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Vorrei | Rivista non profit


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Il Parco e la Villa Reale di Monza

Sommario del nuovo numero


Il tema di questo mese

Antonio Piemontese
Beghella Bartoli "Impensabile Monza senza il suo GP, è unico al mondo"

Giorgio Majoli
Lo scempio del Parco visto attraverso i Piani e gli Studi dei tecnici

Manuela Montalbano
Vittone "Il golf? 150 ettari riservati a un migliaio di persone"

Alfio Sironi
Villa Reale, un accordo fra Comune, Regione e Ministero

Gimmi Perego
Correale "È la Villa il simbolo di Monza, non l'Autodromo"

Giorgio Majoli
Quanto inquina un Gran Premio?

Gimmi Perego
Mostri di cemento nel Parco di Monza

Giorgio Majoli
Ambientalisti e autodromo "Quel rinnovo non s'ha da fare"

Antonio Cornacchia
Con quelle curve un po' così che abbiamo noi, a Monza

Video. La Villa Reale che verrà

E se facessimo un Festival culturale anche a Monza?

Alfio Sironi
L'esemplare recupero di Venaria Reale a Torino

Simone Camassa
Un business plan per la Villa del futuro

Giovanni Tagliabue
Fotogallery. Lo sguardo di Olga sul Parco

 

 

Gli altri articoli

Pino Timpani
Dorsale Verde, Molta+Brianza e la Pedemontana

Sabine Lederer
Fotogallery. Sabine Lederer "Alive" a Sesto San Giovanni


Le rubriche

NOVITÀ Nicola Landucci New York Stories
Sui tetti di Manhattan

NOVITÀ Greta Gandini BarçaMenando
Primi s/consigli

Adamo Calabrese La valigia dei libri
Tutte le donne del Signor Brughel

Pino Timpani Storie crude
Le cascine di Monza nei ricordi di Pietro

Sofia Marelli Wallsound
Lo strano matrimonio tra Kurt Cobain e i Sigur Ros: i Manetti

Ivan Commisso Anima migrante
Il peso del Sud, il peso del Nord

Marilena Chierico Le buone maniere
Il Milano Film Festival l'ha imbroccata

Giuseppe Civati Futilismi


Da tenere d'occhio ogni giorno
Il blog che vorrei

Da non dimenticare
Occupato, supplemento satirico

Le foto, lì dove non diversamente indicato,
sono di Massimiliano Giani, Giorgio Majoli,
Enrico Barilaro e Gimmi Perego.

 


S

e dici in giro per l'Italia "abito a Monza" quasi tutti diranno "ah, vicino l'autodromo!". È così. Piaccia o meno, il capoluogo della Brianza viene ricordato sempre e solo per il Gran Premio che una volta l'anno, nella prima metà di settembre, scombussola una tranquillissima cittadina portando decine di migliaia di persone sulle tribune e sui prati dell'Autodromo d'Italia.

Certo, qualche secchione che ti dice "Ah la città di Teodolinda" prima o poi lo troverai. Ma c'è poco da fare, a nessuno, o quasi, verranno in mente la Corona Ferrea, la Villa Reale, il Parco... Troppo forte l'immagine delle rosse che tagliano vittoriose il traguardo o troppo debole la valorizzazione e la promozione operata per tutto il resto?

La rivista che vorrei questo mese ha cercato di fotografare quella vasta area, il Parco cintato più grande d'Europa, di cui l'Autodromo è solo una parte, per molti ingombrante. Solo un tassello, come la reggia di Piermarini, i giardini, le cascine, le ville eccetera.

Ne abbiamo ripercorso le tappe storiche e le vicende amministrative, dalla nascita voluta dal casato asburgico fino al recente accordo fra Comune, Regione e Ministero che forse e finalmente porterà al recupero dell'edificio più importante della città. Abbiamo ascoltato le ragioni degli ambientalisti, quelli che denunciano i danni che la pista (e il Golf Club Milano) arrecano al Parco; quelli che protestano per la presenza di quei ruderi pericolanti, le sopraelevate, a cui però molti sono affezionati; quelli che ricorrono per gli ultimi rinnovi delle convenzioni: spropositate nella durata o inique nei canoni.

Abbiamo anche ascoltato il direttore dell'Autodromo e fatto due conti per capire quanto - in moneta sonante - la città e i dintorni intascano dal circo delle corse dei motori. Beghella Bartoli ci ha parlato dell'indotto che arriva sino a Milano, del prestigio internazionale che ricade sulla città, dell'enorme numero di spettatori che nell'arco dell'anno il circuito attira. Si parla di 500.000 spettatori. Ci permettiamo di dire che a fronte di queste cifre, allora, i 400.000 euro che alla fin fine arrivano direttamente nelle casse del Comune di Monza (ovvero la metà del canone, l'altra va a Milano) forse sono pochini per una location senza paragoni nel mondo e che, se ne arrivassero di più, si potrebbero curare meglio sia il Parco che la Villa. Che sono la parte che interessa ogni giorno tutta la città e la Brianza e non solo una fetta della cittadinanza, seppure grande e assolutamente rispettabile, cioè quella degli appassionati di motori.

Abbiamo pure provato ad immaginare come si potrebbe lavorare al recupero della Villa ed alla sua vita futura, con uno sguardo attento al progetto che ha vinto il concorso del 2004, all'esempio della Venaria Reale di Torino e alle parole di chi è stato incaricato di studiare un business plan.

In più siamo riusciti a presentarvi due interpretazioni visive di quella che per una parte, solo una parte, della sua vita è stata residenza dei Savoia: le fotografie di Olga Cazzaniga, nome d'arte di un duo di autori innamorati di quella strana, buffa, meravigliosa macchina fotografica che si chiama appunto Holga. E poi il video dell'animazione, il render, del progetto Carbonara; così da poter immaginare un futuro degno, per la Villa e per la città.

Infine, per fare la nostra parte, ci lanciamo in una proposta. Non sarà certo originale e tanto meno geniale, ma pensiamo che quella di organizzare un festival culturale a Monza sia una strada percorribile. Un festival legato alla Villa e al Parco su temi di qualità e di spessore, non un'altra sagra di paese come ce ne sono già. Non un rumoroso e inquinante motor show. Il tema? si apra la discussione e si decida fra i cittadini.

Potrebbe essere un'altra strada per portare lontano l'immagine di un territorio che non puzzi di benzina e pneumatici, ma che abbia la natura, il benessere e un futuro sostenibile come carrozzeria.

 


Daniele Silvestri "La paranza"