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Con gli incarichi al ribasso non si va molto lontano

Il Consorzio Villa Reale e Parco di Monza ha pubblicato un bando di “Indagine di mercato per affidamento servizio di assistenza al RUP nella gestione della manutenzione dei Giardini Reali”.

L’Ente intende conoscere, attraverso il bando, le disponibilità di professionisti dottori agronomi o dottori forestali abilitati per mettere a gara un incarico di consulenza tecnica di durata triennale nella gestione della manutenzione dei Giardini Reali.

I candidati devono fornire una prestazione articolata e di grande responsabilità con una presenza minima di 20 ore settimanali a fronte di un compenso annuo € 13.000,00 (IVA esclusa).

Il conto è presto fatto: 1040 ore di servizio all’anno vengono compensate a 12,50 €/ora lorde.

A carico del professionista sono tutti gli oneri inerenti la sua prestazione professionale quali assicurazione, obbligo della formazione, contributi previdenziali,  spese di trasferimento, uso del mezzo proprio, spese di studio, ecc.

La formula dell’indagine di mercato è stata scelta per evitare l’obbligo di conferimento dell’incarico qualora sopraggiungano motivi ostativi o il candidato aggiudicatario non riscuota la fiducia del committente. L’affidamento è al massimo ribasso, quindi non contano curriculum e precedenti esperienze, non servono attestazioni di comprovata esperienza professionale. Bisogna spendere il meno possibile.

Mentre si discute a livello parlamentare di qualificare le prestazioni professionali, di riconoscere un equo compenso agli avvocati e a tutte le altre categorie professionali, il Consorzio di Monza, per un incarico di grande responsabilità e per il quale sono richieste competenze non comuni trattandosi dei Giardini Reali con i suoi annosi e irrisolti problemi, affida l’incarico con le stesse modalità con cui si affida un normale servizio di pulizia o di prestazione di servizi routinari.

Anche il Comitato per il verde pubblico costituito a livello ministeriale per l’attuazione della L. 10/2013, in una delle sue relazioni annuali, suggerisce di cessare la pratica dell’affidamento della manutenzione del verde con la pratica del massimo ribasso, che ha mostrato i suoi limiti nel corso degli anni, ma di utilizzare l’affidamento in base alla offerta economicamente più conveniente, per la cui valutazione, oltre al prezzo ,entrano in gioco altri parametri quali la qualità, le precedenti esperienze, la capacità organizzativa, la dotazione strumentale, ecc.

Trattandosi di un bene tutelato e vincolato - a maggiore ragione - dovrebbero aumentare le attenzioni e gli approfondimenti nell’affidamento di un incarico per cui sarebbe necessario, in primis, garantire l’alta professionalità invece che il basso costo.

Per di più il Committente si assume, con una simile selezione, gravi responsabilità “in eligendo” nel caso si verificassero danni a persone o cose conseguenti attività esercitata dalla persona incaricata.

Come già è accaduto nel 2016, con un bando analogo di durata annuale, i partecipanti all’indagine hanno offerto sconti superiori al 30% confermando da un lato la disponibilità di giovani professionisti ad operare pur in ristrettezze e con compensi da fame, dall’altro l’incapacità del committente di svincolarsi da questa assurda corsa al ribasso che non può certo chiamare al confronto professionisti preparati, competenti, dotati di esperienze commisurate all’importanza del sito e alla complessità dei problemi.

Proprio nei giorni in cui viene annunciata una cascata di milioni di euro stanziati da Regione Lombardia per i lavori futuri di riqualificazione dei giardini reali, della villa e del parco, il Consorzio cerca professionisti all’altezza di un compito così impegnativo proponendo un compenso paragonabile a quello di una badante, pur tenendo nella massima considerazione il delicato compito di una badante. Un ulteriore confronto può avvenire con il listino Assoverde per il 2017: in base al C.C.N.L. OPERAI AGRICOLI E FLOROVIVAISTI (2014 - 2017), il costo orario della sola manodopera di un giardiniere “specializzato super” corrisponde a € 33,53.

Povero Parco! Poveri Giardini!

La proclamata volontà di riqualificare, migliorare, ristrutturare, riportare in auge, rilanciare a livello internazionale, attrarre visitatori, si infrangono contro la decisione operativa di una gara al ribasso, dequalificante per chi la propone e per chi vi partecipa.

Anziché predisporre e attivare una struttura operativa qualificata in grado di dare continuità alla cura del parco e dei Giardini e raccogliere la sfida del cambio di passo e del rinnovamento, si prosegue la gestione di basso profilo con un incarico a termine, generico e mal pagato.

La qualifica del ruolo non sempre è legata alla retribuzione, ma certamente non si può parlare di un compenso adeguato per un compito che prevede l’inserimento del professionista in una struttura in cui non esiste un dirigente competente in materia di gestione e progettazione del verde, non esiste una struttura operativa dedicata a queste mansioni dotata di tecnici intermedi e di forza lavoro adeguata.

I più spregiudicati saranno indotti a pensare che non sia la qualità della prestazione ad interessare il committente, ma che il bando serva a creare un posatoio per qualche “cuculo” rimasto senza nido e da sistemare.

Non rimane che augurare lunga vita al Parco e breve vita al suo Consorzio di Gestione che, in linea con il quinquennio trascorso, dimostra di muoversi, per quanto attiene la parte vegetale del complesso, entro orizzonti limitati.

15 12 2017                                                                                                        

Un gruppo di professionisti dottori agronomi e dottori forestali

Gainpietro Bara, Martino Bisaccia, Giorgio Buizza, Ambrogio Cantù, Marco Goldoni,Francesca Oggionni, Giovanni Sala,

 

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