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Il Comunicato stampa di Associazioni e Comitati di Monza contro il Pii Esselunga. Chiedono la Valutazione Ambientale Strategica per il progetto. 

 

Riceviamo e pubblichiamo

Venerdì 26 ottobre, entro i termini stabiliti dall’avviso pubblico, le Associazioni ambientaliste di Monza, Italia Nostra, Legambiente, Monzainbici, CCR, Greeman, Comitato per il Parco Antonio Cederna, nonché i Comitati di cittadini di via Blandoria, del quartiere Sant’Albino, di via Guerrazzi, di via Monte Bianco e del quartiere San Donato, hanno presentato un documento di “suggerimenti e proposte”, con il quale chiedono chiaramente che il Programma integrato di intervento (PII) presentato da Esselunga e altre due società, venga assogettato a una Valutazione ambientale strategica (VAS).

E’ stato infatti adottato, a tappe forzate, nella notte di giovedì 25, un PII che comprende due aree:

  • - un’area in via Lecco, dove oggi esiste una struttura di vendita Esselunga di circa 2.400 mq, il cui eventuale trasferimento è malvisto dalla popolazione di quella zona, essendo scomparsi nel corso degli anni i negozi di vicinato;

  • - un’area di circa 45.000 mq, posta al confine con Concorezzo, ancora oggi verde e libera da edificazioni, che, passata di proprietà comunale nel 1978 dall’Ente Comunale Assistenza (ECA), era stata classificata nel tempo dagli strumenti urbanistici, fin dal 1971, come zona industriale, al fine di promuovere politiche di rilocalizzazione per quelle imprese divenute incompatibili col tessuto urbano consolidato, ricollocandole così in zona industriale lungo l’asse stradale di viale Stucchi (tangenziale esterna). Come noto, il PII invece prevede oggi la costruzione di un Centro commerciale di ben 8.000 mq, con un capannone di 12 metri di altezza, oltre a due torri di 9 piani ed edifici più bassi con funzioni terziarie e polifunzionali, per ben 42.000 metri cubi, collocati a nord del lotto che guarda verso le Grigne.

L’area in questione, venne messa all’asta e venduta dal Comune nel 2008 a una società, per una cifra di 502 euro/mq (fuori mercato), la quale l’ha poi rivenduta ad altra società, solo 20 giorni dopo e sempre con destinazione industriale, per una cifra complessiva maggiorata di circa 7,5 milioni di euro.  A parte queste considerazioni, che pur dovrebbero far riflettere, è ben chiaro che quelle previsioni urbanistiche, sono ormai divenute obsolete, tanto che i capannoni sfitti presenti in quella zona vengono oggi svenduti a metà prezzo.

Nel dicembre del 2011, il Piano Provinciale (PTCP) ha d’altra parte inserito l’area nella “Rete verde di ricomposizione paesaggistica” e nel frattempo è stato costituito il Parco agricolo della Cavallera nei vicini Comuni di Villasanta, Concorezzo, Vimercate e Arcore, tanto che gli ambientalisti avevano chiesto, sin dal 2007, di destinarla a “verde agricolo” per collegarla con quel PLIS.

Nel documento consegnato il 26 ottobre, le Associazioni e i Comitati, dopo aver fatto rilevare alcuni aspetti puntuali e legali sulla eventuale esclusione del PII da un procedimento di VAS, mettono poi in evidenza come quella zona sia già oggi ben servita da medie e grandi strutture di vendita poste a poca distanza, sia a Monza che nei comuni vicini (Villasanta e Vimercate).

Rilevano altresì che il procedere di questa Amministrazione comunale lascia fortemente perplessi, soprattutto alla luce delle dichiarazioni fatte in campagna elettorale sulla partecipazione di cittadini per la formazione delle decisioni anche in campo urbanistico. In particolare rilevano che, in campagna elettorale, la coalizione che oggi governa Monza aveva più volte ribadito nel proprio programma, a sostegno del nuovo Sindaco, che si sarebbe fortemente impegnata per la tutela ambientale, “evitando di considerare il territorio come risorsa da sfruttare per rimpolpare le casse comunali”. Veniva altresì precisato in quel documento che sarebbero stati “elementi distintivi del nuovo modo di governare il territorio, la salvaguardia del suolo  e delle aree libere, tutelando le aree verdi”. A pochi mesi di distanza dal suo insediamento, tutte queste affermazioni vengono clamorosamente smentite, con la solita scusa delle difficoltà economiche del comune e per rispettare il patto di stabilità.  

Le Associazioni e i Comitati promuoveranno tutte le iniziative ritenute necessarie per sensibilizzare la cittadinanza e seguiranno quel PII nel proseguo del suo iter anche attraverso specifiche osservazioni miranti a far desistere l’Amministrazione comunale da tale operazione e fare in modo che si scelgano altre soluzioni meno devastanti per il territorio e l’ambiente di Monza, che presenta indici record di occupazione del suolo ormai insostenibili.

Monza, 29 ottobre 2012

 

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