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Piano triennale anti-corruzione, approvati gli indirizzi per prevenire episodi di illegalità

Un paragrafo speciale riguarda il “Whistleblowing”, ovvero la tutela del dipendente pubblico che segnali illeciti; ma, all’interno del Piano, viene prevista anche la possibilità di “rotazione” del personale a maggior rischio “corruzione” con l’individuazione dei settori maggiormente esposti al rischio di pressioni esterne.

L’obiettivo di queste azioni è triplice: ridurre le opportunità che offrano la possibilità del manifestarsi di casi di corruzione, aumentando la capacità di scoperta di irregolarità e creando allo stesso tempo un contesto sfavorevole all’illegalità.

Sono questi gli obiettivi strategici del «Piano triennale di prevenzione della corruzione 2017-2018-2019», approvato dalla Giunta comunale, nel quale è contenuta la valutazione del rischio di esposizione a fenomeni corruttivi di aree e processi amministrativi, effettuata sulla base di una metodologia fissata dall’Associazione nazionale anti-corruzione (ANAC).

La predisposizione ed approvazione del Piano triennale di prevenzione della corruzione costituisce un adempimento obbligatorio prescritto dalla legge 190/2012. All’interno del Piano, un ruolo cruciale è assegnato ai Dirigenti comunali, chiamati a garantire la legalità degli atti attraverso un ruolo di controllo e supervisione. Un monitoraggio particolare è previsto per le aree valutate a maggior rischio corruttivo. Rispetto al piano precedente, sono stati sviluppati in modo specifico gli ambiti riguardanti l’Urbanistica e l’Edilizia, a cui in PNA 2016 dedica un intero capitolo di approfondimento.

Sono ritenute aree a rischio di corruzione tutti i procedimenti di acquisizione e progressione del personale, affidamento di lavori, urbanistica ed edilizia. Infine, un controllo particolare deve riguardare l’irrogazione delle sanzioni per violazione del Codice della Strada, processi di competenza della Polizia Locale, gestione inventario, alienazione beni del patrimonio, pagamenti.

Fra i Settori maggiormente a rischio, valutati con indice numerico, figurano i processi di pianificazione generale dell’urbanistica (10,42) e quelli di pianificazione attuativa (9,58), Assegnazione/concessione di Beni comunali ad Associazioni iscritte nel Registro comunale (9,17), Affidamenti diretti (9,00). Il rischio minore è associato alla Gestione dell’inventario comunale (3,50), alla Gestione economica del personale (4,88) e alla formazione delle graduatorie per l’asilo nido (5,00).

Fra le azioni indicate per la riduzione dei rischi ed inserite nel Piano triennale figurano in particolare sette tipologie di intervento:

  1. mappatura di tutti i processi amministrativi;

  2. valutazione del rischio mediante l’applicazione della metodologia approvata a suo tempo dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche e riconfermata dall’ANAC nel Piano Nazionale Anticorruzione 2016;

  3. precisa indicazione per ogni processo delle misure necessarie a ridurre i rischi di corruzione;

  4. coinvolgimento dei dirigenti e dei funzionari dell’ente nell’attività di mappatura dei processi, di valutazione dei rischi e di individuazione delle misure di riduzione degli stessi;

  5. inserimento delle misure previste in materia di trasparenza fra gli obiettivi del Piano esecutivo di gestione (PEG);

  6. pubblicazione del Piano della prevenzione della corruzione e del Piano per la trasparenza sul sito web istituzionale, con l’invito a chiunque fosse interessato a presentare osservazioni e proposte in merito;

  7. monitoraggio periodico dell’attuazione delle misure adottate e dei dati, delle informazioni e dei documenti pubblicati nella sezione “Amministrazione trasparente”;

    Nel Piano redatto dal Comune di Lissone, un paragrafo riguarda in particolare il “Whistleblowing”, ovvero la tutela del dipendente pubblico che segnali illeciti; viene sottolineata la necessità che la segnalazione, ovvero la denuncia, sia “in buona fede”: la segnalazione deve essere quindi effettuata nell’interesse dell’integrità della Pubblica Amministrazione e non per esigenze individuali, finalizzata a promuovere l’etica e l’integrità nella pubblica amministrazione. Prevista inoltre la possibilità di “rotazione” del personale addetto alle aree a rischio, evitando che possano consolidarsi delle posizioni di esclusività della competenza tale da poter configurare situazioni di privilegio. 

    Alla realizzazione del Piano anti-corruzione concorrono quindi tutti i settori organizzativi dell’Amministrazione, sotto la direzione dei rispettivi dirigenti e del Segretario Generale, nominato dalla Giunta Comunale responsabile della prevenzione della corruzione.

    Anche per questo motivo, nell’ottica di favorire l’aggiornamento e la formazione dei dipendenti comunali, nel 2016 si è svolto il corso "Etica e legalità nella Pubblica Amministrazione: la prevenzione della corruzione ed il codice di comportamento” che ha coinvolto 174 dipendenti, erogato in modalità e-learning. Negli anni 2014 e 2015 la formazione in materia di prevenzione della corruzione aveva interessato dirigenti e funzionari.

    Lissone, 7 Febbraio 2017

 

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