Vorrei | Rivista non profit

Dal 2008 rivista non profit di cultura, ambiente e politica. Senza pubblicità.

Comunicati stampa

Attenzione. I materiali pubblicati in questa pagina non sono prodotti da Vorrei.
Vengono pubblicati su richiesta dei mittenti i quali se ne assumono ogni resposabilità.
Inviate i vostri comunicati a: info@vorrei.org

Print Friendly, PDF & Email

Il crollo del pilastro di villa Mirabello e le responsabilità del Consorzio

 Il pilastro crollato a seguito dell’avventata manovra del conducente del veicolo, è simbolicamente esplicativo della attuale incapacità del Consorzio di validamente esercitare i poteri di controllo e di prevenzione volti a mantenere l’integrità e  l’efficienza funzionale del patrimonio culturale all’interno del Parco, di cui è responsabile assieme alla Soprintendenza.

Non può esimersi il Consorzio dall’assunzione di tale responsabilità nei confronti della cittadini, chiamando in causa l’imprevedibilità e la fatalità dell’evento.

Perché non sono state prese misure adeguate volte a evitare tale rischio?

Perché quella autovettura, che non risulta neppure trasportasse attrezzature o materiale, ha potuto transitare per il viottolo della Villa Mirabello e non invece essere parcheggiata nell’area apposita?

Qual è il motivo che giustificava il permesso di circolazione nell’area?

 La tutela prevista dal codice dei beni culturali e del paesaggio (Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) è diretta a riconoscere, proteggere e conservare il nostro patrimonio culturale affinché possa essere offerto alla conoscenza e al godimento di tutti.

Impone che i detentori di beni appartenenti al patrimonio culturale, persino privati, siano tenuti a garantirne la conservazione prendendo le opportune misure di prevenzione (intese come limitazione delle situazioni di rischio connesse al bene culturale nel suo contesto).

Invece la superficialità, la deresponsabilizzazione e la spregiudicatezza hanno consentito che un glorioso pilastro seicentesco, resistito alle guerre napoleoniche e a due conflitti mondiali crollasse sospinto solo dalla noncuranza.

E non si dica: tanto lo ricostruiamo. Certo si rimetteranno i mattoni al loro posto ma la ferita al rispetto della storia e della cultura rimarrà aperta.

Esigiamo che la Soprintendenza e il Consorzio si assumano in prima persona la piena e diretta responsabilità di una tutela severa, adeguata al valore del bene.

Contiamo che le autorità preposte, a cui ci rivolgeremo, prendano i giusti e rigorosi provvedimenti.

Comitato Parco

Monza, 29 marzo 2018.

Su Vorrei.org utilizziamo i cookie perché ci aiutano a migliorare la rivista. Se continui a leggere dichiari di aver capito. Va bene?