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Attraversare confini: da una cultura all'altra, dal mondo di sopra a quello di sotto, da una costa all'altra della Basilicata. La quarta puntata della guida di Vorrei|Culture al Cinema sotto le stelle di Monza.

 

L'estate prosegue e succedono cose. Cose che non dovrebbero succedere, come la criminale inadeguatezza dell'organizzazione a Duisburg. Ma anche cose che fanno sperare, perfino in questo nostro Paese in debito di speranza. Il lancio della campagna per la cittadinanza dei migranti promossa dall'Arci, e inaugurata qualche giorno fa a Cecina è una di quelle. Viene da pensare che se ancora esiste un confine da attraversare, forse non è tanto quello tra civiltà e una qualche supposta barbarie, quanto – più immediatamente – quello tra indifferenza e interesse. Il bel film di Philippe Lioret, Welcome, proiettato giovedì 29 nel cortile della Ville Reale, nell'ambito della rassegna Cinema sotto le stelle, è una buona occasione per rilfettere su tutto questo. E' la storia di un ragazzo turco che decide di attraversare la Manica a nuoto, per raggiungere la Gran Bretagna e la sua promessa sposa, e dell'istruttore francese che si ritrova a insegnargli a nuotare. Una presa di posizione sulle politiche in materia di immigrazione della Francia sarkoziana, ma anche una riflessione sulla solitudine di una contemporaneità livida, fredda, amara. Se ne parla – con lucidità e sensibilità – anche qui.

Chi si troverà poi nel cortile della Villa venerdì 30 avrà l'occasione di attraversare un altro confine: un confine verticale e terrestre, questa volta. Oltre la tana del Bianconiglio, l'immaginazione di Tim Burton ricrea per la Disney un Paese delle Meraviglie che di meraviglioso – alla fin fine – ha ben poco. Dopo tutto, Alice non abita più qui: l'eroina bionda di Lewis Carroll si è trasformata in una paladina, fin troppo scettica, dell'individualismo liberale, ansiosa di liquidare i conti con le misere sopravvivenze di un'infanzia ingenua e sentimentale. E così anche Burton finisce mestamente triturato, costretto a stendere il proprio immaginario da outsider su un baraccone che segue altre logiche e osserva altre regole. C'è qualcosa di molto amaro, in questo film e nel suo fallimento: pochissima follia, molta necessità, un filo di pena.

Burton | Alice in Wonderland

Lo stilista Tom Ford sigla l'appuntamento di domenica 1 agosto con A Single Man, meditazione sulla morte e sulla solitudine di un uomo – Colin Firth, nei panni di un professore di letteratura nella Los Angeles degli anni Sessanta – costretto a far fronte alla scomparsa improvvisa del suo compagno. Un esordio manierato, estremamente curato nella fotografia e sostenuto da una regia efficace, un po' fredda ma nemmeno sciatta. Filone per signore, à la The Hours, per capirci. Che pure non era un brutto film, soprattutto se siete appassionati della Woolf. Ve la buttiamo lì.

Basilicata Coast to Coastmartedì 3 agosto – è un film che francamente non abbiamo visto. Debutto di Rocco Papaleo, si tratta di una commedia picaresca che si segnala per la presenza nel cast del cantautore Max Gazzé, che – a giudicare dal trailer – ha tutta l'aria di essersi divertito moltissimo. Non l'abbiamo visto, ma se ne è detto un gran bene e per una volta ci sentiamo di consigliarlo sulla fiducia.

Restiamo su queste note picaresche e chiudiamo in bellezza con Soul Kitchen, insolita prova comica del regista turco tedesco Fatih Akin. In piazza mercoledì 4, il film sceglie una Amburgo da tutto in una notte per raccontare – con un montaggio che rende difficile restarsene quieti sulla poltroncina - le vicende di una combriccola di strani personaggi. Tutto ruota intorno a un ristorante, dove un'umanità multietnica e squinternata è ridotta all'osso – nel senso migliore dell'espressione: come dicevamo anche qui, musica, cibo e sesso attraversano questa pellicola come un'onda, un movimento di corpi e culture che Moretti definirebbe (almeno, a noi piace pensare così) espanso e sudaticcio. Cibo per l'anima: la musica come il cinema. E l'estate continua.

 


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