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Vorrei | Rivista non profit


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20091127-inps

Nei giorni scorsi la stampa ha paventato il rischio "declassamento"

Riceviamo e pubblichiamo

Le scriventi OO.SS. e RSU precisano che, riguardo alla Sede INPS di Monza, sono state diffuse notizie, riprese anche da alcuni quotidiani, che non trovano riscontro in alcun documento ufficiale dell’Istituto.

L’unico elemento di novità finora registrato è l’ipotesi, ventilata nel corso di una contrattazione sindacale regionale, di far rientrare la questione Monza nella cornice di un recente accordo nazionale sottoscritto dall’Amministrazione e dai sindacati definito genericamente “Riorganizzazione delle aree metropolitane di Napoli, Milano, Torino e Roma.”

La praticabilità di questa ipotesi è fortemente dubbia in quanto Monza, notoriamente, non fa parte dell’area metropolitana di Milano, né è stata ricompresa nel piano di riorganizzazione dell’area milanese licenziato in sede regionale nel luglio u.s.

Comunque, anche nella malaugurata ipotesi che ciò accada, lo status di “Filiale di coordinamento” prevista per le sedi cosiddette “sub-provinciali”, non consentirebbe di avere tutta una serie di funzioni ed organi di gestione proprie di una Direzione Provinciale dell’INPS.

Difatti:
1.sarebbe necessario accettare la condizione essenziale dell’inquadramento della sede di Monza nel piano metropolitano milanese (alla “faccia” della provincia di Monza e Brianza);
2.il dirigente “coordinatore”  di filiale dovrà comunque riferire al direttore provinciale di Milano e non più al direttore regionale, come avviene tuttora; pertanto per Monza sarà un clamoroso passo indietro nella sua autonomia da Milano;
3.la gestione “politica” della Sede e delle Agenzie collegate resterà affidata al Comitato Provinciale di Milano, così come tutte le competenze relative alla CIG;
4.Monza perderà la titolarità dell’Ufficio Ispettivo (di importanza strategica per un territorio come quello brianzolo), mentre dubbi e perplessità sorgono in merito alla permanenza del Centro Medico-Legale e dell’Avvocatura;

Sulla base di tali considerazioni ci sembra che l’obiettivo di avere una un autonomia che solo la Sede Provinciale può garantire sia al momento ancora lontano .

La mancanza delle risposte politiche più volte promesse ci lasciano delusi e insoddisfatti, inducendoci a considerare il riavvio delle stato di agitazione sospeso nei fatti fino ad oggi.


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