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Vorrei | Rivista non profit


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Monza Metropolitana: molte parole, ma zero fatti e sta per sfuggirci anche la Finanziaria 2017 (occhio sindaco Scanagatti, ti prendono in giro) Sul prolungamento della M5 sino a Monza, dentro la città fino a Ospedale e Villa Reale, dodici mesi di annunci e proclami arrivano oggi al culmine con la sigla del “Patto per Milano” tra Palazzo Marino e il Governo. Nel documento la M5 fino a Monza compare, ma è uno fra tanti (troppi) argomenti. In più, il “Patto per Milano”, per quanto interessante e positivo, non è nient’altro che un atto di indirizzo, cioè belle parole come quelle che vediamo da oltre 50 anni. Su “Patto per Milano” e Monza Metropolitana, facciamo invece il punto con una sana e utile concretezza. Le priorità. Il “Patto” parla di M4 e M5, e per la M5 di estenderla in due direzioni. Dentro la pubblica amministrazione di Milano, così come a noi risulta da diverse fonti e come è stato riportato più volte in luglio e agosto dai giornali, si torna a proporre con insistenza il prolungamento della M5 non verso Monza, ma verso Settimo Milanese, là dove ci sono aree a bassa densità abitativa che, per motivi tutti da capire, sono considerate così importanti da “richiedere” una linea metropolitana prima ancora dell’esistenza di una adeguata popolazione. Quali sono le priorità? Il “Patto” non le indica. I soldi. Il governo ha promesso a Milano fondi per un miliardo e mezzo in cinque anni. E’ meno di un decimo di quello che servirebbe per realizzare tutti i temi inseriti nel “Patto”. E’ poco più di due volte quello che occorre solo per portare la M5 sino alla Villa Reale di Monza. Il pre-progetto. Lo studio di fattibilità per il prolungamento della M5 a Monza era annunciato per il dicembre 2015, ma non si è ancora visto. Mancando questo documento basilare, è pura fantasia pensare che il Governo possa stanziare fondi per quest’opera. Di rinvio in rinvio, siamo arrivati a settembre 2016, sull’orlo del limite per poter ottenere dallo Stato stanziamenti nella prossima Finanziaria 2017. 

Significa che rischiamo concretamente uno slittamento al 2018, e stiamo parlando non della costruzione della linea, ma solo dell’avvio dell’iter amministrativo. Bettola non è Monza. Quanto detto sulla modestia dei fondi economici messi in gioco fa anche supporre che il prolungamento della M5 a Monza – quando si farà – possa essere diviso in due lotti da realizzare in tempi successivi. Sin dove arriverà la prima tratta? Leggiamo in continuazione di “Monza Bettola”, ma questa denominazione è un falso topografico. Bettola è Comune di Cinisello a sud della nostra città, e con la MM che arriva solo lì noi non avremmo nessun vantaggio per traffico, inquinamento e qualità del trasporto pubblico. Per parlare sensatamente di metrò a Monza occorre che la linea sia realizzata, già con il primo lotto, oltre Bettola fin dentro il capoluogo brianteo. Dice Isabella Tavazzi, portavoce dell’Associazione HQMonza: “Vediamo che il sindaco Scanagatti è entusiasta, e gli riconosciamo l’impegno per dare in futuro la metropolitana ai monzesi. Ma Scanagatti deve stare molto attento a non farsi prendere in giro. La melina sullo studio di fattibilità è un campanello d’allarme, e non è il solo. Anche tra i suoi alleati c’è chi lavora in tutt’altra direzione, pronto a dare l’ennesimo schiaffo alla nostra città”. Infine, sottolineiamo come la mancanza di un pre-progetto crei anche difficoltà per la valutazione, e per una pubblica trasparente condivisione, dell’itinerario previsto dentro Monza, sia in rapporto all’utenza potenziale del metrò, sia in relazione ad una logica di complessiva efficiente riorganizzazione del trasporto pubblico urbano.