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Abbiamo appreso dai giornali locali, e ieri da un comunicato FINALMENTE firmato, che un gruppetto di delegati, eletti nelle liste della Fiom CGIL in St Microelectronics, ha dichiarato di aderire al sindacato USB. Abbiamo altresì appreso che in data odierna è stata convocata una conferenza stampa.

Questo avvenimento può essere annoverato nell’ordinario cambio di casacca. Questo cambio ci dispiace, ma non ci sconvolge.

Vorremmo sommessamente ricordare che la RSU della ST Microelectronics è composta da 39 componenti, 23 dei quali della Fiom.

Nonostante questa scelta, in STm la Fiom mantiene la maggioranza nella RSU e il maggior numero di iscritte e iscritti.

Il Segretario Generale della CGIL di Monza e Brianza Maurizio Laini ha dichiarato: ”Ciò che tuttavia non ci convince, anzi ci rammarica, è che il cambio di casacca venga effettuato con un metodo del tutto non condivisibile, e adducendo motivazioni fragili, al limite della pretestuosità.”

Come mai questo gruppetto di delegati ha lavorato nell’ombra e non ha, a viso aperto, posto le questioni di merito agli altri componenti del gruppo Fiom e agli altri 32 delegati?

Come mai questo gruppetto di delegati non ha disdetto la tessera, chiedendolo invece ad altri colleghi?

Come mai da mesi i membri di questo gruppetto hanno latitato alle riunioni, rallentando oggettivamente il lavoro delle RSU, adducendo le più disparate motivazioni, e tacendo sulla motivazione reale?

La Fiom Cgil e i suoi delegati non hanno paura del confronto.

Non è credibile uscire da un’organizzazione a causa del proprio dissenso sul CCNL, quando il contratto è quasi scaduto, e dopo la sua intera vigenza. Non si può dimenticare che il contratto nazionale è stato, come rivendicava la Fiom CGIL, sottoposto al voto delle lavoratrici e dei lavoratori. Si tratta di una motivazione avanzata FUORI TEMPO MASSIMO.

Il Segretario Generale della CGIL MB Maurizio Laini ha altresì dichiarato che ”non è credibile addurre a motivazione del passaggio ad altro sindacato la propria contrarietà al fondo sanitario integrativo, quando in Stm il fondo è presente da 15 anni. Non è credibile questa motivazione nel momento in cui abbiamo chiesto il raddoppio della quota del fondo sanitario a carico dell’azienda”.

Le obiezioni poste da questo gruppetto non reggono alla prova dei fatti e il metodo è scorretto e sbagliato.

La Fiom e la CGIL sono al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori della ST Microelectronics, e di tutte le aziende del territorio come la Micron, la Nokia, la Panem, la KFlex.

Cosimo Ciminellidelegato della ST Microelectronis ha aggiunto: “La maggioranza delle Delegate e dei  Delegati in Stm non condividono questa scelta e continueranno a lavorare con costanza e responsabilità nel solo interesse delle colleghe e dei colleghi, al fine di migliorare le condizioni di lavoro e salariali. Il resto sono solo chiacchiere.”

Monza, 23 marzo 2018

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