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L’AGRICOLTURA NEL PARCO AGRICOLO NORD EST

Siamo quasi alla conclusione di un’annata agraria molto dura per le coltivazione tipiche dei nostri campi; una primavera molto calda seguita da un’estate torrida, inframmezzata da pochi violenti temporali. Quasi l’80% della superficie del Parco è occupata da campi coltivati, le aziende agricole che coltivano i campi nel Parco sono alcune centinaia, il paesaggio agricolo spazia dalla coltura arida della fascia collinare a nord fino alla irrigua pianura a sud del Canale Villoresi, a ridosso della Martesana. Il Parco Agricolo Nord Est prosegue la tradizione iniziata dai suoi predecessori Molgora e Rio Vallone, una costante azione di affiancamento e supporto agli agricoltori, almeno di quelli che hanno voglia di collaborare con il Parco. Per Andrea Pirovano, Consigliere del CdA del Parco con delega all’agricoltura “Il Parco Agricolo Nord Est persegue l’idea di un territorio, il nostro, frutto del costante lavoro dell’uomo, della presenza tradizionale del contadino che ha plasmato il nostro ambiente e la nostra cultura. Ma come in ogni impresa bisogna sapersi innovare. I mutamenti climatici sono all’ordine del giorno, il mercato e la società sono in rapida evoluzione, a queste sfide il modo agricolo deve saper dare delle risposte”. Con il progetto 3 Parchi in Filiera (www.treparchinfiliera.it) i parchi del Vimercatese hanno provato a dare delle risposte alla commercializzazione diretta di beni e servizi, fino a istituire due marchi specifici che caratterizzano i prodotti del nostro territorio. Con l’apertura di uno sportello informativo e progettuale nell’ambito del progetto LIFE IP Gestire 2020 di Regione Lombardia, il Parco Agricolo Nord Est ha messo a disposizione di tutti i conduttori di fondi agricoli un punto informativo sulle possibilità offerta dal Programma Sviluppo Rurale comunitario, e laddove gli interventi siano di pregio ambientale, anche un accompagnamento gratuito alla predisposizione delle domande di contributo. Per tutte le informazioni si può inviare una mail a: gestire2020@parcoagricolonordest.it. Ma questo non sembra bastare, allora il Parco si stà adoperando nel costruire un Piano d’Area nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale, una sorta di contenitore che accolga nel suo interno diverse proposte progettuali di singoli imprenditori agricoli. Sempre Pirovano “Il mondo agricolo è caratterizzato da una forte resistenza al cambiamento, ma è una forma di tradizionalismo che spesso nasconde una non capacità  di evolversi e di adattarsi al mondo che cambia; purtroppo il mondo cambia anche se noi non lo vogliamo e il rischio di essere tagliati fuori è molto alto. Spesso siamo portati a considerare l’agricoltura marginale quella fatta in montagna, dove i limiti orografici costituiscono un grave impedimento alla coltivazione, ma anche l’agricoltura peri-urbana è fortemente marginale, soprattutto sul piano sociale. I nostri agricoltori devono imparare a vedersi come erogatori di servizi prima che come produttori di beni, sapendo che produrre certi beni in un determinato modo e mantenendo un determinato paesaggio è comunque fornire un servizio, e che può essere retribuito. Da questo punto di vista gli agriturismo sono un esempio eclatante, ma anche i sempre più numerosi spacci aziendali km0 o le fattorie didattiche.” Il Parco si pone l’obiettivo di una politica attiva che coinvolga e indirizzi il mondo agricolo verso un’agricoltura erogatrice di servizi, per questo stiamo preparando un progetto integrato d’area che raccolga in un unico progetto tutte le azioni che il mondo agricolo intende portare avanti nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale, laddove fosse approvato dalla Regione ci sarebbero dei benefici in termini di graduatoria per le singole operazioni.

 

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