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Brillante operazione del Comando di Polizia locale di Lissone

Sfruttamento della prostituzione con l’aggravante della violenza e delle minacce e sfruttamento della condizione di clandestinità. Sono questi i reati contestati a Y.M., nata nel 1972 in Cina, regolarmente presente sul territorio italiano, a conclusione di una brillante indagine di polizia giudiziaria condotta dal Comando di Polizia locale di Lissone con il supporto della Squadra Investigativa del Commissariato della Polizia di Stato di Monza.

Y.M. è ora in stato di fermo nel carcere di San Vittore a Milano. Nel corso dell’operazione si è provveduto anche alla chiusura del centro benessere denominato “YaGe”, situato in via Gramsci a Lissone e gestito appunto dalla cinese.

L’operazione si è sviluppata a seguito dell’intervento di una pattuglia della Polizia locale di Lissone per un presunto investimento di pedone in via Gramsci, la cui dinamica invece ha fornito ulteriori e differenti elementi tali da accelerare il corso delle indagini. Sulla base degli accertamenti svolti si è verificato che l’evento non era stato accidentale e che L.W., ragazza di nazionalità cinese priva di titolo di soggiorno, era improvvisamente uscita dal centro benessere “YaGe” e si era buttata a terra nel tentativo di attirare attenzione verso di lei per chiedere aiuto. Trasportata al Pronto Soccorso dell’ospedale San Gerardo di Monza, ne risultava una prognosi di cinque giorni per varie contusioni.

In relazione alla dinamica dei fatti, la ragazza cinese inizialmente non intendeva fornire alcun dettaglio, da una parte a causa delle difficoltà  di comunicazione derivanti dalla totale mancanza di comprensione della lingua italiana, dall’altra invece per la paura sulle possibili ripercussioni e sull’incertezza legata al proprio futuro.

L’attività degli agenti della Locale, sulla scorta di accertamenti già eseguiti, si è subito rivolta alla protezione della possibile vittima di maltrattamenti facendole comprendere che se avesse collaborato alle indagini non sarebbe rimasta sola ma avrebbe avuto la possibilità di essere aiutata per lasciarsi alle spalle il proprio passato di violenze.

Col passare del tempo, anche grazie all’aiuto di intermediari, la giovane donna decideva di fidarsi iniziando a raccontare la propria triste storia, iniziata come spesso accade con la promessa di un lavoro decoroso in Italia il cui epilogo invece ha portato alla situazione di sfruttamento poi emersa.

Superate le barriere linguistiche attraverso un mediatore, la ragazza ha raccontato di subire da tempo pestaggi e percosse, dovute al suo rifiuto di esercitare l’attività di prostituzione con i clienti del Centro massaggi. Grazie alla celerità delle operazioni svolte dal personale della Polizia locale di Lissone con la totale collaborazione del Commissariato di Monza - il quale metteva a disposizione anche la propria struttura ai colleghi della “Locale” al fine di poter dare fin da subito efficacia all’attivazione del progetto di protezione anti-tratta - la giovane donna decideva di denunciare la propria aguzzina, venendo poi collocata in una struttura protetta individuata unitamente ai Servizi sociali del Comune di Lissone.

Dalle ulteriori attività di accertamento eseguite congiuntamente dai due Comandi, è stato possibile accertare come la sola attività del Centro sarebbe in realtà quella della prostituzione. Pertanto, a conclusione delle indagini, i Nuclei operativi della Polizia locale e della Polizia di Stato eseguivano il sequestro dei locali facendo scattare le manette alla titolare, la quale non aveva perso tempo nel trovare un’altra giovane vittima.

Lissone, 9 Maggio 2016

 

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