| Lo strano matrimonio tra Kurt Cobain e i Sigur Ros: i Manetti |
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| Di Sofia Marelli |
| Martedì 30 Settembre 2008 |
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È contradditoriamente affascinante la musica dei Manetti!. Sembra quasi una formula algebrica, formata da termini positivi e negativi: violenza e fragilità, grida e sospiri, accordi incazzati e armonie soffuse. Una cosa è certa: in ogni brano traspare una grande malinconia. Che sia urlata o sussurrata poco importa, perché in ogni caso arriva dritta alla pancia.
Questa musica incantata è il frutto dell’unione di tre ragazzi del lecchese, Andrea, 24 anni, chitarra e voce, Simon, 28 anni, chitarra e Claudio,28 anni, batteria. Per i Manetti! Tutto è cominciato due anni e mezzo fa, quando Andrea e Simon fanno i rodies per i Milaus, gruppo molto noto sulla scena underground italiana. Il batterista dei Milaus è Claudio, che diventa molto amico di Andrea e Simon. Ci è voluto un po’ per convincerlo, ma alla fine Claudio accetta di entrare in sala prove con loro. Dopo qualche ora di musica in libertà nascono i Manetti!. Che è un gruppo originale lo si può capire anche solo leggendo le influenze indicate sul loro My Space: Sigur Ros e Mogwai, Nirvana, Pixies e Sonic Youth. Tutti grandi gruppi di due generi completamente diversi. Da un lato, ariose cavalcate strumentali permeate da un’atmosfera soprannaturale, con la parte cantata ridotta ai minimi termini. Dall’altro, tanta rabbia, tanta ribellione convogliata in pochi accordi sgraziati e assordanti. Ma il punto forte dei Manetti! è proprio questo, la capacità di armonizzare due modi di fare musica tanto distanti fra loro: ipnotici crescendo sonori, diluiti in brani lunghi e uniti a improvvisi rigurgiti strumentali e vocali. I brani del loro My Space esemplificano molto bene questo loro punto di forza: “La Giardini” è una straziante ballata in cui tutto, dalla chitarra, alla voce, alla batteria, geme e sussulta, creando una melodia lenta e cristallina, molto vicino a certi capolavori dei Sigur Ros. “Mudhoney” unisce la struttura ripetititiva e ammaliante dei Mogwai al grunge dei Nirvana, alternando momenti di quiete a disperati sfoghi di voce e di chitarra. “Yes Kids” è particolarmente toccante: non c’è la parte cantata, ma non è necessaria. Il brano è perfetto così com’è, perché certi suoi picchi sonori sono talmente emozionanti da sostituire le parole. La musica dei Manetti! va ascoltata e riascoltata, bisogna lasciarla fluire dentro e accoglierla in ogni sua accezione, oscura o limpida che sia. Due facce opposte ma complementari, che danno origine a una musica davvero preziosa. Manetti! My Space: http://www.myspace.com/manettimanetti
Intervista
La maggior parte dei brani presenti sul vostro My Space sono solo strumentali. Non avete paura che sia una scelta impopolare, che possa rendere più difficile l'ascolto? Il vostro è un genere molto particolare, a chi vi sentite ispirati? Riuscireste a descrivere a parole la vostra musica? Parliamo del vostro disco. Come vi siete organizzati per la produzione/distribuzione? Avete trovato disponibilità da parte delle etichette indie?
Quindi non è facile organizzare delle date… Ci sono dei gruppi emergenti della zona che trovate interessanti? Per voi fare musica è un hobby o vorreste che diventasse una professione? |














