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Shutter Island

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Evasioni e immigrazione, "Il profeta", grigio e solitario, apre gli occhi al protagonista di "Welcome" che, più giovane, già conosce amicizia e determinazione.

 

Welcome è bello, a partire dall’ironia del titolo che già denota la cura con cui è stato creato questo prodotto cinematografico. La Francia traspare subito, proprio da quell’attenzione elegantemente mostrata perfino nelle aiuole cittadine, e anche nel girare questa pellicola pescando nella folla di curdi arrivati fino a Calais la storia più normalmente poetica che negli ultimi anni si può vedere sul grande schermo.

Questo è il mio parere, ovviamente, ma poco si discosta dai giudizi espressi dal resto della platea. Gli occhi del ragazzo si puntano nei nostri e dall’inizio alla fine si resta ipnotizzati dalla sua determinazione. Non sembra essere sua intenzione, ma una sorta di rimprovero mi cade addosso sfogliano un album d‘immagini da cui mi faccio scoraggiare nel quotidiano. E lui ha davanti il canale, il freddo, il mare, onde e correnti, e fosse solo quello… omessi nel film, ma a noi ben noti, tutti i problemi che lo aspettano al di là.

Rara e gradita la mano onesta con cui il regista dipinge il rapporto tra Simon e la sua ex moglie: lei, bellissima, è equilibrata a modo suo-di lei, lui a modo suo-di lui e insieme, imperfettamente, vanno avanti. Anche la polizia nulla ha a che fare, e per fortuna, con gli stereotipi di punitori corrotti o buone anime da santificazione della maggior parte dei film americani: sono lavoratori che cercano di gestirsi tra regole da far rispettare e da rispettare e quella umanità che non possono estirparsi dal cuore.

Welcome è un film umano, da vedere per guardarsi fuori (immigrazione) e dentro (determinazione e coraggio). Il mio invito è di guardarlo e di guardarvi.

 

Shutter Island

Un film di Martin Scorsese. Con Leonardo DiCaprio, Mark Ruffalo, Ben Kingsley, Michelle Williams, Patricia Clarkson.   Drammatico, durata 138 min. - USA 2010. - Medusa

 

La definitiva consacrazione dell'uomo avulso dalla realtà e della follia come forma unica di sopravvivenza

Era una notte buia e tempestosa… e un Leonardo Di Caprio molto gotico e perfettamente calato nell’atmosfera cupa e visionaria, non trattiene il vomito.

Buio e terrore, ma non quello splatter con macchie rosse, quello della pioggia continua, dei misteri irrisolti, il terrore che ci piomba addosso gelido come un vestito bianco un po’ trasparente a turbare e confondere i confini tra realtà, sogno e incubo.

La regia si schiera con l’inconscio privilegiando le sensazioni a scapito della chiarezza narrativa della pellicola che si rivela scarsa, la storia non risulta molto chiara né logica quindi non me ne vogliate se ve la anticipo brevemente: nuova indagine per  l’agente Daniels,  l'FBI lo ha mandato assieme al suo assistente, in un manicomio criminale sorvegliato da poliziotti armati fino ai denti da cui è misteriosamente scomparsa una pluriomicida. E’ tutto tratto dal romanzo omonimo di Dennis Lehane (ed. Piemme).

Ci sono anche due psichiatri affettati e sinistri che accompagnano i federali nelle indagini, vedremo se per favorirli o depistarli, e tutta una fauna di psicotici, uxoricidi, maniaci, affetti da ogni tipo di turba. L’indagine si rivela un viaggio allucinato e allucinante dove non c’è meta ma nel ricercarla testardamente Daniels ci costringe a percorrere un labirinto viscerale e molto ben architettato all’interno della sua anima e del suo passato.

Siamo nel 1954, l' eco della guerra non si è ancora spento e nei ricordi di Daniels dominano quelli dei campi di concentramento scoperti in Europa

Lunedì ci aspetta una impegnativa ginnastica mentale che ci vedrà alternare allucinazioni, fantasie o percezioni reali, per raggiungere le nevrosi e i ricordi ossessivi di un veterano di guerra, ma non uno qualsiasi,un bravissimo Leonardo Di Caprio.

 

POPCORN CURIOSITES

L’autore dell’opera da cui Scorsese ha tratto “Shutter Island” è nascosto anche dietro a Mystic river e Gone baby gone: è lui anche lì, Dennis Lehane .

Dicono che: “Scorsese è un abitudinario e soprattutto ama stabilire un rapporto forte con le persone con cui lavora dando loro completa fiducia… ed ecco ripetersi, film dopo film, non solo gli attori ma anche i nomi del “reparto tecnico” come Robert Richardson alla fotografia, Dante Ferretti alla scenografica con l'inseparabile Francesca Lo Schiavo e ovviamente Thelma Schoonmaker al montaggio.

E’ anche la colonna sonora, ricca di dissonanze promuovere il clima di angoscia e terrore,  tra gli artisti Krzysztof PendereckiJohn Cage, György Ligeti, Gustav Mahler e Brian Eno. I due Cd qui.

La produzione ha avuto inizio nel marzo 2008 con la ricostruzione del campo di concentramento all’interno del vecchio complesso industriale di Whittenton Mills. Le scene ambientate nel manicomio sono state girate nell'ospedale di Medfield, sempre in Massachusetts; l'isola invece è l'isola di Peddocks. Le riprese si sono concluse il 2 luglio dello stesso anno, 2008.

E’ il quarto film che Scorsese e Di Caprio realizzano insieme ed è forse la prima pellicola di genere thriller-horror nella carriera del regista italoamericano.

 

LINK

Trailer

Backstage

Di Caprio presenta il film a Roma

Intervista a Scorsese

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