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Vorrei | Rivista non profit

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«Ho

32 anni, sono diplomata all'Accademia di Belle Arti di Brera ed ho appena conseguito un master curatoriale in landscape design. La mia vita politica è segnata da sempre da Rifondazione Comunista; nel 1996 ero già iscritta e comunque frequentavo l'ambiente politico fin da giovanissima. Sono stata la segretaria del mio circolo per quattro anni, praticamente fino all'altro ieri; ho ricoperto la carica di consigliera comunale e poi quella di assessora alla pubblica istruzione e cultura presso il comune di Carnate. Ho sempre militato all'interno dei movimenti e delle lotte sociali». Così si è presentata a La rivista che vorrei Anita Giuriato, da poche settimane eletta segretaria del Partito della Rifondazione Comunista di Monza e Brianza. Abbiamo pensato di intervistarla perchè rappresenta allo stesso momento tre delle minoranze "etniche" della politica, locale e nazionale: giovane (solo per poco non rientra nella fascia di età che è argomento di questo numero), donna, di sinistra. Le abbiamo chiesto di raccontarci delle condizioni del suo partito, di cosa pensa di fare per la Brianza, della prospettiva di un partito unico della sinistra e dei rapporti con il PD alla vigilia delle elezioni provinciali.
La Giuriato appartiene alla "mozione Ferrero", quella che all'ultimo congresso nazionale ha espresso il nuovo segretario, sconfiggendo Nichi Vendola.

 

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Com'è l'umore in Rifondazione?
Ottima domanda, anche per il più distratto è evidente che qualche cosa sta cambiando nel nostro partito, si sono arroccate un po' le diverse posizioni, io spero che col lavoro quotidiano sui territori, si riesca in qualche modo a stemperare la tensione.

Che ruolo hanno i giovani nel suo partito?
Purtroppo in Rifondazione i giovani non sono troppo presenti, scherzando dico sempre che è un partito di pensionati perchè la fotografia degli iscritti è questa: poche donne e pochi giovani. Questo non toglie che comunque ci siano e siano molto attivi. Li abbiamo visti ora nelle lotte contro la Legge Gelmini, all'interno di quel movimento straordinario che è l'Onda.

200812-prc-lodo-alfano.jpgQuali sono le emergenze del territorio su cui pensa di intervenire per prime?
Non si sa da che parte cominciare, è vero che non partiamo da zero: in questi anni sono state molte le battaglie che abbiamo intrapreso. Non ultime quelle sull'acqua, sul lavoro, le varie raccolte firme per le diverse istanze locali. Io penso che al momento ci si debba preoccupare soprattutto del lavoro, precario ma anche assente. Preoccupazione non solo brianzola ma che certo tocca anche il nostro territorio ed i suoi abitanti.

Pensa che la presenza delle organizzazioni mafiose sia presa nella giusta considerazione da amministratori e forze dell'ordine?
Io so con certezza che le forze dell'ordine e le leggi che vigono nelle amministrazioni locali, in qualche maniera riescono a contenere l'infiltrazione. Non dobbiamo però nascondere il fatto che in Lombardia esiste il fenomeno, e pensare che sia solamente ad appannagio delle regioni meridionali. È innegabile che i grossi affari di ogni genere si stipulano qui, dove circolano grossi quantitativi di denaro. Ora con l'avvento dell'expo 2015 bisognerà tenere gli occhi ancora più aperti , bisognerà rimanere vigili ed attenti a ciò che succede.
Non è di molto tempo fa, poi, il ritrovamento di discariche abusive condotte in maniera poco chiara sul nostro territorio, segno comunque della presenza degli affari mafiosi.

Con il continuo smantellamento delle grandi fabbriche, che futuro vede per il lavoro?
Purtroppo la crisi, e mi sento legittimata ad utilizzare questo nome per ciò che sta succedendo, da noi si era già iniziata a registrare da tempo. La grande quantità di precari, era il sintomo della poca certezza nel futuro ed a pagare per prime sono state le nuove generazioni. Ora , sarà proprio nell'intelligenza delle nuove generazioni la chiave per riuscire a riprendersi. Limitare i consumi, consumare meglio e valorizzare la qualità, queste secondo me dovranno essere le parole chiave del futuro. Ognuno di noi potrà collaborare all'uscita dalla crisi solo con una nuova concezione della propria vita, partendo da ognuno di noi e quindi dalle piccole cose che si possono fare è possibile cambiare la società e traghettarla verso qualcosa di meglio.

La Brianza ha davvero bisogno di infrastrutture come ripetono gli industriali? e di che tipo, grandi opere o cosa?
Io non penso che ci sia bisogno di grandi infrastrutture, anzi penso che bisogna valorizzare quelle che si hanno, come in una ragnatela, dove tutti i punti sono importanti per far si che la struttura regga. Dobbiamo cominciare a pensare ad esempio ad una mobilità differente, sono quasi stufa di dirlo e capisco che possa sembrare ridicolo dire ancora che bisogna privilegiare i mezzi collettivi rispetto a quelli privati, usati singolarmente (bicicletta a parte). Neanche la crisi finanziaria e l'innalzamento del prezzo del petrolio hanno fatto preferire mezzi alternativi. Penso che servano linee ferroviarie più funzionali ai pendolari e non solo alta velocità. Penso che si debbano analizzare i veri bisogni e non solo quelli indotti. In Brianza abbiamo questo problema, quando c'erano industrie che producevano non avevamo le infrastrutture, ora che stiamo facendo le infrastrutture (sbagliate), non ne abbiamo più bisogno.

