Vorrei | Rivista non profit

Dal 2008 rivista non profit di cultura, ambiente e politica. Senza pubblicità.

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Per “La Monza che Vorrei”, intervista a Maurizio Oliva, Presidente di Italia Nostra di Monza e Brianza. Opzione zero nel consumo del suolo, mobilità dolce e sistemi di trasporto non invasivi, ridisegnare i servizi alle persone e alle imprese. E per quanto riguarda Villa e Parco, Autodromo e Golf...

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Per "La Monza che vorrei" intervista al segretario della CGIL Monza Maurizio Laini. Le prospettive future, la capacità del territorio, la Villa Reale e i 207 milioni per la ristrutturazione del San Gerardo...

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Intervista al presidente dei giovani industriali di Monza e Brianza, Marco Colombo. «La maggiore delle minacce è che a Monza venga tolto il Gran Premio di F1. E’ infatti lui che dà visibilità internazionale a Monza, in mancanza, purtroppo, di una visibilità legata alla sua storia e alle sue bellezze.»

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«Vogliamo contribuire a delineare una diversa idea di città, a costruire un’alternativa, ad affermare una nuova cultura politica, caratterizzata dal rapporto virtuoso tra delega e partecipazione, responsabilità istituzionale e cittadinanza attiva»

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Per La Monza che Vorrei, intervista a Renato Mattioni, segretario generale della Camera di Commercio di Monza. "Non ha senso pensare a riprodurre - in piccolo - quello che c'è già a Milano"

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La Monza che vorrei. Giancarlo Cazzaniga, pubblicitario e animatore di Restart: Il coordinamento è la chiave del futuro della città. Il design potrebbe mettere insieme le grandi aziende e la cultura su progetti di ampio respiro

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La Monza che Vorrei. Matteo Speziali dirige MBNews.it, quotidiano online dal 2008: «Bisogna guardare a quei giovani tra i 30 e i 40 che stanno tentando di fare delle piccole rivoluzioni».

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La Monza che Vorrei. Claudio Giovenzana da anni gira il mondo in moto, fotografandolo e raccontandolo sul suo blog: «Serve l'esempio cristallino dei politici, devono farsi vedere per le strade soprattutto dopo la campagna elettorale. Internet deve rispecchiare ogni passo della trasformazione della città. I cittadini devono poter commentare, proporre e discutere. In rete come in piazza»

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La Monza che Vorrei. Roberto Diodato, professore di Estetica alla Cattolica: “Ci vorrebbe un NEI in ogni quartiere, a disposizione dei cittadini che vogliano servirsene per stare insieme, divertirsi, parlare, confrontarsi e decidere. Monza, per progettare il suo futuro e il futuro dei suoi giovani, non deve prioritariamente guardare a Milano e nemmeno alla Brianza, ma almeno all’Europa”.

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La Monza che Vorrei. Paolo Loscalzo, gestore dell'Officine Libra, locale storico fra i più frequentati della città. “Monza vive un eterno presente, nell'attesa di essere sciolta nella grande Milano. C'è un'occasione da non perdere: provare a sfruttare il vento delle ultime elezioni e vedere se qualcosa si smuove. I tempi sono maturi, lo sento".

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 La Monza che Vorrei. Secondo Giuseppe Longoni, professore della Statale, questa è la città delle occasioni sprecate, che crede poco nella cultura. "Occorre favorire l'imprenditorialità immateriale, culturale, con un ruolo decisivo del soggetto pubblico, suscitando energie nuove, comprese quelle dei tanti stranieri che qui vivono ed operano.

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