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Venerdì 25 maggio 2018 dalle ore 9, presidio davanti al Tribunale di Monza in Via Vittorio Emanuele.

SI AL RINVIO A GIUDIZIO!

Tornano in piazza gli ex dipendenti chiedendo che chi ha causato il disastro in Bames e SEM sia rinviato a giudizio e chi ha avuto responsabilità paghi!

Venerdì 25 maggio si tiene l'udienza davanti al Giudice per le indagini preliminari per discutere del rinvio a giudizio dei 10 indagati di bancarotta fraudolenta e della distrazione di beni e risorse economiche che dovevano essere destinate alla re-industrializzazione, il presidio ha lo scopo di richiamare nuovamente l'attenzione su quanto è avvenuto e sulla situazione di lavoratrici e lavoratori che hanno perso il lavoro a causa di questi motivi. Auspichiamo che ci sia il rinvio a giudizio ed un processo che accerti tutte le responsabilità nei confronti di chi ha portato al fallimento queste aziende creando enormi problemi economici e sociali agli ex dipendenti, chi ha commesso illeciti paghi per quello che ha fatto anche se questo non cancellerà tutti i danni e i torti subiti dalle persone che lavoravano in queste aziende e che sono state coinvolte drammaticamente in questa situazione.

Ed è per questi motivi che è intenzione delle OO. SS. Fim Cisl e Fiom Cgil di costituirsi come parte civile nel procedimento e assieme loro un gruppo di lavoratori, i dettagli di questa decisione saranno illustrati venerdì durante il presidio, ai legali del sindacato incaricati di predisporre gli atti, sono state illustrate le nostre motivazioni ed in particolare tutti i fatti di questa lunga e tortuosa vicenda che hanno portato al fallimento delle due società, è stato fornito loro anche lo studio di cui parliamo più avanti.

Non va dimenticato che come Fim Cisl, Fiom Cgil, RSU, lavoratrici e lavoratori avevamo a suo tempo presentato istanza di fallimento per le due società con l’obiettivo di esautorare la famiglia Bartolini e il gruppo dirigente dalla gestione fallimentare delle aziende e le indagini hanno evidenziato che c’era dell’altro.

Nel 2010 avevamo commissionato un’analisi dei bilanci a una società specialistica che ha svolto una ricerca sulle attività fatte da Bartolini Progetti e dalle società a essa collegate per comprendere meglio quanto stava avvenendo allora.

L’analisi ha realizzato uno studio dal titolo sicuramente emblematico: ”il saccheggio di Bames, Quattro anni di giochi finanziari sulle spalle dei lavoratori” a cui è seguito un convegno pubblico il 25 febbraio 2011 con la diffusione a più livelli della sintesi della ricerca.

Il testo completo di questa ricerca è stata messa a disposizione sia della curatela di Bames che della Procura della Repubblica di Monza per tutte le loro necessità.

I dubbi sul ruolo di Bartolini Progetti sono stati denunciati da Fim e Fiom sin dalla sua comparsa in questa vicenda ed in particolare dopo l’acquisizione delle quote di Celestica Italia che avevamo contestato fortemente perché veniva stravolto il senso della re-industrializzazione prevista nel Protocollo Istituzionale firmato dalle parti in Regione Lombardia il 2 agosto 2006.

Questi dubbi sono stati anche formalizzati richiedendo un incontro con una lettera inviata il 3 ottobre 2006 dove chiedevamo, poco ascoltati, chiarimenti in merito a tale operazione e visto come sono andate le cose, i fatti ci confermano che purtroppo avevamo visto giusto sin da allora.

Per memoria, riportiamo il contenuto di quella lettera di allora:

 “Con la presente, siamo a richiedere, così come previsto nel protocollo del 2 agosto scorso, una riunione urgente di verifica della situazione in merito alla re-industrializzazione del sito di Celestica Italia di Vimercate.

Gli accadimenti degli ultimi giorni, di cui vi abbiamo sempre informati con i nostri comunicati, stanno destando forte preoccupazione da parte sindacale e della RSU di Celestica e SEM, in particolare l’annuncio, dato verbalmente nei giorni scorsi, dell’acquisizione delle quote societarie di Celestica Italia e di SEM, da parte della società Bartolini Progetti S.p.A.

Acquisizione questa, avvenuta senza la presentazione di un piano industriale scritto alle Organizzazioni Sindacali e alle RSU e di conseguenza senza la necessaria condivisione tramite un accordo sindacale del piano stesso, inoltre, per quanto dichiarato dalla stessa dirigenza di Celestica, senza nemmeno aver consolidato gli accordi commerciali tra le tre aziende (Bartolini Progetti, Digital Television, Telit Comunications) interessate alla re-industrializzazione del sito di Celestica.

Da subito come sindacato e RSU, abbiamo giudicato negativamente questo atto unilaterale, rispetto a quanto sottoscritto nel protocollo d’intesa del 2 agosto scorso al tavolo istituzionale tra tutte le parti, e che si sviluppava all’interno di un progetto complessivo tra le tre società con il coinvolgimento di tutti.

C’è molta preoccupazione dietro questa operazione, anche perché non riusciamo a comprendere quale logica segua per il processo di re-industrializzazione.

Ci sono poi altri comportamenti della società Celestica che ci fanno preoccupare ulteriormente e che come sindacato e RSU stiamo contrastando anche con azioni di lotta.

A fronte di questi atteggiamenti non chiari e che giudichiamo arroganti, riteniamo come Fim, Fiom e RSU, indispensabile attivare un incontro urgente presso il tavolo istituzionale in sede di Regione Lombardia per portare i dovuti chiarimenti, necessari per il proseguo delle discussioni sulla re-industrializzazione in un contesto più sereno e soprattutto più trasparente per quanto ci riguarda.”

La vicenda della ex IBM, ex Celestica, ex Bames ex SEM continua ad avere una ferita aperta e non è per niente conclusa, oggi alcuni ex dipendenti (si stimano circa 80 persone) sono senza nessun reddito. La loro è una storia conosciuta, erano i dipendenti della multinazionale IBM di Vimercate, nel 2000 sono stati scorporati e ceduti alla canadese Celestica e nel 2006 lo stabilimento (con gli 860 dipendenti rimasti) è stato acquisito da Bartolini Progetti. Da quel momento è iniziata la loro drammatica vicenda lavorativa che, dopo diversi anni di piani industriali volutamente disattesi e dopo parecchi anni di Cassa Integrazione, ha visto nell’autunno del  2013 il fallimento delle due aziende ed il licenziamento dei circa 480 lavoratori rimasti in quella data,

Ritornano in presidio gli ex dipendenti per non far dimenticare che ci sono ancora e che c’è a Vimercate un’area importante sottoutilizzata che deve essere rilanciata con forza! L'area rimane a vocazione industriale, così come sostenuto dall'ordine del giorno votato all'unanimità dal consiglio comunale di Vimercate il 15 marzo 2017, ma si sta sempre più svuotando ed è necessario fare di più e in fretta per rilanciarla e darle una prospettiva reale. Il tema del suo riutilizzo è uno degli aspetti che vogliamo ancora una volta evidenziare e lo facciamo rivolgendoci a tutto il mondo della Politica istituzionale (Locale, Provinciale, Regionale e Nazionale), per questo motivo chiediamo loro di essere presenti a questa iniziativa.

Vimercate 21 maggio 2018

 

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