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La regina dei castelli di carta

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Dalla solare Italia di Soldini in "Cosa voglio di più" al freddo buio del terzo e ultimo capitolo di Millenium "La regina dei castelli di carta"

A saperlo avrei fatto scorta di chupa chups prima di entrare in sala, perché è una grande amarezza quella che mi ha invaso scena dopo scena, come una macchia di petrolio nell’oceano. La storia di tradimenti e di piccole bugie ha iniettato veleno in quella che era una mia visione più ottimista della coppia: in Cosavogliodipiù possiamo scegliere solo tra la reazione isterica della moglie dell’adulterino Favino o quella “da ameba” del compagno di Alba Rohrwacher. Pur propendendo per la prima, “almeno si vede che gliene frega qualcosa”, esco dal cinema come da una chiacchierata con un’amica a cui voglio bene ma di cui non condivido le scelte, scelte però reali come le storie che Soldini ha intrecciato sempre sapientemente a partire da “Giorni e nuvole”. La sua mano sa cucire personaggi e luoghi che evocano sempre un’italianissima quotidianità: ci si riconosce nelle tazzine di caffè, nelle mensole e nei grembiuli, nel capoufficio un po’ vanitoso e “piacione”, nelle vetrine e nei corsi di acquerello. Se il pensiero delle pazzie d’amore solitamente provoca tenerezza e ammirazione in questo caso, a me ha messo parecchia tristezza vedere alcuni gesti insensati, soprattutto femminili, che oltre a far perdere, forse, la dignità, fanno a perdere alla protagonista soprattutto sé stessa.

La Regina dei Castelli di Carta

Un film di Daniel Alfredson. Con Michael Nyqvist, Noomi Rapace, Annika Hallin, Per Oscarsson, Lena Endre. Titolo originale Luftslottet som sprängdes. Thriller, durata 148 min. - Svezia, Danimarca, Germania 2009.

Terzo e ultimo capitolo di Millenium, “La regina dei castelli di carta” è un “finale stanco” per alcuni, un “triste addio” per altri. Stavolta Lisbeth, sfinita dagli abusi e dai soprusi, è decisa a rivelare al mondo le mostruosità commesse dal padre e dallo spregevole tutore, a lunedì la risoluzione del mistero.

C’è abbondanza di sciagure in quello che molti hanno definito, dato il minutaggio, un polpettone ripieno di azione, violenza, intrighi, misteri, colpi di scena e paura, un piatto ricco ma pesante che può catturare lo spettatore forse più per la sfiziosa curiosità di presenziare fino al termine delle vicende macchiate di giallo scandinavo.

Al contrario della cellulosa, lo schermo vede le invenzioni di Larsson dissolversi dentro un universo irrimediabilmente misogino, il “plus-valore” costituito dall'ambientazione nordeuropea e dalla vastità di un paesaggio indifferente, si smaterializza lasciando allo spettatore una ripetizione piatta della vicenda, priva di carattere e di coraggio.

In questo terzo capitolo sembra non troveremo se non tracce di quella cornice storico-politica che in “Uomini che odiano le donne”, e un poco anche in “La ragazza che giocava col fuoco”, giocava un ruolo preponderante. E’ stato quell’ingrediente a farmi assaporare con gusto le vicende della saga, regalando ai tre titoli i primi posti della classifica best seller; veder scomparire nella trasposizione cinematografica l’elemento storico-documentaristico è un dispiacere doppio vedendo “sprecato” un mezzo di rappresentazione potente quanto una cinepresa e dei bravi attori che avrebbero potuto aggiungere la propria voce nel segnalare vicende di uno dei tanti da non dimenticare.

POPCORN CURIOSITIES

Tracce di Pippi Calzelunghe in Millenium: agli inizi della carriera di giornalista d'inchiesta Michael riuscì a risolvere una delicata e difficile inchiesta e la stampa lo apostrofò come Kalle Blomkvist, il nome di un investigatore-bambino nato dalla penna di Astrid Lindgren, autrice di Pippi Calzelunghe. Annika Blomkvist la sorella, coniugata Giannini è un avvocato civilista specializzata nella difesa di donne vittime di maltrattamenti e porta il nome di battesimo dell'amica di Pippi Calzelunghe.

Dato che la maggior parte delle vicende narrate in Millenium si svolge a Stoccolma e dintorni, nel 2008 il museo cittadino ha cominciato ad organizzare tour guidati della città, alla ricerca dei luoghi dove agiscono i personaggi creati da Larsson. Anche Larsson ha i suoi pellegrini.

 “Uomini che odiano le donne”, come incassi è al terzo posto nel mondo tra i film in lingua non inglese, è stato visto da oltre 7 milioni di spettatori internazionali; la trilogia a cui appartiene “La regina dei castelli di carta” ha venduto 21 milioni di copie in quaranta Paesi

L’ultimo episodio della saga di successo giunge nelle sale già in odore di remake. Pare infatti che David Fincher stia lavorando alla versione hollywoodiana di Uomini che odiano le donne, la cui uscita sarebbe prevista per il dicembre 2011

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Trailer

giustizia per Lisbeth

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