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Dossier. Consumo responsabile. Quanto costa avere un bambino? E qual è l’impatto ambientale di un bebè nei suoi primi anni di vita? G.ECO - Genitori Eco di Innova21 propone un percorso ambientale ed educativo per la riduzione dei costi e della produzione dei rifiuti nei primi tre anni di vita di un bambino.

Avere un bambino costa: questione ben presente nella testa di una generazione di precari e/o sottopagati. Basta pensare, per fare solo un esempio, che un anno di fornitura di pannolini usa e getta costa tra i 1000 e i 1600 euro. E così scoraggiati (se non genitori) o assorbiti (se neogenitori) dalla preoccupazione economica, raramente ci poniamo anche la questione della sostenibilità: un bebè, come un adulto, ha un impatto ambientale. Ritorniamo ai pannolini: tre anni di pannolini usa e getta corrispondono a circa una tonnellata di rifiuti indifferenziati. Una montagna di rifiuti costata ai genitori, facendo un rapido conto, tra i 3000 e i 4800 euro.

E se si potessero abbattere in un colpo costi, consumi e produzione dei rifiuti? E se si potesse farlo in modo da crescere i nostri figli in un modo più sano e naturale? Questa è l’idea che è venuta all’Agenzia Innova21 di Cesano Maderno: aiutare i genitori di bambini da 0 a 3 anni a intraprendere buone pratiche ambientali in un’ottica di risparmio e sostenibilità. Da questa idea è nato alla fine del 2013 il progetto G.Eco – Genitori Eco, che la no profit di Cesano ha sviluppato in partenariato con la Cooperativa Stripes e con il sostegno di Fondazione Cariplo: un percorso di formazione rivolto ai genitori e agli asili nido della Brianza Ovest, con l’obiettivo di creare una nuova comunità di genitori consapevoli da un lato, e di ridurre la produzione di rifiuti e l’impatto ambientale dei nuovi nati dall’altro.

Il progetto G.Eco è stato presentato lo scorso novembre ed è partito a gennaio, raccogliendo l’adesione di sette comuni della Brianza Ovest (Desio, Bovisio Masciago, Barlassina, Meda, Seveso, Varedo e Cesano Maderno), di Legambiente Lombardia e della Fondazione Lombardia per l’Ambiente. Si sono iscritti al progetto già 47 famiglie e 11 asili nido e i due incontri introduttivi di febbraio e marzo hanno visto un’ottima partecipazione di pubblico.

Il nostro obiettivo primario è abbattere significativamente la produzione dei rifiuti legati alla crescita dei bambini nei primi anni di vita

“Il nostro obiettivo primario è abbattere significativamente la produzione dei rifiuti legati alla crescita dei bambini nei primi anni di vita” ci spiega Serena Bellinzona di Innova21. “Accanto a questo ci sono altri importanti obiettivi, ovvero stimolare al consumo consapevole dal punto di vista ambientale ed economico, sensibilizzare all’uso di prodotti naturali e infine creare una rete di genitori ed educatori che possa continuare ad esistere anche dopo la chiusura del progetto”.

 

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Innova21 e Stripes (che gestisce gli asili nido di Desio e Bovisio Masciago) hanno ideato così un percorso formativo che si articola in incontri teorici e laboratori pratici: si parte dalla riflessione su quali siano i reali bisogni e cosa sia necessario per la crescita di un bambino, valutando le alternative naturali e il ritorno ai pannolini lavabili al posto degli usa e getta, fino ad arrivare all’autoproduzione di pappe e di detergenti naturali. Per quanto possa sembrare poco allettante la prospettiva di trovarsi a lavare quotidianamente i ciripà e a preparare da sé omogeneizzati e detergenti naturali, una rapida analisi dei risvolti economici della questione può convincere i più scettici: usare pannolini lavabili comporta un risparmio di 1000-1500 euro in tre anni (fonte: associazione Nonsolociripà), mentre usare prodotti casalinghi per la cura e l’igiene permette di risparmiare fino a 480 euro all’anno (oltre a non esporre il bambino agli agenti chimici contenuti nella maggior parte dei prodotti in commercio). Infine, preparare da sé le pappe con ingredienti scelti è sicuramente più complesso, ma garantisce un sicuro risparmio e abbatte la produzione dei rifiuti, in particolare plastica e vetro.

Usare pannolini lavabili comporta un risparmio di 1000-1500 euro in tre anni

Ma oltre a sensibilizzare i genitori, è fondamentale insegnare buone pratiche quotidiane: per questo Genitori Eco si avvale dei consigli di esperti in materia di alimentazione e di cosmesi naturale e ha ideato dei laboratori pratici che si affiancano agli incontri teorici. “Nei primi incontri si parlerà dal punto di vista teorico dei vantaggi dell’uso dei pannolini lavabili e di alimentazione e cosmesi naturale, così da mettere a fuoco insieme ai genitori quali sono le reali esigenze dei bambini, cosa si può definire veramente necessario e cosa invece superfluo nell’accudimento del neonato” ci spiega sempre Serena. “Poi i genitori e gli educatori degli asili nido impareranno nella pratica, insieme agli esperti, a preparare pappe fatte e in casa e detergenti a base di ingredienti naturali, sia per il neonato che per la mamma”.

I laboratori pratici per l’autoproduzione di detergenti e pappe saranno tenuti da Stefania Rossini, scrittrice ed ecoblogger su Naturalmente Stefy, Raffaella Caso, ecoblogger su Baby Green, ed Elisa Cilento, autrice del blog di cucina naturale Breakfast at Lizzy’s: consiglio un giro tra le loro pagine per trovare idee interessanti in cucina a tutti, non solo ai neogenitori. Questi ultimi possono trovare invece già on line il calendario degli incontri con le tre blogger, che si terranno tra fine marzo e inizio giugno, sul sito di G.Eco.

Il progetto G.Eco ha attività in calendario fino a dicembre 2014, ma non terminerà con la fine dell’anno: alcuni asili che aderiscono al progetto stanno già pensando di sperimentare in futuro i pannolini lavabili; educatori e cuoche parteciperanno agli incontri e ai laboratori, per capire come cambiare già dai prossimi mesi la gestione degli asili nelle pratiche quotidiane. “Il ruolo degli educatori in questo progetto è fondamentale: sono loro a fare da tramite con i genitori, e saranno loro a portare avanti le buone pratiche anche a fine progetto, guidando i genitori nelle loro scelte quotidiane” conclude Serena. “Inoltre i genitori sono sempre in cerca di consigli e di confronto: ci auguriamo che da questo percorso possa nascere e crescere una comunità di genitori sensibili alle tematiche ambientali, che possano intessere relazioni a lungo termine e continuare a confrontarsi lungo il percorso di crescita dei figli”.


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