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Si chiama Janos Hasur e l'altro giorno ha bussato alla mia porta con tutto l'occorrente per preparare il "gulasch"... "Mi fermo per cinque giorni quì da voi, perchè a Bari ho alcune repliche con Moni Ovadia... dormirò a casa di Henriette, in mezzo alle serre di fiori...". "Bene - gli dico - così si fa un po' di baldoria e magari mettiamo su una cenetta ungherese in gemellaggio col vino primitivo...".

Se c'è un musicista su tutti che certamente merita di inaugurare questa nostra rubrica sulle musiche dal mondo, questo viaggio fra tradizioni culturali e culinarie, tra musica etnica ed enogastronomia quello è certamente Janos. È ungherese doc ma vive in Italia da diversi anni: a Brescia per la precisione. Suona il violino ed è bravo in maniera, oserei dire, indecente. Tanto da divenire il primo violino della Stage Orchestra, la compagnia che nei teatri di tutto il mondo garantisce il suono live alle rappresentazioni di Moni Ovadia. "Janos, il tuo colpo d'arco è unico!", è la frase con cui Ovadia lo arruolò. Non so dirvi se il complimento servì a tenergli basso l'onorario, ma questi sono fatti loro e su questioni economiche tra ebrei si intendono alla perfezione.

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Janos aveva cominciato con la musica classica nell'Orchestra Sinfonica di Kaposvàr ma è stata la musica popolare ungherese a stregarlo da subito. Allora si è ritrovato di colpo a fare il leader dei Vizonto, la più importante band ungherese di folk-revival. E siccome gli piace da matti fare concerti anche da solo, si propone nella formula "Violino Solo" che è anche il titolo del suo primo disco. Costa poco, e anche sul piano logistico il suo spettacolo è decisamente spartano. Dategli un posto dove suonare, un microfono e lui vi garantisce un viaggio fantastico nelle musiche transilvane, bulgare, klezmer, ungheresi senza farsi mancare alcuni rifacimenti di celebri brani pop... dai Penguin Cafe Orchestra ai Beatles, naturalmente in "salsa tzigana". Da qualche tempo però c'è anche bisogno di dotare Janos di un posto dove poter cucinare. Perchè ormai i suoi spettacoli sono divenuti gastro-musicali. È un ottimo cuoco e prima di cominciare a suonare prepara il gulasch per servirlo di persona ai fortunati fruitori del suo spettacolo. Il tutto serve a pepare un tantino le barzellette della tradizione ebraica che Janos ama alternare ai brani che esegue.

Tuttavia questa formula "Gulasch Violino & Racconti" è nata quasi per caso, a Palermo qualche anno fa. Quando gli comunicarono che la location del concerto era un ex-bordello con tanto di cucina e che erano previsti circa 300 spettatori. Lui allora si armò di tutto ciò che serviva per cucinare il celebre piatto ungherese e partì alla volta della Sicilia. "Preparai il gulasch con il tradizionale contorno di gnocchetti (spazli), secondo la classica ricetta di Gundel, con le spezie - paprika e kummel - di prima scelta. Ma riuscii a servire solo la metà dei presenti...". La cosa curiosa che ci fa notare è che in Italia ci trovi ristoranti cinesi, vietnamiti e di tante altre nazionalità, ma non ne trovi uno ungherese. "Eppure noi ungheresi abbiamo in comune con gli italiani la passione per la buona tavola". In compenso Janos non ha concorrenti.

Insomma bastano anche 40 spettatori per i suoi spettacoli con cena assicurata. Se poi le barzellette che racconta (alcune sono davvero assurde) non le capite, poco male. Il suo modo di raccontarle, la sua voce, sono sufficienti a suscitare ilarità, anche se non avete capito una mazza di quello che ha raccontato. Ma facciamo il punto per chi volesse invitarlo: Anzi lo facciamo fare direttamente a lui... "Serve un ristorante con i tavoli e le sedie (ovvio che ci siano i tavoli... ma forse è la prima barzelletta ebraica n.d.r.), oppure un caffè dove ci sia una cucina e un pubblico con la pancia vuota e che ama la musica...". Insomma, più chiaro di così! Intanto la cenetta noi l'abbiamo provata ed è stata fantastica. Janos ha un po' esagerato col primitivo ma doveva pur dimenticare lo spettacolo che a Bari ha tenuto con Moni Ovadia, soprattutto il fatto che tutti i musicisti erano vestisti da donna con tanto di tacchi a spillo... Se lo guardate in foto e lo immaginate con un vestitino rosso da subrette del Terzo Reich, capite perchè il primitivo andava giù alla grande. Per la ricetta e la preparazione del gulasch vi rimando al filmato.

Janos in un filmato di Lara Ferrulli.

Per i contatti: www.janoshasur.com - xxjanos@gmail.com

 

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Author: Silvio Teot
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