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La lunga attesa in sanità.  Mobilitazione di CGIL-CISL -UIL MB 

“Saremo davanti all’ospedale di Carate, alla ex Montana di Lissone e al Corberi di Limbiate”. Questi i primi appuntamenti organizzati da CGIL, CISL e UIL di Monza e Brianza per denunciare i rischi che corre la sanità in Lombardia e sul territorio provinciale.

Come già annunciato nei giorni scorsi i sindacati confederali, insieme alle categorie dei Pensionati e delle Funzioni Pubbliche hanno deciso di mobilitarsi a sostegno della piattaforma regionale “Agenda Sanità”.

“La sanità lombarda è cresciuta in qualità anche grazie all’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori che vi operano, alla loro passione e grande professionalità, ma il modello organizzativo consolidato nei due decenni passati conteneva limiti evidenti. La centralità degli ospedali nell’erogazione dei servizi ha progressivamente depotenziato i luoghi della prevenzione e dell’assistenza territoriali” afferma Walter Palvarini, segretario della CGIL. E prosegue: “il costante definanziamento del fondo sanitario nazionale e la cura Formigoni sono stati un mix perverso che obbliga oggi la Regione ad intervenire per garantire la sostenibilità del sistema sanitario, con poche risorse, gravi carenze di organico, bisogni che diventano più complessi.”

La risposta a questi problemi, vista fino ad ora, non pare adeguata a produrre le necessarie innovazioni.

Il ragionamento è condiviso e sostenuto da Mirco Scaccabarozzi, segretario della CISL Monza Brianza e Lecco che continua: “leggiamo alcune dichiarazioni sui giornali e assistiamo ad un dibattito sulla situazione della sanità in Brianza che non ci convincono affatto. Il modello disegnato dalla legge regionale 23/2015 è ancora troppo ospedalocentrico e la discussione rischia di rispondere a logiche di campanile. Noi guardiamo ai servizi in una dimensione provinciale e pensiamo che sia ancora carente la programmazione dei servizi fatta fino ad ora.”

“Ribadiamo quanto abbiamo già detto: i Presidi sociosanitari territoriali e i Presidi ospedalieri territoriali (PreSST e POT) previsti in modo sperimentale dalla LR. 23/2015 sono sorti in realtà senza un’azione coordinata e senza una chiara definizione di ruoli, compiti, aree territoriali di riferimento, figure professionali necessarie e soprattutto risorse disponibili” prosegue Rina Del Pero, Segretaria provinciale della UIL.

Netto il giudizio di Maria Nella Cazzaniga e di Giuseppe Saronni, a nome dei sindacati pensionati di CGIL, CISL e UIL, sulla situazione della cosiddetta “presa in carico” dei pazienti cronici che si è risolta con un sostanziale fallimento delle scelte regionali, come testimoniano i numeri assai ridotti dell’adesione al nuovo sistema.

Tempi di attesa incredibili per visite specialistiche, esami diagnostici, interventi chirurgici e per l’accesso nei Pronto Soccorso, necessità di percorsi di cura dei pazienti post e subacuti, servizi di domiciliazione delle cure, rafforzamento del sistema dei consultori, piena applicazione della legge 194, potenziamento dei CPS (centri psicosociali territoriali) e delle realtà riabilitative che si occupano di salute mentale, di dipendenze e di neuropsichiatria infantile, nuove complessità che necessitano una risposta integrata da parte del sistema sanitario, dei servizi sociosanitari e sociali e quindi un ruolo importante dei Comuni: la lista dei sindacalisti sulle difficoltà della sanità sembra non finire mai.

Anche la loro mobilitazione proseguirà, assicurano, con altri appuntamenti, per coinvolgere cittadini e lavoratori della sanità per una battaglia che non può che essere comune.

Primo appuntamento la mattina di lunedì 19 novembre (dalle 9 alle 11) davanti all’ospedale di Carate Brianza per sottolineare la pesante carenza di personale, in particolare specialisti in pediatria, per una struttura che è nota e apprezzata proprio in questo campo.