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Vorrei | Rivista non profit


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Piano triennale anti-corruzione, l’Amministrazione Comunale in prima linea per controllo e trasparenza

Massima attenzione ai settori dell’urbanistica, dei lavori pubblici e dell’edilizia, dove il Piano Nazionale Anticorruzione in vigore prevede specifici approfondimenti nell’ambito del “Governo del Territorio”, con “riferimento ai processi che regolano la tutela, l’uso e la trasformazione del territorio”. Costante monitoraggio delle principali aree di rischio già indicate nel Piano precedente, che riguardano in particolare acquisizione e progressione del personale, e contratti pubblici.

Sono questi alcuni degli obiettivi strategici previsti all’interno del “Piano triennale di prevenzione della corruzione 2018-2019-2020", approvato dalla Giunta Comunale e nel quale è contenuta la valutazione del rischio di esposizione a fenomeni corruttivi di aree e processi amministrativi, effettuata secondo metodologia fissata dall’Associazione nazionale anti-corruzione (ANAC).

In aggiunta al Piano dello scorso anno, nella mappatura dei rischi e dei processi sono state aggiunte specifiche colonne riguardanti le responsabilità dei dirigenti e le tempistiche di attuazione per ogni singola azione.

Il Piano, a livello operativo, indica le azioni necessarie alla riduzione dei rischi e comprende le misure in materia di trasparenza. Fra le aree a rischio, sono individuate quelle relative allo svolgimento di attività di gestione delle entrate, delle spese e del patrimonio, controlli, verifiche, ispezioni e sanzioni, incarichi e nomine, affari legali e contenzioso.

Il Piano richiama ai compiti di controllo e monitoraggio da parte del Responsabile della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT), il nuovo Segretario comunale dottoressa Pierluisa Vimercati; sono inoltre ulteriormente specificati rispetto al precedente i compiti di dirigenti e dipendenti e l’importanza della formazione atta a prevenire il rischio di corruzione; già introdotto lo scorso anno, un paragrafo riguarda specificamente il “Whistleblowing”, ovvero la tutela del dipendente pubblico che segnali illeciti. Inoltre, sono richiamati i criteri di rotazione del personale a maggior rischio “corruzione” con l’individuazione dei settori maggiormente esposti al rischio di pressioni esterne.   

Fra i Settori maggiormente a rischio, valutati con indice numerico, figurano i processi di pianificazione generale dell’urbanistica (10,42) e quelli di pianificazione attuativa (9,58), Assegnazione/concessione di Beni comunali ad Associazioni iscritte nel Registro comunale (9,17), Affidamenti diretti (9,00), Banche dati e informative di verbali di contestazione (8,71), Costituzione in giudizio (8,63), Procedure Negoziate (8,63), Effettuazione pagamenti (8,63), Assegnazione alloggi ERP (8,25), Rilascio e controllo dei titoli abitativi edilizi (7,88). Il livello di rischio rientra per tutti questi settori nella categoria media, perché inferiore al valore 12 che determina l’allerta.

Alla realizzazione del Piano anti-corruzione concorrono quindi tutti i settori organizzativi dell’Amministrazione, sotto la direzione dei rispettivi Dirigenti e del Segretario Generale, nominato dalla Giunta Comunale responsabile della prevenzione della corruzione. Nel Piano è contenuto uno specifico richiamo agli obblighi di pubblicazione nella sezione Amministrazione trasparente del sito internet istituzionale.

Lissone, 7 Febbraio 2018