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Arancioni Meccanici: Indie-dark senza età

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La video-intervista prima del concerto al Tambourine

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Cinque ragazzoni incontenibili. Affetti da una sindrome di Peter Pan introspettiva, gli Arancioni Meccanici ci offrono una musica che spazia da un rock’n’roll lo-fi alla Doors, a una vena cantautoriale, il tutto condito da una forte componente dark, che risalta in particolar modo dall’impostazione vocale del cantante, Gianfranco, il quale ricorda molto gli OMD di Enola Gay.

Ne risulta un particolarissimo indie-dark dall’aria apparentemente scanzonata, per quanto sicuramente ironica, cementato da testi immaginifici, ma saldamente ancorati al quotidiano. Atmosfere, direi, dei CCCP di Affinità-divergenze Tra Il Compagno Togliatti E Noi.

I giri di chitarra, predominanti ma non invadenti, si sposano benissimo con l’ampia libertà lasciata al basso, nonché con la batteria, dal ritmo eminentemente trascinante, sebbene talvolta riproponga reminescenze dance anni ’70.

Lo spettacolo, prima che sul palco, sul quale Gianfranco si scatena con movenze alla Mick Jagger indemoniato, è sentire parlare gli Arancioni Meccanici della propria musica: raro, ma piacevole, trovare ancora musicisti letteralmente innamorati delle proprie opere.

 

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L’INTERVISTA

Quando e come è nato il gruppo?
Il gruppo nasce nell’ottobre del 2003. Eravamo già amici all’infuori della musica, e un giorno abbiamo deciso di mettere in comune questa passione e abbiamo formato il gruppo. Abbiamo avuto successo all’inizio, tanto che hanno scritto un articolo su di noi sul Corriere, dopodiché c’è stato un declino. Ma noi non ci scoraggiamo.

Il vostro nome è molto particolare: ricorda Arancia Meccanica di Kubrick. Come è nato?
Tempo fa giravano molto questi “santoni”, i Saniasi, che si vestivano di arancione. Erano simili agli Hare Krishna per dare un’idea. Venivano chiamati, appunto, arancioni e ci piaceva mettere questa figura di santone in contrasto con quella dei Drughi di Arancia Meccanica. E così è nato il nome.

CD /demo/ep all’attivo?
Abbiamo registrato una demo nel 2005, da quattro pezzi, e a breve dovrebbe uscire il nostro primo CD, che comprenderà anche le quattro canzoni incise nella demo.

Parliamo dei vostri testi: qualcuno è in italiano, qualcuno è in inglese, a volte sia italiano che inglese…
Prediligiamo sicuramente i testi in italiano, ma se qualche volta, spontaneamente, nasce qualche pezzo in inglese, non ci dispiace. Anzi, lo usiamo spesso anche in singole frasi all’interno di testi italiani, per in qualche modo internazionalizzare la canzone, quasi come se fossero uno slogan pubblicitario. Alla fine quello che mettiamo nelle nostre canzoni è il nostro vissuto, perciò l’italiano è il mezzo migliore.

Concerti?
(litigano un po’) Fermi – Massimo – io li ho contati: sono 77!

Come si fa a trovare le date nella zona di Monza e Brianza? È difficile?
Solitamente ci rivolgiamo sempre ai soliti locali che ormai ci conoscono, e chiediamo ai gestori di fissare una data. Qualche volta ci affidiamo alle conoscenze con altri gruppi, ma molto poco. Anche il metodo di lasciare il CD non ci sembra molto efficace: se non conosci qualcuno è difficile che ti lascino suonare. E tante volte la scelta va a simpatia, infatti ci sono molti gruppi buoni che non hanno la possibilità di suonare, mentre altri meno buoni suonano molto di più.

E per quanto riguarda le cover band?
Piuttosto le tribute band, ma quelle cover “a minestrone” non ci piacciono.

Qual è il problema? Soluzioni?
Il problema secondo noi è più che altro economico: dei pochi locali in cui si suona si tende a chiamare le band che portano più gente, quindi le cover band, ed è un problema di questi tempi, dato che negli anni ’80 e ’90 era più facile suscitare interesse nelle persone anche con musica originale.

La soluzione… beh, negli anni ’70 si occupavano gli spazi, ed allora si suonava. Facciamo due più due.

 

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Arancioni Meccanici

Città: Milano, Verano Brianza, Seregno
Componenti: Gianfranco Fresi (voce); Andrea Pelucchi (basso); Massimo Di Marco (chitarra); Andrea Mottadelli (batteria); Alessandro Villa (chitarra).
Genere: indie-dark

MySpace: http://www.myspace.com/arancionimeccanici

Le foto sono tratte dal MySpace del gruppo, quella di apertura è di Paolo Proserpio

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