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M5S Lombardia. Brianzacque: Presidente nominato Direttore Generale ad interim non ha i requisiti, i soci intervengano

A quasi cinque mesi delle dimissioni di Sergio Facchinetti, si apprende che il Presidente Enrico Boerci, su nomina del Consiglio di Amministrazione, ha assunto ad interim il ruolo di Direttore Generale in Brianzacque. L'azienda, grazie alle azioni di controllo del M5S, è oggetto dell'interesse della Corte dei Conti con un'istruttoria relativa ad aumento delle spese per consulenze e incarichi esterni e procedure di selezione dei dirigenti. Nei mesi scorsi il M5S aveva denunciato a più riprese le irregolarità nella selezione per il conferimento dell’incarico di direttore generale e le improvvise dimissioni, a meno di due mesi dal conferimento dell'incarico, dell'ingegner Facchinetti, avevano aggiunto ulteriori dubbi sulla regolarità di tutta la vicenda.Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “La nomina di Boerci a Direttore Generale non sta né in cielo né in terra. Il suo stipendio è aumentato da € 3.833 a € 8.166 al mese, in aperto contrasto con lo statuto di Brianzacque che  stabilisce che il compenso degli amministratori sia stabilito dall'Assemblea dei Soci nel rispetto di quanto previsto  dalla legge. Ma non è finita qui. Al ruolo di direttore generale di un'azienda pubblica si può accedere solo mediante concorso pubblico. Da notare che per poter accedere alla selezione indetta nei mesi scorsi i candidati dovevano dimostrare di aver ricoperto incarichi dirigenziali per almeno 5 anni e di aver conseguito una laurea magistrale: requisiti che Boerci non possiede. Infatti, stando alle informazioni riportate nel suo CV presente on line, Boerci ha ricoperto il ruolo di amministratore di condominio professionista e socio accomandante di una società attiva nel settore della distribuzione, mentre non è chiaro se abbia conseguito una laurea magistrale."

 “Insomma, la situazione è paradossale: il Consiglio di Amministrazione non è in grado di selezionare un direttore generale tramite regolare concorso e nel rispetto della disciplina pubblicistica riguardante il lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, lo sceglie al suo interno conferendo i poteri e il relativo compenso a un soggetto che non avrebbe avuto nemmeno i requisiti minimi di ammissione al concorso e in aperto contrasto con gli indirizzi dati dall’assemblea dei soci. E’ sempre più evidente come il controllo in house di Brianzacque da parte del PD sia solo uno strumento per gestire l’acqua pubblica nell’interesse della politica, non certo dei cittadini. Spetta ai Soci di Brianzacque difendere la legalità all'interno della società: li invitiamo a rivolgersi immediatamente agli organi giudiziari competenti perché sia fatta piena luce su questa vicenda”, conclude il Consigliere regionale.

 

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