Secondo lei i brianzoli sono una comunità? c'è qualcosa che tiene insieme le persone di questo territorio?
I brianzoli non hanno molto il senso di comunità, la riconoscono nelle parrocchie ma non nella società in senso lato. Infatti qui più che altrove fanno fatica a germogliare i movimenti. Bisogna ogni volta riconquistare la fiducia delle persone, purtroppo o per fortuna questo è sempre stato un territorio in cui la piccola industria, il laboratorio artigianale segnavano i rapporti di comunità, c'è un'atavica diffidenza ad aprirsi. Ma non è impossibile, ci vuole solo molto lavoro.

Che giudizio dà del lavoro della giunta Penati?
Come in tutte le giunte di centro sinistra ci sono delle cose fatte che mi piacciono moltissimo e sento più vicine, altre meno. Da ex amministratrice capisco che a volte ci sono delle cose che bisogna fare improrogabilmente e altre per cui scatta la priorità due. Mi è sembrato importantissimo partecipare a questa giunta, non c'erano alternative per strappare alla destra anche il terreno provinciale. Certo si poteva fare di più. Facendo delle cose “più di sinistra” che la gente avrebbe capito di più.

200812-prc-opposizione.jpgIn particolare?
Ho apprezzato molto gli aiuti nel sociale, a partire dalla scuola, al problema della casa. Ultima in termini di tempo l'azione sul welfare per venire incontro a chi, vista la crisi, non riesce a far fronte alle necessità minime per la sopravvivenza. Non sono stata d'accordo con Penati quando ha appoggiato la Pedemontana e la Pedegronda, questioni ancora aperte che segneranno in modo indelebile il nostro territorio. Non sono d'accordo in linea di principio con la privatizzazione, e in consiglio provinciale gli esponenti di RC hanno battagliato non poco per ridurre quelli che secondo noi erano i danni apportati.

Cosa succederà alle elezioni provinciali, il PRC sarà in coalizione con il PD?
Ancora non ho parlato con nessun esponente del PD e già compaiono sui giornali dichiarazioni che vedono il PRC ed il PD inconciliabili. Così ha deciso il PD.

Quali sono le premesse per una coalizione e quali sono le condizioni imprescindibili per Rifondazione?
Innanzitutto il dialogo, parlandosi dalle pagine dei giornali è difficile comunicare in modo corretto. Il PRC come sempre antepone a qualsiasi cosa la creazione di un programma quanto più condiviso e partecipato, non abbiamo mai posto altre questioni, questa è la derimente. Naturalmente una volta che si condivide il programma si dovrà anche condividere la possibilità di verificarlo, perchè di belle parole in passato ne sono state scritte tante, ma non sempre sono state poi tramutate in fatti.

Chi sono le persone che rappresenta oggi Rifondazione?
Per anni siamo stati convinti di rappresentare soprattutto gli operai, dalle scorse elezioni primaverili ci siamo accorti che gli operai non si sentivano più rappresentati da noi, ed infatti hanno votato la lega secondo me più per paura che per altro, per l'arroccamento e per la sindrome da nimby (Not In My Back Yard, non nel mio giardino, NdR).
Pensiamo di rappresentare ancora chi crede nei valori di cui siamo portatori: l'antifascismo, il femminismo, l'antirazzismo, l'ecologismo, l'equità sociale, il lavoro, la democrazia... potrei andare avanti ma mi sembra che questi siamo gli aspetti che più rappresenta al momento il prc.

Perchè in Italia ci sono così tanti partiti a sinistra? qual è la differenza fra PRC, SD, PDCI?
Sa come dice la mia nonna: cent cò cent crap... Io penso che ci siano tanti partiti che si rifanno agli stessi valori perchè ognuno si crea la sua propria visione del mondo e ne è talmente affascinato che non può pensarla diversamente, non riesce a trascendere da quella visione che crede così perfetta e le sfumature a volte fanno la differenza.

Il progetto della Sinistra Arcobaleno o comunque di un partito unico a sinistra è definitivamente tramontato?
Il progetto della Sinistra Arcobaleno mi sembra che sia definitivamente tramontato nel momento in cui le urne non lo hanno premiato. La necessità di essere più uniti a sinistra invece è un'esigenza che diviene di giorno in giorno più forte.

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E cosa pensa di fare lei e il PRC Brianza in questa direzione?
La Brianza attraverso la costruzione di tavoli dedicati alla scrittura di programmi, il più partecipati possibili, cercherà di includere tutti quelli che hanno intenzione di lavorare per andare nella stessa direzione.

Tre nomi di persone le cui vite, idee e lavoro possono essere un esempio per tutti.
Visti i tempi che corrono, me ne viene in mente solo uno: Simone de Beauvoir. Sto lavorando molto in questo periodo con dei gruppi femministi e penso che lei, la sua determinazione abbia ancora da insegnare alle giovani generazioni. C'è più bisogno di autodeterminazione, delle donne soprattutto, di consapevolezza delle possibilità e la ferma intenzione di travalicare i limiti.

Non le viene proprio nessuno in mente che ancora respiri?
Sono sempre restia a citare qualcuno che domani potrebbe rivelarsi una delusione. Mi sono venuti in mente alcuni nomi, ma per loro fortuna non verranno citati.

 

Gli autori di Vorrei
Antonio Cornacchia
Author: Antonio CornacchiaWebsite: www.antoniocornacchia.com

Grafico e art director, ho studiato all'Accademia delle Belle Arti.
Curo campagne pubblicitarie e politiche, progetti grafici ed editoriali. Siti web per testate, istituzioni, aziende, enti non profit e professionisti.
Sono giornalista pubblicista dal 1996 e dirigo Vorrei.

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