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"Quattro operai del settore metalmeccanico esasperati sono saliti sul tetto della società a Gerno di Lesmo per intensificare e purtroppo drammatizzare la protesta"

Riceviamo e pubblichiamo

Questa mattina a fronte del pesante atteggiamento di chiusura da parte di Yamaha Motor italia di affrontare con l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria la difficile situazione venutasi a creare con l'annunciato licenziamento di 66 lavoratori, quattro operai del settore metalmeccanico esasperati sono saliti sul tetto della società a Gerno di Lesmo per intensificare e purtroppo drammatizzare la protesta che con gli altri lavoratori in lotta stanno portando avanti da oltre un mese e mezzo.

La RSU di Yamaha Motor Italia ha subito indetto uno sciopero ad oltranza con la presenza di un presidio permanente.

La situazione è ora resa più drammatica, anche a fronte della difficile situazione atmosferica e  con il freddo pungente che si sta facendo terribilmente sentire in questi giorni.

Siamo alla vigilia di un periodo di festività, che dovrebbe essere caratterizzato da gioia e serenità e che è di fatto oscurato drammaticamente con l'avvicinarsi del termine della procedura di licenziamento collettivo ai primi giorni del prossimo mese di gennaio.

La Fim Cisl richiama in particolare le istituzioni ad intensificare la loro azione di convincimento nei confronti di una società che con il suo atteggiamento di  chiusura sta determinando l'aggravamento complessivo di una situazione di già per se drammatica.

La Fim Cisl chiederà alle proprie RSU e all'insieme del sindacato di portare soldarietà tangibile ai lavoratori in lotta.

Chiediamo a tutti voi di rendere visbile questa protesta e di far sentire la vostra vicinanza.

Cordiali saluti
Gigi Redaelli
Segretario generale Fim Cisl Brianza

 

Aggiornamento 16/12/2009 ore 17,50

Nonostante la "positiva" notizia della convocazione per venerdì prossimo 18 dicembre al Ministero del Lavoro proseguono le iniziative di protesta alla yamaha Motor Italia di Gerno di Lesmo.

Continua pertanto anche per tutta la notte la protesta dei quattro operai sul tetto della Yamaha di Gerno determinati ad andare avanti finchè la direzione aziendale cambi idea e posizione sul concedere la cassa integrazione straordinaria.

Delegazioni di RSU delle aziende metalmeccaniche della zona, assieme ad alcuni esponenti politici locali del PD e di Rifondazione Comunista si sono recati oggi a portare la loro solidarietà ai  lavoratori in lotta.

Davanti ai cancelli dell'azienda continua anche il presidio degli altri lavoratori Yamaha in sciopero che si sono attrezzati anche loro per passare la notte in solidarietà dei loro compagni accampati sul tetto.

 

Aggiornamento 17/12/2009 ore 10,20

E' passata la prima notte dei lavoratori sul tetto della Yamaha Motor Italia di Gerno di Lesmo e dei loro compagni accampati in sciopero con presidio permanente davanti ai cancelli.

Nonostante la neve sopraggiunta nella notte, il morale è ancora molto alto, Emanuele scherza al telefono dicendo che la notte è stata fresca.

Determinati ad andare avanti per raggiungere il loro obbiettivo e far cambiare idea alla direzione aziendale.

Quest'oggi ai cancelli il saluto di solidarietà di Gigi Petteni segretario generale Cisl Lombardia e questa sera è previsto quello di Maurizio Petriccioli segretario confederale Cisl Nazionale.

Domani sarà inoltre convocato il direttivo territoriale della Fim Cisl davanti ai cancelli di Yamaha.

 

Aggiornamento 23/12/2009
da Corriere.it

Yamaha di Lesmo, accordo raggiunto
Gli operai scendono dal tetto dopo 6 notti
Una giornata di intense trattative, poi l’intesa. Intervento dei pompieri e della Protezione civile

(...) Per una settimana (era cominciato tutto mercoledì scorso) in cima allo stabilimento ci sono stati due tende e quattro sacchi a pelo. Nei sacchi, altrettanti operai: Paolo Mapelli (39 anni), Colombo (31), Martino Sanvito (27) e Jarno Colosio. Jarno al collo ha una sciarpa del Milan. «Gliel’ho messa io. Ha la stessa età, 21 anni, di mio figlio, morto pochi mesi fa», ha detto il 51enne Angelo Caprotti dal campo base a ridosso del cancello della Yamaha Italia. Sede a Gerno, frazione di Lesmo, quaranta chilometri da Milano e quattro da Arcore. Tutto è dunque finito in nottata, con la situazione sbloccatasi quando pareva ormai arenata: arriverà la cassa integrazione, salvo colpi di sorpresa e ripensamenti. Tutto era iniziato una settimana fa, quando la Yamaha aveva annunciato la decisione di trasferire l’assemblaggio in Spagna, decretando il licenziamento di 66 operai.(...)

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