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Milano chiede l’esercito sulle strade, Monza tace. Dalla stazione ai boschetti, dai furti alle truffe anche la nostra città ha urgenza di più sicurezza.

In questi giorni, il silenzio del Comune di Monza in tema di sicurezza è impressionante. Mentre Milano sta chiedendo un aumento dei militari di “Strade sicure” (e ne ha già 600), da noi si dorme. E dire che i motivi per fare altrettanto ci sarebbero eccome. Abbiamo la stazione ferroviaria principale, e la zona adiacente, teatro di ripetuti episodi di malavita, spaccio e teppismo. I boschetti reali sono luogo di spaccio e di insicurezza per i cittadini. Più quartieri sono stati colpiti, negli ultimi mesi, da ondate massicce di furti in appartamento, furti su auto, truffe e tentate truffe ad anziani. Lungo viale Lombardia e viale delle Industrie è in aumento il fenomeno della prostituzione, con attività illecite collaterali e problemi crescenti per i residenti. Le forze dell’ordine a Monza hanno uomini e mezzi ridotti rispetto ad altre città con analoga, o addirittura inferiore, densità abitativa e superficie territoriale. Il servizio di “polizia di prossimità” (carabinieri e poliziotti di quartiere) è erogato a singhiozzo, nonostante – tra l’altro – sia nato con finanziamenti specifici. Dice Isabella Tavazzi, portavoce dell’associazione HQMonza: “I cittadini sono stanchi di sentire inutili messaggi rassicuranti sul livello di criminalità e microcriminalità a Monza. La percezione è profondamente diversa, la domanda di maggiore sicurezza e più controlli è altissima. Se chi vive nei palazzi e si alimenta di statistiche frequentasse invece la realtà dei quartieri, si renderebbe conto dell’urgenza del problema. Chiediamo al Comune di attivarsi, come sta facendo Milano, per ottenere più forze dell’ordine e, se occorre, una presenza rilevante dell’esercito anche nella nostra città”.

 

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