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Numeri al Femminile a Lissone : la popolazione femminile di Lissone ai Raggi X

Ci si sposa più tardi, si hanno figli ad età più avanzata e – fortunatamente - si muore sempre più in là negli anni. Un trend pressochè invariato da alcuni anni ma che, allo stesso tempo, sottolinea un paradosso per la società della velocità e dell’efficienza “in tempo reale”. Anche per Lissone è arrivato il momento di tirare le somme e la Città lo fa con la consueta edizione dei “Numeri al femminile”, un documento che contiene e riassume tutti i dati relativi alla popolazione femminile del Comune redatto grazie al prezioso lavoro del Settore Servizi Demografici con l’ausilio di una consulente esterna in Statistica. Il primo elemento che emerge dalle statistiche riguarda il numero complessivo della popolazione lissonese: 44.923 abitanti al 31 dicembre 2015, di cui 22939 sono femmine (51,1%). Degno di nota è il fatto che per la prima volta le fasce femminili più numerose sono quelle comprese tra i 40-49 e 50-59 anni, a differenza degli anni precedenti in cui la classe 30-39 superava numericamente la fascia 50-59. Le donne inoltre vivono più degli uomini, dunque la loro età media risulta maggiore di quella degli uomini. Questo succede sia tra le italiane che tra le straniere. Un dato confortante è rappresentato dall’allungamento della vita: considerando l’annualità 2015, ogni 100 donne sotto i 15 anni ce ne sono 135 oltre i 65. Per quanto concerne la nuzialità, per le donne italiane si è assistito ad un innalzamento dell’età media del matrimonio a 33 anni; ciò è spiegato in parte dal fenomeno delle convivenze, in parte dal fatto che i giovani d’oggi permangono sempre più tempo in famiglia a causa del prolungamento del percorso di formazione scolastica. Confrontando i dati si nota, invece, come la maggioranza delle straniere si sposa nella fascia d’età più giovane, tra i 18 e i 24 anni, (47,9%  contro al 9,1% delle italiane). Un dato rilevante è rappresentato dalla tendenza in costante rialzo di donne straniere che contraggono matrimonio oltre i 50 anni: la percentuale nel 2015 è superiore al 9%. Per quanto riguarda i dati sulla fecondità, è interessante notare come, considerando i soli primogeniti, a fronte di 10 bambini nati da donne con meno di 24 anni, oggi ben 19 hanno madri ultraquarantenni. Un elemento, questo, in netta contrapposizione rispetto alle donne straniere che, invece, hanno figli in età più giovane tra i 18 e i 24 anni (26% rispetto al 3,9% delle donne italiane) e nella fascia compresa tra i 25 e 29 anni (35,8% per le donne straniere e 21% per quelle italiane). Il numero medio di figli per la popolazione femminile italiana nel 2015 è di 1,47 ; il numero medio di figli per le straniere (2,44) è sempre più alto di quello registrato per le italiane. “Questi «ritardi» possono di volta in volta indicare una scelta oppure un disagio, una libertà o una mancanza di alternative - sottolinea l’assessore alla Demografia, Roberto Beretta - In una cultura che va sempre di fretta, il rallentamento di fronte a decisioni importanti come il matrimonio o la generazione rende evidenti forse una maggiore ponderatezza o preparazione, ma anche la difficoltà oggettiva ad accedere ad impegni per i quali il contesto non ha saputo fornire sufficienti o tempestivi aiuti”. Un elemento di curiosità riguarda i nomi delle nuove nate nel 2015: il nome femminile più utilizzato rimane sempre quello di Sofia (18 bambine sia nel 2014 e 2015), seguito nel 2015 da Emma (10) e Martina (9). Per i nomi femminili, tuttavia, pare esserci un ritorno al passato: stanno infatti tornando in uso Anna, Carlotta, Angelica e Letizia.

Lissone, 8 Giugno 2016