Monza e la Brianza, ma con un orizzonte molto più ampio. Perché siamo convinti che le nostre vite e le nostre identità siano frutto di connessioni e influenze molto più numerose e varie di quante ne possa racchiudere un pezzo di carta geografica.
Per capire meglio com'è nata questa rivista basta dare un'occhiata al blog che ne sta alla sorgente, avviato nel dicembre 2007. Per sapere chi ci scrive e collabora basta dare un'occhiata alla pagina della redazione. Per capire nel dettaglio cosa è e come la vorremmo, presentiamo la nostra "carta d'identità".
Avremo ogni mese un tema, ad esso dedicheremo un nucleo di articoli, interviste, filmati e immagini che possano servire da stimolo, da punto di partenza per rifletterci su, per poi raccogliere ulteriori approfondimenti, contributi e commenti. Anche dei lettori, certamente. Vorremmo diventare un luogo di incontro e confronto, civile, ironico, serio e coraggioso ma anche scanzonato, perché vogliamo sì cercare il senso di quanto accade, ma non abbiamo nessuna intenzione di crepare di noia nel frattempo. Visivamente, gli articoli del tema mensile li trovate raggruppati e segnalati dalle foto grandi in rotazione sulla parte sinistra della prima pagina.
Al "dossier" si affiancano rubriche e altri articoli, anche giorno per giorno quando è il caso. Non pensiamo di pubblicare tantissimo, per un bel po' di motivi. Il primo è che, appunto, questa è una rivista, non un quotidiano e men che meno un blog. Non inseguiremo la cronaca, la stretta attualità. Proveremo a respirare più lentamente e più profondamente. Un altro motivo è che questa rivista è frutto di volontariato, scriviamo e collaboriamo non per guadagnarci la pagnotta ma per il piacere e la passione: civile, culturale, morale. Ognuno si sceglie la perversione che vuole, noi ci terremo stretta questa.
Per le segnalazioni e gli appunti c'è, infine, il blog che vorrei. Una sezione della rivista dedicata a temi sfiorati, accennati, appuntamenti da ricordare. Utile no?
Il debutto lo abbiamo dedicato al futuro prossimo del "nostro" territorio. Con Gimmi Perego, abbiamo provato ad immaginare il destino dell'ambiente; abbiamo chiesto a personaggi come Flavio Sangalli, Loris Maconi, Fabrizio Sala e Giampietro Corbetta di raccontarci le loro speranze e previsioni per il lavoro e la società. Abbiamo fotografato la città che vive con l'obiettivo di Greta Gandini. Crediamo che di stimoli ne siano affiorati in quantità sufficiente per provare a capirci qualcosa. Si aggiungeranno altri articoli e le repliche dei lettori, se arriveranno e se varrà la pena di pubblicarli.
Altri pezzi importanti di questa prima uscita sono le preziose testimonianze video di Ferruccio Capelli e Renato Sarti; il filmato della lectio magistralis del filosofo Fulvio Papi; il confronto fra due giovani della politica come Lucia Prina e Andrea Colombo; gli ampi stralci dell'ultimo libro di Diego Colombo e un'intervista ad un fotoreporter bravo e intelligente come Lillo Rizzo.
Le rubriche sono troppe per essere citate tutte, il consiglio è di sfogliarle una per volta e di assaporarne il gusto personalissimo che le identifica. C'è da ingolosirsi.
Infine non vanno dimenticati i supplementi: un utilissimo aggregatore per avere tutti insieme e in un colpo solo buona parte degli articoli e dei blog che parlano di Monza, della Brianza e di chi ruota intorno alla Rivista; l'autentico finto giornale Occupato, per ricordarci che la satira non è roba per il tempo Libero. Infine un giochino, un passatempo per tenere allenato il mouse e noi, pronti a scansare l'asfaltino e il terribile padulo...
Un ringraziamento va ad AndreaPPP, Paolo Arosio e Fabio Beretta per le immagini gentilmente messe a disposizione.
Buona lettura e ricorda che offriamo la garanzia soddisfatti o rimborsati: se la Rivista che vorrei non ti piace, ti restituiamo l'intero prezzo di copertina.
Ps La canzone di Vasco vale la pena incollarla per intero, a rileggerla è una rivelazione.
Un senso (G.Curreri, S.Grandi, V.Rossi - V.Rossi, S.Grandi)
Voglio trovare un senso a questa sera Anche se questa sera un senso non ce l’ha Voglio trovare un senso a questa vita Anche se questa vita un senso non ce l’ha Voglio trovare un senso a questa storia Anche se questa storia un senso non ce l’ha Voglio trovare un senso a questa voglia Anche se questa voglia un senso non ce l’ha Sai che cosa penso Che se non ha un senso Domani arriverà... Domani arriverà lo stesso Senti che bel vento Non basta mai il tempo Domani un altro giorno arriverà... Voglio trovare un senso a questa situazione Anche se questa situazione un senso non ce l’ha Voglio trovare un senso a questa condizione Anche se questa condizione un senso non ce l’ha Sai che cosa penso Che se non ha un senso Domani arriverà Domani arriverà lo stesso Senti che bel vento Non basta mai il tempo Domani un altro giorno arriverà... Domani un altro giorno... ormai è qua! Voglio trovare un senso a tante cose Anche se tante cose un senso non ce l’ha
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