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Vorrei | Rivista non profit

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Che l’area sia di Paolo Berlusconi o di altri personaggi, la questione non cambia. “Salvare le residue aree agricole di Monza, sia quelle più delicate perché attraversate dal Lambro e a rischio esondazioni che altre meno in vista ma altrettanto importanti (Boscherona, San Fruttuoso, Casignolo, Sant’Albino, lungo viale delle Industrie), rimane impegno anche per ogni buon amministratore che abbia veramente a cuore le sorti di Monza.”

Gli ambientalisti ricordano che la Cascinazza venne acquista da una società di Paolo Berlusconi nel 1980 per circa 7 miliardi delle vecchie lire. Un Tecnico dell’UTE (Ufficio Tecnico Erariale) nel 1997, su incarico dell’allora Sindaco Mariani, ne stimò il valore in 47 miliardi circa. Oggi l’area è stata venduta per “soli 40 milioni di euro”, cioè 77 miliardi di lire. In 28 anni il valore dell’area si è così decuplicando, senza che la proprietà abbia mai fatto nulla, ma anzi avendo pure perso una causa contro il Comune.

“Ha ragione il Ministro Tremonti quando afferma che la speculazione è la peste del XXI secolo, meccanismo rintracciabile non solo nel campo del petrolio, ma anche in quello edilizio e nel mercato delle aree” dicono. “Altro che Robin Hood Tax: qui le cosa vanno a rovescio! C’è chi a Monza vorrebbe togliere, con alcune modifiche al Piano di governo del territorio appena approvato, la vivibilità patrimonio di tutti i cittadini per far ingrassare qualche imprenditore immobiliare ben introdotto politicamente”.

“Ciò è tanto più odioso in un momento di stagnazioni e restrizioni economiche, in quanto si rende il vivere quotidiano delle persone ancora più difficile con nuovo traffico e congestione viabilistica, altra cementificazione e conseguente aumento della temperatura e dell’inquinamento locale, riduzione degli spazi aperti, delle aree verdi, dei terreni permeabili all’acqua piovana, tutti fattori che riducono la qualità della vita e l’attrattività di Monza.”

Il Circolo Legambiente termina il comunicato dicendo che vigilerà sulle future varianti urbanistiche affinché prevalga l’interesse pubblico, contro vergognose speculazioni edilizie fatte a vantaggio di pochi.

 

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