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FESTA DELLA DONNA A TEATRO con

IL NOSTRO AMORE SCHIFO

 

Monza, 25 febbraio 2016. Martedì 8 marzo, per la Festa della Donna, al Teatro Binario 7 di Monza si parlerà d’amore con uno spettacolo insieme ironico e cinico sulla relazione tra uomo e donna. In scena Il nostro amore schifo, di e con Luciana Maniaci e Francesco d’Amore per la regia di Roberto Tarasco, produzione Nidodiragno. Per le donne biglietto speciale a € 12.

Il nostro amore schifo, che ad oggi ha toccato più di cento piazze teatrali, è un’indagine sull’amore e, più esattamente, il non amore vissuto da due giovani del nostro tempo, ingenui ma spietati, e letta come rito obbligatorio di passaggio all’età adulta.

La relazione tra i due protagonisti, che dura decenni, è condensata, sul palco, nel giro di un’ora nel tentativo di creare una guida illustrata sulla prima esperienza sentimentale vissuta in modo tragicomico. Ogni scena è un’istantanea della loro parabola esistenziale, ricca di alti e bassi, che si muove nel tempo e alterna momenti comici ad istanti surreali: il primo incontro, la crisi dei sette anni, il pranzo dai genitori, un funerale inaspettato, l’ombra di un tradimento, il matrimonio.

Un titolo dissacrante, come dissacrante è lo spettacolo che porta in scena la vita sentimentale di una coppia, dal primo incontro all’uscita di scena. Un testo reale, cinico e allo stesso tempo ironico che fa riflettere su cosa sia l’amore e il rapporto di coppia vissuto con le proprie gioie e dolori, celando una riflessione drammatica sulla fragilità dei rapporti umani.

 

RASSEGNA STAMPA

Una folata di novità e freschezza drammaturgica. Uno spettacolo intelligente, divertente e irriverente, cui non mancano momenti grotteschi di un cinismo misto a una comicità che può rinvenirsi in alcuni testi di Ayckbourn o Ionesco. Davvero bravi i due giovani protagonisti. Da quello che ho visto sono nate due stelle.

Gigi Giacobbe, Hystrio

Il nostro amore schifo è uno spettacolo minuto che ha nell’essenzialità espressiva la sua forza detonante, come un sibilante cortocircuito che infonde nell’apparente leggerezza il dubbio che si stia parlando di situazioni ben più complesse e sentimenti vittime di derive emozionali. La loro leggerezza, dunque, ha un valore di contrasto e si fa lancinante e astuta...

Simone Nebbia, Teatro e Critica

Si ride con immediatezza, mentre si intravede, nello svolgersi veloce delle scene, spesso buffe, acide, grottesche, un eccellente lavoro di ammiccamenti colti, una squisita mistura di divertita ferocia e malinconia. Un testo fresco, denso di un'ironia profonda, concreta, aspra. E bravi davvero i due interpreti.

Valeria Ottolenghi, La Gazzetta di Parma

LA COMPAGNIA | MANIACI D’AMORE

I Maniaci d’Amore sono due giovani autori e attori teatrali: Luciana Maniaci e Francesco d’Amore.

Si conoscono frequentando il Master in Tecniche della Narrazione della Scuola Holden di Torino, diretta da Alessandro Baricco.

Nel 2009 formano la loro Compagnia, basata su un connubio prettamente artistico, iniziando a lavorare in qualità di drammaturghi, attori e formatori, per più realtà torinesi: il Circolo dei Lettori, la Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani e la stessa Scuola Holden.

Il loro primo spettacolo Il nostro amore schifo nasce nel 2010 per volontà di Antonella Parigi ed è tutt'ora in tournée con all’attivo oltre cento piazze italiane.

Nel 2009 hanno portato in scena, insieme a Michele Di Mauro e Anita Caprioli, un testo teatrale dei fratelli Cohen, Quasi una serata, che ha debuttato al Teatro Carignano di Torino.

Nel 2011 il loro secondo progetto, Biografia della peste, è entrato nella Selezione Premio Scenario e ha vinto il Premio di Drammaturgia Il Centro del Discorso. Dallo spettacolo è stato tratto un film diretto da Andrea Tomaselli e Giuseppe Bisceglia e prodotto da Indyca Film.

Con Omega, soggetto per un film scritto a sei mani con Fabio Bonfanti sono arrivati in finale al Premio Solinas Idee per il Cinema 2013.

Nel 2014 hanno vinto il Premio Scenari Pagani come migliore realtà teatrale dell'anno e nel 2014 hanno debuttato al Teatro Gobetti di Torino con Morsi a vuoto, diretto da Filippo Renda, una coproduzione Festival delle Colline Torinesi e Festival Castel dei Mondi di Andria e definito dal critico del Corriere della Sera Franco Cordelli tra le “eccellenze” del teatro italiano.

Nel 2015 hanno portato, ancora al Festival delle Colline Torinesi, Blue Kafka, esito di un lungo corso tenuto alla Scuola Holden agli allievi del college Acting.

Nei primi mesi 2015 hanno vinto una menzione speciale al Premio Dante Cappelletti per uno studio preparatorio di uno spettacolo dal titolo La metà di zero e hanno visto pubblicata dalla casa editrice Editoria&Spettacolo la raccolta della prima parte della loro produzione drammaturgica, La Trilogia del Gioco (Il nostro amore schifo, Biografia della peste e Morsi a vuoto). A Novembre 2015 hanno firmato il loro primo radiodramma per Radio3 Rai, La casa non vuole.

A gennaio 2016 hanno debuttato con uno studio del loro nuovo spettacolo La crepanza al Teatro Stabile di Torino, a cui è legato il progetto #cronachedallafinedelmondo.

 

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