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Riforma del codice della strada: priorità per l’utenza non motorizzata.

Alle audizioni informative di questa settimana in Commissione Lavori Pubblici al Senato, FIAB ha presentato osservazioni, contributi e proposte al DDL 1638 in discussione.

Milano, 24 luglio 2015 – Grande interesse da parte dell’8^ Commissione Lavori Pubblici in Senato per le osservazioni e i contributi presentati da FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta durante le audizioni informative di questa settimana, che hanno segnato la ripresa dell'esame del Disegno di Legge n. 1638 - Riforma del codice della strada. Racchiusi in un articolato documento1 , i contributi di FIAB al Disegno di Legge in esame, di cui la Federazione condivide spirito e impostazione, mettono in evidenza l’importanza di affrontare i temi della sicurezza stradale per l’utenza vulnerabile e, in particolare, per quella non motorizzata e per gli ambiti urbani, con un’attenzione, non certo secondaria, alle esigenze di sviluppo di una mobilità sostenibile. Il principio di base delle proposte FIAB è quello di incentivare l’uso della bicicletta quale efficace contrasto all’incidentalità. Per quanto possa sembrare paradossale i dati mostrano una chiara correlazione tra il numero delle bici circolanti e la riduzione dell’incidentalità che, a sua volta, porta a un ulteriore aumento dei ciclisti. L’uso condiviso della strada genera maggiore attenzione da parte di tutti gli utenti e un conseguente miglioramento della qualità della vita nelle città e di tutto il sistema della mobilità urbana. Tra i capisaldi imprescindibili che, secondo FIAB, devono essere presenti in una riforma del codice della strada ecco dunque una serie d’interventi volti proprio ad aumentare l’uso della bici in totale sicurezza, come l’introduzione di Zone 30 - che devono divenire uno standard già in fase di progettazione delle aree urbane - il doppio senso ciclabile nelle zone con velocità massima inferiore a 50 km/h, il contrasto al furto, la non obbligatorietà del casco (utile solo negli incidenti meno critici, ossia l’8% dei casi, quando un ciclista cade da solo andando al massimo a 20/25 km/h, ma che non protegge per il 92% degli incidenti indotti e la cui obbligatorietà disincentiva l’uso della bici). E, ancora, l'introduzione di norme specifiche sulle bici elettriche e la predisposizione di una segnaletica ciclistica dedicata unificata. Ai relatori FIAB Edoardo Galatola (responsabile sicurezza e ufficio legislativo), Enrico Chiarini (membro Consiglio Nazionale e responsabile area tecnica) e Valerio Montieri (gruppo tecnico) la Commissione Lavori Pubblici del Senato ha esplicitamente chiesto di dettagliare per punti le proposte presentate - con un interesse anche per le osservazioni sulle segnalazioni semaforiche, sul problema della visibilità/incidentalità nelle grandi città e su quello della raccolta dei dati - per poterle introdurre direttamente nel testo di legge in discussione. “Con le audizioni di questa settimana sembra che i lavori dell’esame al decreto di riforma del codice della strada siano ripresi con grande lena, lasciando ben intendere la volontà di arrivare alle prime conclusioni già nelle prossime settimane – commenta Giulietta Pagliaccio presidente nazionale FIAB – Ci auguriamo, quindi, di poter condividere qualche bella novità molto presto, magari in occasione della Settimana Europea della Mobilità sostenibile in programma a settembre”.

 

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